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Romano, il ballottaggio è ormai un’abitudine. E il primo voto lascia più dubbi che certezze

È la settima volta consecutiva all’ombra della Rocca viscontea: nel secondo turno l’astensionismo potrebbe giocare un ruolo chiave

Romano di Lombardia. Saremo anche in pianura, ma per conquistare Romano serve ancora un’ultima salita per Gianfranco Gafforelli e Paola Suardi, i due candidati alla poltrona di sindaco che tra una decina di giorni si sfideranno in un ballottaggio che decreterà l’ultimo risultato della maxi tornata elettorale in provincia di Bergamo.

All’ombra della Rocca viscontea il primo turno elettorale ha lasciato più dubbi che certezze: certo, l’ipotesi di un secondo turno era tutt’altro che remota (è la settima volta consecutiva che Romano finisce al ballottaggio), ma la distanza tra i due – si parte dal 44,47% di Gafforelli e il 40,12% di Suardi – non è poi così molta, con il centrosinistra che può ancora legittimamente sperare in una rimonta che incoronerebbe la prima sindaca donna della cittadina.

Anche perchè ad alimentare i sogni di gloria dei dem (oltre a quel 3% di voti appannaggio del quarto candidato, Luca Valcarenghi di Alleanza Verdi Sinistra, che presumibilmente finiranno al centrosinistra riequilibrando le percentuali di partenza) ci ha pensato un centrodestra che si è presentato diviso all’appuntamento elettorale: un nome pur autorevole come quello di Gafforelli, chiamato da Calcinate per cercare di mettere insieme le diverse anime della coalizione, non ha convinto tutti, così una parte di “dissidenti” legati al locale circolo di Fratelli d’Italia si è avvicinata alla lista civica di Mario Suardi, bravo a conquistare un 12% di preferenze che ora rappresentano il vero ago della bilancia.

Mario SuardiIl candidato sindaco Mario Suardi

A prescindere dall’esito finale, in futuro il centrodestra locale dovrà lavorare per arrivare a quella compattezza che gli avrebbe permesso di vincere a mani basse le amministrative (alle Europee FdI, Lega e Forza Italia insieme hanno sfiorato il 60%), intanto però c’è da capire come chiudere la partita per riconquistare la maggioranza in Comune.

E allora il problema è capire se avvicinarsi o meno a Mario Suardi, cercando un apparentamento più o meno ufficiale.

Una vera e propria trattativa (almeno per ora) non c’è, con il gruppo di Gafforelli e quello di Suardi (Mario) che ieri hanno tenuto due riunioni interne per capire la strategia da adottare: “Per prendere una decisione dobbiamo essere tutti d’accordo, di certo però non vogliamo scardinare il nostro programma”, chiarisce Gafforelli, mentre Mario Suardi assicura di essere pronto ad ascoltare tutti: “Aspettiamo eventuali contatti, da parte nostra c’è la massima apertura”.

E mentre il coordinatore locale di Forza Italia, Enrico Franchini, esulta per l’ottimo risultato degli azzurri (“Siamo il primo partito del centrodestra: grazie a chi ci ha votato, ora c’è bisogno del sostegno di tutti per tornare alle urne e supportare il cambiamento rappresentato da Gafforelli”), la sensazione è che all’interno del centrodestra si voglia correre da soli, sperando nella coscienza politica dei sostenitori di Mario Suardi, di certo più vicini alla visione di Gafforelli che del centrosinistra.

In tal caso, però, andrebbe messo in conto il rischio di un voto di protesta (o una massiccia astensione) che potrebbe favorire Paola Suardi. Dal canto suo, la candidata democratica chiarisce: “Così come cinque anni fa andremo da soli, senza nessun apparentamento. Rispetto al 2019 abbiamo guadagnato punti, e le altre liste non sono andate così bene come speravano. Continuiamo a lavorare sul territorio, auspicando di guadagnare ulteriori consensi al ballottaggio”.

Insomma, la partita è più aperta che mai, e potrebbe anche essere decisa dalle assenze. Nel 2019 al ballottaggio si presentò il 59,3% degli elettori, dopo che al primo turno aveva votato il 71,9%: quest’anno si parte dal 63,4%, l’astensionismo rischia dunque di pesare di più di un apparentamento.