Metsola rieletta presidente del Parlamento Europeo, Gori: “Nel mondo c’è forte bisogno di stabilità”
Nel primo giorno della nuova legislazione confermata alla guida la deputata maltese. Presenti anche Lara Magoni e l’ex sindaco di Bergamo
È l’alba della X legislazione del Parlamento Europeo e, nel primo giorno di elezioni e nomine, è già annunciata la prima ufficialità: Roberta Metsola è riconfermata presidente del Parlamento europeo e proseguirà la sua guida per altri due anni e mezzo dopo il suo precedente incarico.
La parlamentare maltese ha trionfato senza fatica, assicurandosi la maggioranza con 562 preferenze sulle 623 disponibili, sconfiggendo così la spagnola Irene Montero.
“Lavorerò per venire incontro alle aspettative di ogni cittadino – sottolinea Metsola -. Sarà un parlamento per tutti, in grado di rispettare le promesse; insieme siamo più forti e migliori, creeremo un’Europa per tutti, che ricorda e trae insegnamenti dalle lotte precedenti, diventando accessibile a tutti. Sarà un Parlamento in grado di costruire, invece che distruggere. Garantiremo la sicurezza delle persone, contrastando le volontà dei dittatori e mantenendo la pace”.
Un vero e proprio appello, quello di Metsola, rivoltasi a tutti i colleghi in aula a Strasburgo, specificando la volontà di concentrarsi su tutti i fronti in modo tale da non lasciare indietro nessuno: “Elimineremo la burocrazia facendo sì che le persone non lascino l’Europa, rimanendo leader mondiali e coinvolgendo tutti, andando così di pari passo con la protezione del nostro patrimonio culturale. Dobbiamo dare dignità: non possiamo fare passi avanti se i giovani soffrono la crisi degli alloggi. Per quanto riguarda la migrazione ci baseremo su una politica antropocentrica, garantendo il rispetto del nostro retaggio storico, sfruttando anche le risorse dell’era digitale. Abbiamo tutte le conoscenze a portata di mano, ma tutte le persone si sentono più sole e diventa importante il senso di comunità, eliminando tutti gli ostacoli presenti, contrastando discriminazione, odio e violenza. Tutti si devono sentire a casa, comprese le donne, le quali rivendicano ancora i propri diritti; questa deve essere anche la loro Europa”.
Alla fine dello spoglio, una standing ovation ha riaccolto sull’ambita poltrona l’eurodeputata che subentrò dopo la scomparsa di David Sassoli.
Al loro ‘primo giorno’ presenti anche i due bergamaschi eletti nelle scorse elezioni europee, Lara Magoni (Fratelli d’Italia) e Giorgio Gori (PD), i quali hanno partecipato attivamente alla riconferma di Metsola.
“Il parlamento non è cambiato moltissimo in realtà perché la maggioranza presente è l’unica possibile – analizza Gori -, ma quello che è diverso è lo scenario intorno, come sono cresciute le destre e soprattutto come è cambiato il mondo tutto intorno: l’episodio dell’attentato a Trump è sinonimo dell’insicurezza del pianeta. Questa incertezza si respira e la tradurrei come un bisogno di stabilità, attribuendo così alle istituzioni europee una dimensione politica stabile per rafforzare le tutele, anche se qualche incognita in più c’è. Tra i temi spicca la competitività dell’Europa, la difesa data la minaccia dell’invasione dell’Ucraina, un’implementazione del Green Deal e la ricerca di un metodo efficace per prendere decisioni ed essere autorevoli”.



