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Olimpiadi, apoteosi bergamasca: la ‘nazionale’ orobica sarebbe 48esima nel medagliere
Simone Consonni (a destra) con Elia Viviani | Foto Getty

Oggi (11 agosto) la cerimonia di chiusura dei giochi di Parigi allo Stade de France: futuro promettente per gli atleti nostrani. Ecco tutti i risultati dei bergamaschi

Parigi. Un oro, due argenti e un bronzo: se esistesse la ‘nazionale bergamasca’ al termine di queste Olimpiadi sarebbe al 48esimo posto del medagliere a pari merito con il Portogallo, tenendosi alle spalle addirittura 37 Paesi, tra cui colossi come Argentina o Turchia. Senza contare quelli privi di medaglia.

C’è veramente poco da controbattere, è stata una spedizione storica per gli orobici, che, aldilà delle posizioni medagliate, hanno dimostrato di avere un futuro roseo in proiezione Los Angeles 2028.

La ciliegina sulla torta è quella di Chiara Consonni, autrice protagonista, insieme a Vittoria Guazzini, di una delle imprese azzurre più incredibili della spedizione parigina. Un oro conquistato nel madison del ciclismo su pista tenendosi largamente alle spalle le campionesse del mondo della Gran Bretagna e la quotatissima Olanda, grazie ad una pedalata condita da scelte tattiche perfette. Si apre così un enorme orizzonte per la 25enne di Brembate Sopra, alla sua prima vittoria in una competizione di questo calibro.

Chiara ConsonniChiara Consonni

Una famiglia in estasi grazie anche all’impresa del fratello di Chiara, Simone che, reduce dal successo olimpico di Tokyo 2021, ha acciuffato un prezioso e onestissimo bronzo nell’inseguimento a squadre, insieme a Filippo Ganna, Francesco Lamon e Jonathan Milan e lasciandosi alle spalle la Danimarca, come nella corsa di 3 anni fa per l’oro, dopo quell’incredibile rimonta negli ultimi giri. Doppietta servita dopo il secondo posto agguantato nel madison, insieme ad Elia Viviani, nonostante la caduta rovinosa di Simone durante uno degli ultimi passaggi di testimone; una gara condotta magistralmente per i due azzurri che hanno dovuto arrendersi solo alla coppia portoghese Leitao-Oliveira; terzo posto per Larsen e Moerkoev (Danimarca).

Chiude il palmares orobico Giorgia Villa con l’argento nella ginnastica artistica a squadre femminile, per una medaglia che non arrivava da 96 anni, dal lontano 1928. Un risultato incredibile, con le fate battute solamente dagli Stati Uniti, quasi invincibili grazie alla leggenda Simone Biles.

Giorgia Villa Olimpiadi Parigi GettyGiorgia Villa

Niente titolo, ma un ottimo piazzamento per Yumin Abbadini nella ginnastica: sesto nella classifica a squadre e addirittura undicesimo nell’individuale. Il 23enne di Ranica, alla sua prima esperienza olimpica, è riuscito a classificarsi come primo italiano in competizione, sfiorando la Top 10.

Tornando alle due ruote, Chiara Teocchi, 27enne, si è classificata undicesima nella mountain bike, disciplina cross country. Nonostante il rammarico per non essere arrivata tra le prime dieci, lo sguardo dell’atleta di Ponteranicaè fisso sull’edizione del 2028. Oro alla francese Prevot, argento per la statunitense Batten e bronzo per Rissveds (Svezia).

Niente da fare invece nel ciclismo su strada, dove Silvia Persico ed Elisa Balsamo hanno chiuso rispettivamente 55esima e 54esima, senza riuscire ad aiutare in modo ottimale la ricerca del podio di Elisa Longo Borghini, solamente nona.

Nell’inseguimento a squadre femminile in pista insieme a Chiara Consonni c’era anche Martina Fidanza: niente medaglia, anzi, ennesimo ‘legno’ (quarto posto) conquistato, che è andato ad aggiungersi allo score del bel paese in questa speciale classifica. Le britanniche si sono dimostrate superiori, chiudendo con quasi due secondi di vantaggio nella finalina.

Spazio alle acque di Vaire-sur-Marne, dove Alice Codato è riuscita a raggiungere una storica finale nel canottaggio a otto femminile. L’imbarcazione azzurra, alla prima partecipazione, non è riuscita però a completare l’impresa, chiudendo ultime dietro le quotatissime Romania, Gran Bretagna, Canada, Australia e Stati Uniti.

Delusione invece per Emmanuel Ihemeje che non ha raggiunto la finale di salto triplo dopo che, nelle qualificazioni, ha registrato una lunghezza, insufficiente, di 16.50 metri, chiudendo addirittura 12esimo nella sua batteria a 29 centimetri dall’obiettivo. Per il classe 1998 di Verdellino ci sarà sicuramente tempo e spazio per recuperare.

Sono rimasti invece in panchina Alessia Pavese e Roberto Rigali nelle rispettive staffette 4×100, così come Marta Zenoni nei 1.500 metri.