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Un italiano su 10 vive in povertà assoluta, Don Trussardi: “A Bergamo sono i giovani a fare più fatica”

Il report della Caritas definisce una congruenza tra l’Italia ai massimi storici per povertà e il capolu ogoche si difende con estrema difficoltà

Bergamo. Negli ultimi anni la povertà in Italia ha assunto proporzioni allarmanti, arrivando ai massimi storici e trasformandosi in un fenomeno strutturale che influisce profondamente sulla società e colpisce un numero di cittadini sempre in crescita.

Il recente report statistico Povertà 2024 di Caritas Italia e promosso da TGcom24 mette in luce la gravità della situazione: le stime rilasciate lo scorso marzo e riferite all’anno 2023 attestano che il 9,8% della popolazione vive in uno stato di povertà assoluta. Questo significa che quasi un italiano su dieci si trova ad affrontare una situazione di estrema indigenza economica, che di conseguenza induce a gravi implicazioni sulla qualità della vita e sul tessuto sociale del Paese.

Bergamo non è da meno: una condizione che prende piede con estrema facilità e costringe i cittadini ad una vita di privazione di risorse primarie, capacità, scelte e sicurezza.

“Anche in una città ricca e laboriosa come la nostra si fa sentire la fatica della povertà – dichiara Don Roberto Trussardi, direttore del centro Caritas Bergamo -. Soprattutto in questi ultimi due anni un gran numero di persone sono sulla grave marginalità e necessitano un sostegno anche per quelli che sono i bisogni primari, dal letto agli alimenti e alla doccia”.

Tra i più colpiti gli anziani: nel 2023 le Caritas diocesane e parrocchiali hanno supportato e assistito più di 35.000 persone anziane, pari al 13,4% dell’utenza complessiva dei centri e servizi in rete. Questo è un dato in netto aumento rispetto al 2015, che evidenzia un cambio di rotta preoccupante.

A Bergamo si registra invece un significativo aumento di situazioni di grave povertà per uomini e donne di giovane età. “Gli anziani bergamaschi, parlo a nome di quelli con cui ho avuto il piacere di rapportarmi, generalmente non richiedono particolare supporto economico” – afferma Don Roberto -. Il tema della solitudine contro cui devono combattere invece li riguarda da vicino, manca piuttosto un sostegno a livello personale, qualcuno che li supporti, che li aiuti ad andare avanti”.

Nel nostro territorio è la fascia giovanile, che comprende sia ragazzi che hanno tra i 20 e 25 anni e gli uomini più adulti, quella che vive più di tutte in condizioni di povertà – continua -. Ho conosciuto molte persone della mia età che hanno perso poco tempo prima il lavoro e si sono ritrovate senza luogo in cui poter andare; Ho voluto aiutarli con tutto ciò possedevo”.

Anche i senzatetto rappresentano una significativa porzione di popolazione che si trova appesa al filo della sopportazione. Lo scorso anno il trend registra che le persone senza dimora sostenute dalle Caritas nazionali sono state 34.554 (pari al 19,2% dell’utenza totale). Questo numero è in crescita sia rispetto al 2022 sia al 2021, segnalando una costante crescita di cittadini che vivono ogni giorno senza un tetto sicuro sotto cui poter stare.

Il prospetto mostra anche un calo dell’incidenza delle persone straniere, che, rispetto al 2022, è sceso da 59,6% a 57%. Come principale causa la diminuzione dei rifugiati provenienti dall’Ucraina. Tuttavia, si osserva un rafforzamento delle povertà intermittenti e croniche che in particolare riguardano quei nuclei che oscillano tra una condizione di bisogno o permangono da lungo in una condizione di vulnerabilità: si attesta che una persona su quattro sia accompagnata da oltre cinque anni.

Più a rischio sono le famiglie con bambini: sono genitori due persone su tre che chiedono sostegno alla Caritas. Si rileva un’incidenza più elevata nelle regioni come il Lazio e la Calabria. Se si guarda alle famiglie con minori, queste rappresentano il 55,9% del totale, corrispondente a 150.861 nuclei familiari. A questi corrispondono altrettanti o più bambini e ragazzi in stato di grave e severa povertà.
“A livello familiare il trend degli ultimi anni è quello di un buon numero di presenze – commenta Don Roberto -. Al momento le nostre strutture ospitano sul suolo bergamasco 72 stranieri e 28 italiani, anche se a noi non interessa la provenienza o la nazionalità di chi accogliamo, ci basta offrire supporto”.

Ulteriormente preoccupante è l’aumento del divario economico che separa la ricchezza delle fasce sociali alte e quelle medie dei lavoratori: una pericolosa situazione che mette in luce il disagio socioeconomico in una delle province più ricche del Paese.

“La forbice tra ricchi e poveri si sta allargando sempre di più – dichiara -. La questione non riguarda solo Bergamo ma più in generale l’Italia e l’Europa, bisogna attivarsi per arginare il problema perchè l’alternativa è talmente agghiacciante che è difficile anche solo da immaginare”.

La povertà economica spesso è sottesa ad una povertà educativa. Tra gli assistiti Caritas il 44,3% possiede la sola licenza media inferiore, il 16,1% licenza elementare e il 6,9% è senza titolo di studio o, nelle condizioni più debilitanti, analfabeta. A fronte di questi studi si comprende come oltre due terzi dell’utenza siano sbilanciati su livelli di istruzione critici.

“Mi rincuora sapere che gente che vive in condizioni agiate possa comunque desiderare di aiutare chi non ha le stesse possibilità e deliberatamente offrire qualcosa di sé – prosegue -. Tanti dei servizi che offriamo, come il dormitorio, sono resi possibili grazie alla generosità dei cittadini bergamaschi, che hanno a cuore e a mente il tema contro cui lottiamo; Ovviamente c’è sempre chi non prende parte alle iniziative che proponiamo, è un fatto che teniamo in conto, la società di oggi è proprio improntata sulla depersonalizzazione perciò non ci aspettiamo altro più di quello che spontaneamente ci viene donato”.

Il rapporto di Caritas Italiana dipinge un quadro desolante della povertà nel Paese, sottolineando l’urgenza di interventi strutturali e di politiche mirate alla lotta contro una crisi che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione.