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Caro libri, per il liceo quasi 700 euro di spesa per figlio: cresce il mercato dell’usato
Foto Unsplash Debby Hudson

Cifre che pesano sulle famiglie bergamasche: dopo la pandemia la compravendita di seconda mano ha ripreso a correre. Guizzetti (Libraccio): “Incremento superiore al 10%, scelta verso i negozi di quartiere”

Bergamo. Nel 2023 si attestava a quasi 700 euro l’esborso medio delle famiglie italiane per dotare il proprio figlio dei libri di testo per iniziare il liceo. Una cifra che diminuiva di un paio di centinaia di euro nel caso di ragazzi all’inizio del loro percorso nelle scuole medie (488 euro). Numeri in aumento rispetto all’anno precedente (il 2022) con un incremento del 2% per le scuole superiori e del 10% per le medie.

Sono cifre, quelle comunicate lo scorso anno da Federconsumatori, che pesano sul portafoglio delle famiglie bergamasche e che forse giustificano in parte la crescita esponenziale avvenuta nel mercato dell’usato, che anche a Bergamo sta registrando numeri record, con un aumento che negli ultimi dieci anni ha sfondato la doppia cifra.

Vendite che si concentrano nella stagione estiva, quando – nonostante l’ultimo giorno di scuola sia distante solamente pochi giorni – l’attenzione dei nuclei familiari si proietta già verso la lista (e il costo) dei libri di testo scelti dai docenti per l’anno successivo.

“L’aumento nella vendita dell’usato, negli ultimi dieci anni (senza contare la pandemia che ha rappresentato un vero blocco), è a doppia cifra, più del 10% – racconta Marcello Guizzetti, direttore del Libraccio di Curno -. Se una famiglia bergamasca intende risparmiare nel mercato dell’usato riesce a spendere fino a quasi la metà rispetto al nuovo: nel nostro caso si tratta di una riduzione per l’usato che varia dal 33% al 50%. Le famiglie che magari hanno anche più di un figlio a scuola possono arrivare ad un discreto risparmio finale”.

Una catena nata proprio per la compravendita di libri scolastici, nata sui banchi di scuola a partire da un’idea di quattro amici che vendevano volumi usati fuori dalle scuole. Nel settore poi altri attori che giocano un ruolo importante sono la Rete provinciale delle biblioteche (nei prestiti, ndr) e i vari mercatini dell’usato che spesso animano le piazze e le vie dei nostri Comuni.

“Mi sento di dire che molte famiglie si rivolgono a noi fin dalle scuole elementari – confessa Guizzetti -. La ritengo anche una scelta verso un negozio di quartiere, preferendolo ai supermercati e ai grandi spacci digitali. E l’acquisto dell’usato spesso porta ad un incremento delle vendite anche nel nuovo”.

L’ambiente scolastico rappresenta indubbiamente il bacino maggiore, con punti vendita della catena che da giugno a dicembre portano a casa fino all’80% dell’incasso annuo. Senza dimenticare che, come ricorda Guizzetti, “molti libri ci arrivano pressoché nuovi”. Il nuovo, invece, rappresenta un terreno in cui Amazon e i supermercati (in generale i grandi rivenditori, fisici o online) dominano quasi incontrastati.

Da gennaio a maggio il mercato si concentra un po’ di più sulla narrativa e la platea si ampia maggiormente anche su fasce d’età ‘meno giovani’. “Noi acquistiamo da privati, con code chilometriche per vendere libri. Spesso si presentano anche signori anziani che hanno una casa piena di libri e vogliono disfarsene – conclude -. A fare la differenza sul prezzo d’acquisto finale sono tre criteri: l’adozione del testo, l’edizione e lo stato di conservazione”.

libri

Risparmio economico come fattore principale, certo. Ma la preferenza verso il mercato dell’usato a Bergamo sembra essere dettata anche dalla volontà di favorire le librerie di quartiere e, chissà, forse a farsi strada in modo graduale è anche una nuova sensibilità verso l’ambiente e l’enorme consumo di alberi che la produzione di libri comporta.