Dopo due anni ancora chiuso l’Ostello a Monterosso: non si sblocca l’intervento da 900mila euro
Già completate le prime operazioni di manutenzione: in corso nuovi sopralluoghi dei tecnici di via Tasso ma si attende la variazione di bilancio. Il nuovo gestore: “Sintonia totale con la Provincia ma più passa il tempo più si spegne l’entusiasmo”
Bergamo. L’idea era quella di compiere uno sforzo importante per riaprire la struttura in tempo per l’Anno della Cultura, un obiettivo che si è dimostrato irrealizzabile viste le terribili condizioni nelle quali i locali sono stati lasciati all’uscita di scena del precedente gestore, all’inizio dell’autunno del 2022: le porte dell’Ostello di Bergamo nel quartiere di Monterosso sono chiuse ormai da due anni e una data di possibile riapertura non è ancora prevista negli uffici di via Tasso.
L’immobile di via Ferraris è infatti di proprietà della Provincia di Bergamo, che più di un anno fa aveva già ‘denunciato’ la critica situazione emersa nel momento in cui il Consorzio Italia Holiday Service, che ne aveva avuto la gestione fino all’estate del 2022, aveva dovuto abbandonare l’Ostello dopo la risoluzione del precedente contratto.
“All’interno della struttura la situazione continua ad essere grave – dichiara il presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi -. Come ormai noto, il precedente gestore dell’Ostello aveva portato a termine pochissimi interventi di manutenzione ordinaria rendendo necessario un intervento straordinario da 900.000 euro, in parte assorbito dal nuovo gestore e in parte della Provincia”.
Finanziamenti che non sono però ancora stati trovati: “Stiamo aspettando la redazione definitiva del progetto per poi proseguire con l’approvazione del bilancio e dare il via ai lavori. La mancata manutenzione ha causato la necessità di un intervento talmente oneroso che comporterà una variazione di bilancio di qualche centinaia di migliaia di euro. Ad oggi la variazione di bilancio è aperta, spero di risolvere la situazione quanto prima”.
L’obiettivo iniziale era tentare una corsa contro il tempo per poter riaprire l’Ostello nella primavera del 2023 in modo da sfruttare l’ondata di entusiasmo e turismo che ha travolto la città lo scorso anno con la grande manifestazione culturale in collaborazione con la sorella Brescia. Ma l’iter dell’imponente operazione di riqualificazione che l’edificio necessita per poter riaprire sta obbligando tutte le parti in causa ad attenersi a tempistiche prolungate.
“La struttura non è ancora in grado di svolgere la sua funzione, nonostante gli sforzi importanti compiuti in vista di Bergamo Brescia 2023 – racconta Marco Bergamini, dirigente al Patrimonio della Provincia di Bergamo -. Abbiamo iniziato negli ultimi sei mesi la sistemazione di alcune situazioni, in particolare nell’esterno: sono già conclusi i lavori legati alla pavimentazione e al terrazzo. I problemi ora si trovano solo all’interno e abbiamo imbastito un nuovo studio di fattibilità per capire come strutturare i lavori di manutenzione straordinaria, favorendo una divisione in interventi essenziali da concludere per mantenere l’immobile”.
La Provincia si è attivata per poter individuare le modalità più adatte a risolvere le non indifferenti problematiche presenti. Negli ultimi sei mesi due sopralluoghi sono già stati effettuati dai tecnici di via Tasso e un terzo è previsto per fine giugno: “L’idea è stata quella di iniziare ad intervenire localmente, ad esempio sugli impianti di riscaldamento, cercando di riattivare la struttura in modo graduale, visto che per ritornare al massimo della sua capacità lo stabile necessita di molti investimenti. La situazione alla fine dell’affitto dello scorso gestore era davvero al limite: ora stiamo portando avanti una serie di operazioni che mirano a rendere quanto prima di nuovo vivibile la struttura”.
La gestione dell’Ostello della Gioventù di Monterosso è passata, nell’ottobre del 2022, in mano a Central Hostel – con una locazione in essere di 9 anni stipulata con la Provincia -, ma la società non ha mai avuto la possibilità di riaprire le camere al pubblico.
“Più il tempo passa più si spegne l’entusiasmo: l’anno della Cultura è trascorso senza poter riaprire, nonostante ci aspettassimo di poter rimettere in funzione questa bellissima struttura – racconta Emilio Scandella, uno degli amministratori di Central Hostel -. La sintonia con la Provincia è totale, le condizioni in cui l’Ostello è stato lasciato non ne permettevano l’apertura. Alcune operazioni di manutenzione sono state completate, i locali sono già messi meglio rispetto a come li avevamo trovati. Tuttavia, continuano a mancare molti tasselli, dagli impianti ai bagni: opere che competono alla Provincia, ente consapevole di tutti i nostri problemi”.

Certo, la città non si trova completamente scoperta in questo settore: aperti e funzionanti sono il Central Hostel di via Ghislanzoni (non lontano dalla Stazione) e il San Sisto Hostel a Colognola. Quella di Monterosso rappresentava tuttavia una struttura fondamentale nel panorama cittadino e del quartiere stesso. Ad accorgersi del ‘buco’ lasciato dalla sua chiusura sono soprattutto i residenti del quartiere e i giovani della città, sicuramente tra i più portati a praticare questa tipologia di turismo.
“Studiando turismo a Milano, mi è capitato diverse volte di fermarmi a dormire in ostello: anche girando in Europa lo uso spesso, più che altro per ragioni economiche – racconta M.D., residente a Redona con la famiglia -. Passeggio spesso con il mio cane in zona Monterosso e passo davanti all’Ostello, chiuso ormai da due anni. Frequentando tante città anche estere trovo sia un peccato che l’ostello principale della città sia così abbandonato a sé stesso: non esiste solamente il turismo degli hotel di lusso”.
Nell’ottobre del 2023 sull’edificio è comparsa inoltre un’antenna, un ripetitore telefonico di proprietà della Iliad, dopo un accordo stipulato con via Tasso e il gestore.
“Il disservizio peggiore era quello presente quando l’ostello era aperto in quelle condizioni – sottolinea Scandella -. Una o due persone sono costantemente impegnate a tentare di concludere le opere principali: dalla pavimentazione esterna alle ringhiere, dal tetto al cambiamento di tutte le gronde, totalmente intasate dai detriti e responsabili di gravi infiltrazioni di ogni tipo all’interno della struttura. Certo ora non ha senso continuare a focalizzarsi sui problemi, lavoriamo per risolvere la situazione e riaprire il prima possibile”.
Una speranza che è propria anche di molti residenti del quartiere di Monterosso ed in generale di tutta Bergamo, una città che, per continuare ad accrescere il suo già alto grado di attrattività (in particolare verso i giovani), deve ritrovare il prima possibile il suo principale ostello. Perchè no, non esiste solamente il turismo degli hotel di lusso.






