Attestata la presenza di amianto, stop alla coltivazione degli orti di via Goisis
L’annuncio dopo l’esito dei rilievi effettuati dagli organi preposti. Ruzzini: “Abbiamo seguito fin dall’inizio le indicazioni delle autorità sanitarie”
Bergamo. “Perché il Comune non ha adottato da subito le misure preventive?”, tuona la consigliera di minoranza Ida Tentorio dopo l’ufficialità, comunicata nella mattinata di lunedì 5 agosto dal tecnico dell’ufficio Ambiente, Verde Pubblico e Mobilità del Comune di Bergamo, della presenza di amianto negli orti comunali di via Goisis. Sconsigliati, quindi, in attesa di ulteriori valutazioni da parte degli enti preposti, gli accessi agli ortisti per la coltivazione delle zone interessate.
Una scelta, secondo Tentorio, presa con troppa tranquillità, in relazione alle denunce nate nella chat WhatsApp degli assegnatari lo scorso 18 luglio e tramutate poi in una segnalazione ufficiale al Comune dopo il ritrovamento di quelli che sono sembrati fin da subito pezzi di amianto nei terreni dati in concessione: “Ora, solo ora – continua la consigliera -, si comunica di non accedere agli orti in misura preventiva in attesa delle successive azioni correttive da parte degli Organi preposti”. E ancora: “Si sottolinea come i cittadini assegnatari degli orti, in specie coloro che non erano informati del ritrovamento, siano stati esposti, per settimane e oltre, ad un pericolo ora confermato”.
Non solo, già dopo l’assegnazione dei terreni, datata 11 aprile 2024, erano state diverse le segnalazioni relative anche alla presenza di materiali estranei come pezzi di vetro, brandelli di materiale arrugginito e plastica.
“Nulla è anticipato circa la qualifica della ditta incaricata del campionamento, né del laboratorio a cui sono stati consegnati i reperti per le analisi, tantomeno circa il metodo di ricerca utilizzato: bisogna fare apposita richiesta di accesso agli atti – aggiunge Tentorio -. Non si sa in quale data è stata avvisata Ats, che nel verbale allegato si cita come competente solo per aspetti igienico-sanitari quando in realtà c’è un apposito ufficio di ‘Igiene e Sanità Pubblica-Ambiente”.

Non è la prima volta che l’opposizione manifesta disagio su questo tema, chiedendo maggiore chiarezza e un intervento tempestivo da parte dell’ufficio competente. Nonostante ciò secondo l’esponente di Fratelli d’Italia tante restano le questioni irrisolte: “Perché in via precauzionale, con una valutazione del rischio vista la pericolosità del potenziale inquinante, il Comune non ha avvisato tutti gli ortisti? Per non generare preoccupazione prima del tempo? Ma abbiamo già avuto modo di vedere come questo sia stato in passato un approccio a dir poco fallimentare…”.
“Abbiamo incontrato il mese scorso gli ortisti e inviato comunicazione ad Ats – risponde l’assessora all’Ambiente, Verde Pubblico e Mobilità, Oriana Ruzzini -. La stessa ci ha chiesto di attendere l’esito delle analisi e non di procedere a chiusure precauzionali: ci siamo quindi attenuti a quanto descritto dalle autorità sanitarie ed è ciò che faremo anche in seguito. Il rischio derivante dall’esposizione all’amianto è relativo all’aerodispersione delle fibre; in questo caso parliamo di sei frammenti di pochi centimetri rinvenuti nella terra e in una area parziale degli orti. A titolo meramente precauzionale, abbiamo comunque concordato di comunicare a tutti gli ortisti di evitare la frequentazione degli appezzamenti dell’area, compresi gli orti dove non è stato rinvenuto alcun frammento. Come sempre, daremo seguito ad ogni indicazione prevista da Arpa e Ats riguardo ulteriori indagini, carotaggi e bonifiche”.


