Logo

Temi del giorno:

Gori in Europa, Carnevali sindaca, il Pd che fa il pieno e l’area Schlein che vola con Marchesi, Misiani: “Abbiamo remato tutti dalla stessa parte”

Rispetto al record di preferenze dell’ex assessore al Verde, per la quale potrebbe aprirsi l’ipotesi della carica di vice sindaco, il senatore e dirigente Dem, a Napoli commissario del PD campano spiega: “È stato un lavoro di squadra importantissimo per la vittoria del centrosinistra. Detto questo, per quanto mi riguarda il congresso è finito a febbraio 2023”

Bergamo. La vittoria al primo turno di Elena Carnevali, il successo di Giorgio Gori in Europa e il largo consenso raccolto dal Pd in tutta Italia a fare da traino alla doppietta messa a segno in un solo giorno. Cerchio rosso sul calendario, dunque. Quella del 10 giugno 2024 rimarrà una giornata storica per Bergamo e per il partito. Questo lo sa bene Antonio Misiani,  il senatore e dirigente Dem, a Napoli commissario del PD campano, responsabile Economia e Finanze, Imprese e Infrastrutture nella segreteria nazionale di Elly Schlein, con un trascorso da viceministro dell’Economia e Finanze del governo Conte Bis.

Lui che, nel D-day della neo eletta sindaca del capoluogo, presente al quartier generale di via Sant’Orsola ha vissuto le ore dell’attesa di un risultato che mancava solo di essere ufficializzato. “Questa è davvero una bella giornata”, aveva detto ad un militante salito al primo piano del Point con tanto di bandiera in mano mentre, tra una telefonata e l’altra in cui faceva il punto sul voto nazionale, viveva già la consapevolezza del passaggio di testimone a Palazzo Frizzoni.


Il voto delle Europee ci insegna che l’Italia è polarizzata tra due fronti, la destra di Meloni e la sinistra di Schlein, senza più spazio per i partiti minoritari dell’area del centro. Cosa significa politicamente per il PD il risultato ottenuto e quali sono gli scenari politici che abbiamo di fronte?
“Il primo dato che colpisce è la forte crescita dell’astensionismo, che per la prima volta supera la soglia del 50 per cento. Il fatto che un elettore su due sia rimasto a casa è il segnale di un grave scollamento nei confronti delle istituzioni democratiche. Quanto ai risultati, il dato che emerge di più è il rafforzamento dei due principali partiti. Fratelli d’Italia e PD sommati sono passati dal 45 per cento delle politiche al 53 per cento delle Europee. Questa tendenza alla polarizzazione può aprire una fase politica diversa. Nel 2022 gli elettori erano chiamati a scegliere tra la coalizione di destra e tre coalizioni alternative: quella di centrosinistra, il movimento 5 stelle e il terzo polo. Unire le opposizioni è la precondizione per battere la destra”. 

Queste elezioni sono state anche un banco di prova significativo per il partito e per la guida di Schlein. Un esito che ha consolidato la leadership e il voto. E’ così?
“Il PD ha avuto un risultato molto positivo, al di là delle più rosee aspettative. Alle politiche 2022 eravamo al 19 per cento. A febbraio 2023, quando Elly Schlein vinse le primarie, i sondaggi ci davano al 16 per cento. Alle Europee abbiamo superato il 24 per cento. In un anno e mezzo Elly ha lavorato duramente per dare al PD un profilo più netto e riconoscibile, dando battaglia per il salario minimo e la sanità pubblica e contro l’avventurismo del governo in materia istituzionale. Tutto questo senza mai rinunciare al pluralismo della nostra proposta politica. Questa strategia è stata premiata e i risultati delle Europee rafforzano molto la leadership della segretaria”.

Il PD ha conquistato risultati importanti anche nel resto d’Italia. È un giorno nuovo? È rispuntato il “sol dell’avvenire”?
“Meglio rimanere con i piedi per terra. Il risultato delle Europee è una spinta importante per noi. Ma la traversata nel deserto è ancora lunga. A destra una coalizione c’è e ha una guida che nessuno mette in discussione. Nel campo progressista, i lavori sono ancora in corso. Molto avanti a livello amministrativo, dove abbiamo costruito quasi dappertutto alleanze larghe. Meno a livello nazionale. Finora nel campo politico alternativo alla destra è prevalsa la competizione interna. O, meglio, a fronte di uno sforzo testardamente unitario da parte del PD le altre forze hanno spesso preferito distinguersi. Speriamo che queste elezioni segnino uno spartiacque e un cambio di fase”.

Bergamo porta in Europa un politico del territorio del partito e in città trionfa Elena Carnevali. Per il PD un doppio successo: un sinonimo di continuità e rilancio?
“È così. Per il PD bergamasco l’elezione di Giorgio Gori in Europa e la vittoria di Elena Carnevali a Bergamo è stato un doppio, fantastico successo. Le oltre duecentomila preferenze ottenute da Giorgio alle Europee sono il riconoscimento del grande lavoro di dieci anni alla guida della città ma anche il frutto della sua costante presenza sul territorio e nel dibattito politico nazionale. Nel trionfo di Elena al primo turno alle comunali di Bergamo c’è la spinta del forte apprezzamento dell’amministrazione Gori ma anche tanto, tantissimo lavoro suo, dalla costruzione di una ampia coalizione di forze politiche e civiche ai mesi e mesi di presenza capillare nei quartieri. Questa capacità di ascolto e condivisione è stata decisiva per la sua affermazione”.

La vittoria di Carnevali è il successo di una donna che per la prima volta sale a Palazzo Frizzoni, un successo in linea con quello della sua segretaria di partito. Cosa si aspetta dai prossimi 5 anni?
“Per una donna, fare politica è doppiamente difficile. Anche a sinistra, dove spesso il femminismo è una facciata che copre rapporti di forza sbilanciati a favore dei maschi. La vittoria di Carnevali, così come quella di Schlein, dimostra che le cose finalmente stanno cambiando. Conosco Elena da venticinque anni. Tutto quello che ha ottenuto nel suo percorso politico e istituzionale se lo è conquistato con la sua grandissima determinazione, lavorando e studiando senza sosta. Sono sicuro che metterà la stessa energia alla guida di Bergamo”.

La mozione Schlein ha fatto molto bene in provincia come in città. Marzia Marchesi ha trionfato con oltre 1000 preferenze. Quanto conterà questo negli equilibri nella composizione della nuova Giunta?
“Sono felice per il risultato di Marzia, così come per i consensi ottenuti da tutti i candidati e le candidate che hanno sostenuto Elena Carnevali. È stato un lavoro di squadra importantissimo per la vittoria del centrosinistra. Detto questo, per quanto mi riguarda il congresso è finito a febbraio 2023. Il PD ha vinto queste elezioni innanzitutto perché tutti abbiamo remato nella stessa direzione”.