Crisi d’impresa, Geneletti: “Formazione necessaria per aiutare gli imprenditori”
Venerdì 21 e sabato 22 giugno al Teatro Donizetti di Bergamo si terrà il convegno “Doveri e compensi dei Professionisti della crisi”
È dedicato ai “Doveri e compensi dei Professionisti della crisi” l’annuale convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC) di Bergamo in tema di impresa in crisi.
Il summit, che costituisce un appuntamento di rilievo nazionale per dottori commercialisti, avvocati e notai, si terrà venerdì 21 e sabato 22 giugno al Teatro Donizetti di Bergamo. Grazie all’intervento di prestigiosi esperti, darà l’opportunità di approfondire dettagliatamente i ruoli previsti dal Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), entrato in vigore il 15 luglio 2022.
Per saperne di più abbiamo intervistato il dottor Francesco Geneletti, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.
Questo convegno di alta formazione, diventato un rifermento per gli iscritti all’Ordine, giunge alla sesta edizione. Da cosa dipende questo successo?
Quando si è cominciato a parlare di crisi d’impresa, diversi anni fa, questo argomento costituiva una novità ed era fortemente attrattivo per tutti i professionisti. Il nuovo codice della crisi è entrato in vigore nel luglio 2022 ma per molti aspetti rappresenta ancora una normativa nuova: c’è poca giurisprudenza a invitare relatori di elevato calibro a illustrare le tematiche non può che suscitare l’interesse dei nostri iscritti, di chi si occupa di diritti della crisi e di procedure concorsuali.
E perché è importante la formazione nel vostro ambito?
Negli ultimi vent’anni la nostra professione si è evoluta in maniera molto rapida. I suoi orizzonti si sono ampliati notevolmente, così come le modalità con cui un commercialista può essere di supporto e aiuto all’imprenditore. La figura del tuttologo non è più ipotizzabile: specializzarsi è fondamentale e per riuscirci è necessario puntare sulla formazione.
Ci spieghi
La formazione è diventata una necessità. Mi piace ripetere che fino a qualche anno fa specializzarsi era una scelta, mentre oggi è l’unica strada percorribile e diventerà sempre più importante nel futuro della professione.
L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo ha preso la decisione di garantire la partecipazione gratuita dei praticanti, perché?
Storicamente l’Ordine ha un occhio di riguardo per i giovani e in modo particolare per i praticanti. E per certi versi è necessario, perché rappresentano il futuro della professione. Negli anni passati la quota d’iscrizione che veniva loro chiesta era simbolica, mentre quest’anno abbiamo voluto compiere un significativo gesto rendendola gratuita e mi auguro che sia ben accolto come opportunità da non perdere. Nel corso dell’anno, inoltre, in occasione di numerosi eventi formativi organizzati dalle nostre commissioni di studio, vengono riservati alcuni posti per i praticanti e per studenti iscritti ai corsi di laurea specialistica della facoltà di economia all’Università degli Studi di Bergamo, in modo che possano prendervi parte gratuitamente. La risposta è sempre ottima, con un’ampia partecipazione.
Molto più che un uomo di conti e numero: il commercialista è diventato la spalla dell’imprenditore. Come si è evoluta la professione del commercialista e qual è il suo ruolo adesso?
Come ho accennato poco fa, negli ultimi vent’anni la professione del commercialista ha avuto significative evoluzioni. Il suo supporto agli imprenditori e alle imprese non è più solo una questione di numeri: questi ultimi rimangono imprescindibili, ma ci vuole anche qualcos’altro. Hanno acquisito una crescente rilevanza le scelte strategiche, la sostenibilità e la pianificazione. Il mondo imprenditoriale, economico e finanziario è cambiato e chi svolge consulenze come i commercialisti ma anche gli avvocati e altri professionisti devono evolversi per rispondere efficacemente alle nuove esigenze. La domanda di supporto, ovviamente, varia a seconda delle caratteristiche di ogni realtà: facendo un esempio, le attività meno strutturate in genere chiedono consulenze prima di effettuare una determinata scelta, mentre le aziende maggiormente organizzate domandano conferme sulla bontà dei risultati ottenuti da una determinata decisione.
“Doveri e compensi dei Professionisti della crisi”: perché è importante parlare di queste tematiche e a due anni dall’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa?
Negli anni passati abbiamo cercato di concentrarci sulle procedure introdotte dal codice della crisi, mentre quest’anno abbiamo focalizzato l’attenzione sul professionista. In modo particolare, come indica il titolo del convegno, approfondiamo cosa deve fare (i suoi doveri) e quali sono i parametri con cui viene retribuita la sua attività. Aggiungo che l’espressione “professionista della crisi”, che magari in un primo momento può destare qualche interrogativo, mi piace molto.
Come mai?
Perché rende molto bene l’idea del lavoro svolto da questo professionista. Uno dei principi su cui si basa il codice della crisi è che quest’ultima va considerata come una fase quasi fisiologica della vita di un’impresa: tutte le realtà, a livello potenziale, possono attraversare periodi difficili. Il professionista della crisi è la figura che, grazie alle proprie conoscenze, abilità, intuito e competenze, aiuta gli imprenditori ad affrontare le situazioni critiche. Non serve solo per salvare l’azienda: le ricadute sono molteplici su tutti gli stakeholders, quali gli istituti di credito, i fornitori, i clienti, i terzisti ecc. C’è tutto un mondo che ruota attorno a ciascuna impresa, sia essa di dimensioni grandi o piccole: il successo nell’uscita da una crisi riguarda l’intera collettività.
Da ultimo, perché un giovane dovrebbe interessarsi a questa carriera. Quali sono i vantaggi?
La professione del commercialista è ogni giorno diversa e per questo risulta estremamente stimolante. Si ha a che fare con moltissime realtà e interlocutori: imprenditori, istituti di credito, Agenzia delle Entrate, Inps, colleghi ecc. Viene definita libera professione perché le fondamenta sono costituite dall’autonomia, dall’indipendenza, dalla dignità e dal decoro.
IL PROGRAMMA
L’avvio dei lavori è previsto per venerdì 21 giugno alle 9 con i saluti istituzionali delle autorità: Francesco Geneletti, presidente di Odcec Bergamo; Cesare De Sapia, presidente del Tribunale di Bergamo; professoressa Elisabetta Bani, prorettore con delega alla terza missione e ai rapporti con il territorio; Giovanna Ricuperati, presidente Confindustria Bergamo; Giulio Marchesi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo; e Marco Bolis, componente della Giunta della Camera di Commercio di Bergamo.
L’introduzione dei lavori è affidata a monsignor Giulio Dellavite, delegato vescovile per le relazioni istituzionali e gli eventi diocesani, con una riflessione dal titolo “Dal selezionare alternative allo scegliere di scegliere”.
Grande attesa per il dibattito della prima sessione (alle 10) – dal titolo “L’Esperto, l’Ausiliario, il Commissario e il Liquidatore nel CCII” – in cui interverranno, tra gli altri, Salvo Leuzzi, consigliere della Corte Suprema di Cassazione; Ilaria Pagni, ordinario di Diritto processuale civile nell’Università di Firenze, e Giovanni Nardecchia, sostituto procuratore generale alla Suprema Corte di Cassazione.
Alida Paluchowski, già Presidente Sezione fallimentare del Tribunale di Milano e Sido Bonfatti, professore di Diritto della crisi d’impresa nell’Università di Modena e Reggio Emilia saranno tra i relatori della seconda sessione “Il Curatore e i Professionisti nominati nella procedura”.
I lavori si concludono con il tavolo di confronto “Gli organismi di composizione della crisi e il liquidatore della liquidazione controllata”, in cui porterà la propria testimonianza Giuseppe Rana, Presidente Sezione crisi d’impresa del Tribunale di Trani.
Le tre sessioni saranno coordinate da Simona Bonomelli, presidente del Comitato Scientifico di ODCEC Bergamo; Laura De Simone, presidente di Sezione nel Tribunale di Milano; e Vittorio Zanichelli, già Presidente del Tribunale di Modena.


