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Adieu Parigi, dal volley femminile alla storica spedizione bergamasca: il bilancio delle Olimpiadi

Il riassunto di una delle edizioni più controverse e seguite nella storia, tra le polemiche per la Senna e il record di biglietti staccati

Parigi. Con la cerimonia di domenica sera (11 agosto) a Parigi si è ufficialmente conclusa la 33esima edizione delle Olimpiadi estive, a 100 anni esatti di distanza dall’ultima edizione nella capitale francese. Terminate le competizione è inevitabilmente ora di bilanci, per riassaporare un cammino durato 17 giorni ma partito molto prima.

I Giochi di Parigi rappresentano una delle edizioni più chiacchierate della storia. La pioggia di critiche non si è mai fermata, come quella atmosferica che ha costretto i capi di stato ad assistere alla cerimonia di apertura sotto l’acqua. Tanti i punti critici, dalla Senna inquinata, al villaggio olimpico bocciato dagli atleti causa mancanza di aria condizionata e letti di cartone, passando per la mensa povera di proteine e i sabotaggi informatici.

Un’Olimpiade che invece sportivamente è stata piena di record infranti, ben 36 primati del mondo e 125 olimpici sovvertiti, boom mediatici e affluenze stratosferiche: sono stati ben 9 milioni e mezzo i biglietti staccati per assistere alle prodezze dei campioni provenienti da tutte le parti del mondo, senza dimenticare l’ondata di spettatori davanti alla tv.

Il cammino azzurro

Il giardino di casa nostra è colorato di azzurro. Dal punto di vista ‘realizzativo’ per l’Italia quella del 2024 è la miglior edizione: bissato il numero complessivo di 40 medaglie ottenuto a Tokyo, anche se con più ori (12), argenti (13) e meno bronzi (15).

Una rivoluzione scritta al femminile: per la prima volta nella storia le donne italiane hanno conquistato più primi posti, 7 su 12, rispetto agli uomini. Non si è mai interrotta nemmeno quella striscia di giorni a medaglia che durava dal 2021, lasciando un conto aperto a quota 36 che andrà conservato anche tra quattro anni in terra americana.

La giornata più ricca di titoli è stata quella di venerdì 9 agosto: il conto dei giorni consecutivi a medaglia sembrava si stesse per fermare a 33, ma dal tardo pomeriggio sono arrivati un oro, un argento (rispettivamente nel ciclismo su pista e nell’atletica), e ben quattro bronzi (sollevamento pesi, ginnastica artistica, atletica e taekwondo).

Sono stati molti i campanelli d’allarme che hanno fatto tremare il tifo tricolore; primo su tutti il forfait della punta di diamante del tennis italiano Jannik Sinner, costretto alla rinuncia da una tonsillite e il calvario di Gianmarco Tamberi, debilitato dalle coliche renali in quella che doveva essere la settimana della sua definitiva consacrazione. Ci ha provato in tutti i modi Gimbo, passando il turno di qualificazione, ma il suo corpo non è riuscito a gestire una situazione al limite, ripresentando il problema nella notte che precedeva la finale.

Una corsa, a quel nono posto nel medagliere (scavalcata la Germania rispetto a tre anni fa), che ci ha visto protagonisti anche nei titoli mancati: sono ben 25 le medaglie di legno, più di qualsiasi altra nazione, e 27 i quinti posti, a testimoniare che è stato fatto tanto, ma che con quel pizzico di fortuna e qualche episodio a favore in più poteva essere ancora meglio.

Tra le controversie la fanno da padrona indiscutibilmente lo scandalo della pallanuoto maschile, costretta a soccombere nei quarti di finale contro l’Ungheria dopo una discussa decisione arbitrale che ha rimosso un gol regolare al settebello costringendolo, peraltro, a giocare 6 contro 7. E ancora l’incredibile episodio dello schermidore Filippo Macchi che si è visto annullare due stoccate decisive e vincenti che sarebbero valse la medaglia d’oro.

Rimarrà impressa per molto tempo la rinuncia della boxeur Angela Carini, che, dopo pochi secondi, ha deciso di abbandonare il ring contro l’algerina Imane Khelif, accusata e diffamata nei giorni precedenti all’incontro per il suo livello ‘alto’ di testosterone, la stessa che poi è riuscita ad aggiudicarsi uno dei due ori per la sua nazione.

L’ultima impresa, in ordine temporale, è il successo senza eguali nella storia dell’Italvolley femminile. Una squadra schiacciasassi, quella del coach Velasco, che non ha lasciato scampo a nessuno, perdendo un solo set in tutto il cammino e culminando con un 3 a 0 agevole e mai in discussione contro gli Stati Uniti, sotto gli occhi di una strabiliata Sofia Goggia.

Immense anche la coppia formata dalla giovane promessa Jasmine Paolini e dalla veterana immortale Sara Errani che ha trionfato nel torneo di doppio femminile, confermando l’ascesa di un movimento che sta sicuramente vivendo la sua golden era. Non ha fatto rimpiangere Sinner Lorenzo Musetti, che ha centrato un bronzo perfetto arrendendosi solamente ad un eterno Novak Djokovic in semifinale.

Non è stata da meno nemmeno Alice d’Amato, oro nella trave della ginnastica artistica, tenendosi dietro addirittura una certa Simone Biles. Senza dimenticare i trionfi di Nicolò Martinenghi e Thomas Ceccon nel nuoto, di Giovanni De Gennaro nel K1 slalom, Alice Bellandi (judo 78kg), della spada femminile a squadre, di Marta Maggetti nel windsurf e delle coppie formate da Bacosi e Rossetti nel tiro a volo e Banti e Tita nella vela.

Parigi Olimpiadi 2024 Tour Eiffel Getty Images

Bergamo brilla come non mai

Dulcis in fundo di queste vittorie dorate, quella che brilla di più per i bergamaschi è il miracolo di Vittoria Guazzini e dell’orobica Chiara Consonni nel ciclismo su pista, specialità madison. La coppia con la giovane di Brembate Sopra è riuscita a smentire i pronostici e lasciarsi alle spalle la navigatissima Gran Bretagna.

Lo score di un oro, due argenti e un bronzo è il migliore nella storia per gli atleti orobici, sconfiggendo l’ormai ex record di Atene 2004, dove non arrivò nessun primo posto.

È quasi tutto un palmares in famiglia, eccezion fatta per l’eccezionale argento della 21enne Giorgia Villa nella ginnastica artistica a squadre: è doppietta per il fratello di Chiara, Simone, che si porta a casa un bronzo nell’inseguimento a squadre del ciclismo su pista e un secondo posto nel madison in coppia con l’esperto Elia Viviani, in una finale che ha dimostrato la tenacia del 30enne bergamasco, caduto anche nei giri finali.

Nonostante non sia arrivata la medaglia hanno brillato anche i talenti di Martina Fidanza, quarta nell’inseguimento a squadre della specialità preferita dei brembatesi (ciclismo su pista), Chiara Teocchi 11esima nella mountain bike e Yumin Abbadini, sesto nella ginnastica artistica a squadre e appena fuori dalla top 10 nell’individuale.