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Una composizione in prima assoluta di Castagnetti a Comun Nuovo: “Ispirata alla Trasfigurazione di Moroni”

Il brano, ispirato al capolavoro custodito nella chiesa parrocchiale di San Salvatore, verrà eseguito sabato 15 giugno dal Vagues Saxophone Quartet

Comun Nuovo. Quattro sassofoni per una Trasfigurazione, è questo il fiore all’occhiello del progetto concertistico “I colori dell’aria 9” che Alessandro Bottelli porta a Comun Nuovo nella Chiesa di San Salvatore sabato 15 giugno (ore 20.45). L’ensemble di giovani e apprezzati musicisti – Andrea Mocci sax soprano, Francesco Ronzio sax contralto, Mattia Quirico sax tenore, Salvatore Castellano sax baritono – interpreterà celeberrime composizioni di varia epoca, da Bach a Gershwin a Sting, e si misurerà in particolare con il recentissimo lavoro commissionato al compositore e organista modenese Riccardo Castagnetti ispirato alla Trasfigurazione di Giovan Battista Moroni, dipinto su tela posto dietro l’altare della chiesa parrocchiale di Comun Nuovo.

Castagnetti, modenese, diplomato con lode in organo e composizione organistica e laureato in Filosofia e Scienze Religiose, ci parla di questa sua sfida compositiva.

Non è la prima volta che collabora con Bottelli a progetti artistici. Che cosa le interessa particolarmente?

L’idea che mi attrae e credo sia vincente in queste proposte è proprio il tentativo di far dialogare tra loro diversi linguaggi delle arti, quello visivo e quello musicale, con un’attenzione spiccata per i linguaggi musicali contemporanei. La valorizzazione del patrimonio storico attraverso una rilettura moderna e contemporanea di quello che è il messaggio e il significato di queste opere è una formula efficace, che restituisce attenzione a immagini che vengono sempre più date per scontate.

Più nello specifico, quali suggestioni ha ricevuto da questo quadro del Moroni?

A parte la bellezza rappresentativa, il tema è uno dei più affascinanti dei Vangeli. La Trasfigurazione è davvero una fonte di ispirazione grandissima perché in un brevissimo passo letterario c’è una storia intera. Si presta a essere letta sia a livello teologico, con un contenuto di fede fondamentale, ma anche a livello umano, esperienziale: sulla tela si vedono le diverse sensiblità dei due apostoli che interagiscono con l’evento della Rivelazione di Cristo che annuncia quello che verrà. Tali contrasti interni si prestano a una narrazione attraverso i suoni: si vede proprio una dinamica interna al dipinto che ricostruisce in un’immagine unica tutto un percorso che è stato fatto dai discepoli. La linea narrativa si presta a essere trasformata e tradotta in linguaggio sonoro, raccontata attraverso i suoni.

Come si può tradurre con i suoni un’esperienza visiva?

Sono partito, come base di ispirazione melodico-musicale, dal canto gregoriano. Alla base del materiale melodico e della struttura del brano c’è l’antifona del giorno della Trasfigurazione che dà anche il titolo al brano, “Visionem quam vidistis”. E’ quello che Gesù dice ai discepoli, “ciò che avete visto non rivelatelo a nessuno finché non si è rivelato nell’uomo”. A partire da questo materiale melodico ho immaginato un ideale percorso di affetti, di sentimenti che si collegano all’esperienza vissuta dagli apostoli: dall’iniziale aspettativa che provano nell’essere stati scelti per ricevere una rivelazione particolare, all’ascesa sul monte, al trovarsi di fronte a qualcosa che non comprendono, che allo stesso tempo li attrae e li atterrisce.

Ci accompagna più a fondo all’interno del brano?

L’inizio del brano è carico di tensione, di incertezza e il tema della melodia viene riproposto tra le varie voci creando musicalmente un senso di ascesa. La parte centrale del brano, la rivelazione, è accecante per gli apostoli, perché si trovano di fronte a qualcosa del tutto inaspettato: non riconoscono Gesù e non si aspettavano che il compimento comportasse il passaggio attraverso la sofferenza e la croce. La luminosità di questo quadro è sempre accompagnata dalla tenebra sul fondo del dipinto, dove si trovano i due apostoli. Quello che racconto coi suoni è allo stesso tempo un evento interiore, spirituale, ed esperienziale, reale. Inoltre, ciò che gli apostoli hanno visto non lo possono rivelare, e questo è un peso in più per loro quando scendono dal monte. Quindi c’è un non sapere iniziale, poi una rivelazione e un non poter dire finale che creano una sorta di arco che dà la forma a tutto il brano.

Quanto incide la sua formazione in studi biblici e teologici sulla sua sensibiltà musicale?

Sicuramente in questo caso ha un suo peso. Sono laureato alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e ho un background di studi biblici ed esegesi. Il che mi ha molto orientato anche a livello compositivo nell’affrontare questo progetto. Un progetto che trovo molto interessante da un punto di vista culturale ma anche spirituale, perché quello che anche Bottelli ha ben chiaro è la connessione molto stretta chè c’è tra l’esperienza estetica artistica e l’esperienza di fede.

Non è insolito l’uso di quattro sassofoni per una composizione sacra?

L’ensemble non è ordinario, ma proprio tale aspetto crea quell’elemento innovativo dal punto di vista timbrico che suscita l’interesse e la curiosità anche di un tipo di pubblico che forse a una proposta più tradizionale non parteciperebbe. Trovo interessante proporre dei timbri che di solito sono associati alla musica jazz e leggera a quello che è un repertorio classico. I sassofoni, d’altra parte, sono strumenti molto duttili, con la possibilità di moltissimi effetti e sonorità particolari e il gruppo Vagues Saxophone Quartet è davvero straordinario: questi musicisti hanno la capacità di interagire positivamente con i compositori, ci siamo sentiti spesso e abbiamo anche lavorato sul brano. Nel suo essere inusuale, trovo che questa scelta vada nella direzione di suscitare un più largo interesse. Il progetto, che per la sua struttura caratteristica rischia di risultare di nicchia, si apre a un pubblico vasto grazie anche a questa trovata geniale di Bottelli.

Come si fondono antico e moderno nelle sue intenzioni?

In questo progetto c’è un aspetto di valorizzazione del patrimonio culturale artistico della Chiesa e credo che questo vada accompagnato a un altrettanto accurato modo di valorizzare quello che è il patrimonio musicale della Chiesa. Il brano che ho composto è una parafrasi sul tema dell’antifona dalla quale prende il titolo. Rileggere il gregoriano in chiave contemporanea credo che trasferisca in campo musicale quello che è lo spirito di fondo di questo evento: riscoprire quello che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi e che non notiamo più sia dal punto di vista delle arti visive sia dal punto di vista delle arti performative, l’arte dei suoni in questo caso.

Una composizione in prima assoluta di Castagnetti a Comun Nuovo: “Ispirata alla Trasfigurazione di Moroni”

La composizione “Visionem quam vidistis” di Castagnetti sarà eseguita dal VAGUES SAXOPHONE QUARTET sabato 15 giugno alle 20.45 nella Chiesa Parrocchiale di San Salvatore a Comun Nuovo in ricordo di Giancamillo Mistrini nel 35° anniversario della scomparsa.

Ingresso libero, prenotazione consigliata al 3885863106.