GAMeC, epicentro della nuova dorsale della città di Bergamo: prosegue il cantiere
Il trasferimento del museo di arte contemporanea nell’ex palasport si concretizzerà nel 2026: la sua destinazione urbana il fattore chiave nell’investitura a punto di riferimento del capoluogo
Bergamo. L’obiettivo è chiaro: elevarsi a modello, a punto focale e di spinta della ‘nuova’ città di Bergamo. Il cantiere della nuova GAMeC prosegue a pieno ritmo: l’inaugurazione del nuovo polo di arte contemporanea del capoluogo è prevista solo nel 2026, ma a prendere forma tangibile già in questi primi mesi di intervento è stata quella centralità che esso rivestirà nel piano di riqualificazione urbana di un intero quartiere.
La nuova cittadella della cultura si inserisce architettonicamente all’interno di un’ex istituzione cittadina, il vecchio Palazzetto dello Sport, il quale spostamento – congiuntamente alla questione legata alla realizzazione della nuova struttura – ha causato una serie di problematiche non indifferenti alle società sportive. Un trasferimento, quello della GAMeC attualmente in corso, che attraversa la rifunzionalizzazione degli spazi del palasport, con un investimento complessivo di circa 18 milioni di euro (di cui 6 provenienti da un finanziamento parte del Pnrr e altri 6 contributo di Banca Intesa).
Fattore chiave nell’investitura della nuova GAMeC a punto di riferimento per l’intera città è proprio la sua destinazione urbana. L’area incastonata tra i borghi Pignolo e Santa Caterina vedrà presto il recupero dell’ex caserma Montelungo – futuro pilastro cittadino nell’ambito della residenzialità universitaria – e l’allargamento del parco Suardi; lontano solamente poche centinaia di metri l’ex Principe di Napoli, che proprio in questi giorni ha visto l’aggiudicazione del bando alla società Rinascimento Holding e diventerà uno spazio ibrido nel cuore del centro città. Senza dimenticare l’Accademia Carrara e il Gewiss Stadium, luoghi simbolo dei massimi livelli di arte e sport raggiunti in tempi recenti da Bergamo.

La costruzione della futuristica sede del museo avverrà, come noto, attraverso una serie di lotti, intervenendo sullo scheletro architettonico dell’ex Palazzetto ma anche sulle adiacenti aree esterne, in una visione lungimirante che mira a migliorare l’accessibilità alla struttura e valorizzare lo spazio urbano circostante.
Il progetto definitivo
Il progetto definitivo, scritto dagli architetti Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini titolari dello studio C+S Architects (Treviso e Londra), mantiene la forma del vecchio impianto sportivo: demolite le tribune, sarà realizzata una grande ‘lanterna’, che conterrà la parte espositiva, attraverso la realizzazione di solai intermedi e sfruttando l’altezza del precedente campo di gioco. Nella nuova GAMeC troveranno spazio anche un ristorante, un bar, un bookshop e tutti i servizi funzionali a una galleria d’arte. La superficie complessiva quasi triplicherà: dagli attuali 2.200 metri quadrati a poco meno di 6.000.
L’ingresso principale rimarrà verso piazzale Oberdan: quello che nel palasport era l’avancorpo diventerà il foyer del museo, una vera e propria piazza coperta interna, uno spazio che ‘parlerà’ alla nuova piazza esterna, con una fontana a giochi d’acqua e dei piccoli gazebo commerciali. Un’area che sarà già fulcro della parte espositivo, un locale multifunzionale che potrà ospitare esposizioni e mostre.

La scalinata centrale porterà dall’ingresso del museo ai piani sopraelevati, dove avrà la propria casa la galleria per esposizioni permanenti, ricavata all’interno del volume opalino che presenta una serie di pannellature modulari mobili capaci di creare ambienti più o meno grandi e più o meno illuminati. Scale di sicurezza e ascensori posizionati simmetricamente completano il sistema di accessibilità e vie di fuga.
All’ultimo piano della struttura verrà ridotto il volume, per l’impossibilità di costruire vicino al passaggio del torrente Morla: il volume leggero ricavato ospiterà un ristorante panoramico, accessibile dall’esterno anche quando il museo è chiuso.


