Da Bergamo all’oro olimpico: il lungo viaggio di Myriam Sylla, stella dell’Italvolley
Il padre Abdoulaye emigrò dalla Costa d’Avorio arrivando proprio nel capoluogo orobico prima di trasferirsi a Palermo: la schiacciatrice ha militato tra le fila della Foppapedretti per cinque stagioni
Bergamo. Tra le stelle più luminose dell’organico dell’Italvolley femminile che ha portato per la prima volta l’oro olimpico al bel paese c’è sicuramente Myriam Sylla, schiacciatrice attualmente in forza al Vero Volley Milano. Il trionfo di Parigi arriva nel suo caso a coronamento di una carriera giocata su altissimi livelli e legata per due motivi alla città di Bergamo.
La campionessa olimpica è sì nata a Palermo, ma suo padre Abdoulaye si trasferì in Italia dalla Costa d’Avorio arrivando inizialmente proprio nel capoluogo orobico. A causa anche delle fredde del temperature del Nord Italia, l’uomo decise dopo poche settimane di spostarsi in Sicilia, dove lo raggiunse dopo qualche tempo la moglie Salimata e dove – l’8 gennaio 1995 – nacque Myriam.
Insieme alla famiglia Sylla si trasferì poi nel paese di Valgreghentino in provincia di Lecco, ma tornò dopo qualche anno a Bergamo per motivi sportivi, approdando nel 2013 all’allora Foppapedretti. La schiacciatrice rimase nel club bergamasco per cinque stagioni, vincendo la Coppa Italia 2015-16 e affermandosi come una giocatrice di primo piano sul panorama nazionale, prima di spiccare il volo verso l’Imoco di Conegliano con cui si aggiudicherà tre Supercoppe italiane, tre scudetti, il campionato mondiale per club 2019, tre Coppe Italia e la Champions League 2020-21.
Negli anni Sylla è diventata una delle colonne portanti della nostra Nazionale, vincendo l’argento ai Mondiali in Giappone nel 2018 e l’oro agli Europei nel 2021, prima di conquistare agli ordini di Julio Velasco il traguardo più prestigioso in qualsiasi disciplina sportiva: l’oro olimpico.

Abdoulaye Sylla l’altro ieri (domenica 11 agosto) si trovava a bordo campo ad assistere alla vittoria più importante della carriera della figlia, qualcosa che difficilmente avrebbe potuto immaginare nelle prime fredde settimane dopo il suo arrivo in Italia, trascorse proprio nella città di Bergamo.


