Logo

Temi del giorno:

Anziana morta dopo il volo dalla finestra, quelle strane ricerche su internet della colf

Le rivelazioni degli agenti durante la seconda udienza del processo a Krystyna Mykhalchuk, accusata di omicidio volontario della 77enne Rosanna Aber per la quale lavorava come collaboratrice domestica

Bergamo. “Avvocato penalista”, “Autopsia”, e ancora “Quanti anni per (o)micidio”. Sono alcune delle ricerche che Krystyna Mykhalchuk ha effettuato sul suo pc dopo la morte di Rosanna Aber. Successive quindi al 3 settembre 2023 quando la 77enne è morta in circostanze misteriose dopo un volo dalla finestra della sua camera da letto, nell’appartamento al quarto piano della palazzina di via Einstein 1, nel quartiere cittadino di Colognola dove viveva.

Martedì (11 giugno) seconda udienza del processo a carico della 26enne ucraina, accusata di omicidio volontario dell’anziana per la quale lavorava come collaboratrice domestica. Secondo le indagini della polizia, coordinata dai sostituti procuratori Guido Schininà e Emanuele Marchisio, Rosanna Aber, una volta scoperti gli ammanchi sul suo conto corrente, sarebbe rientrata a casa e avrebbe chiesto spiegazioni alla colf: lei, spaventata dalle prevedibili conseguenze del suo gesto, l’avrebbe aggredita fisicamente per poi sollevarla di peso e spingerla giù dalla finestra.

In aula hanno parlato gli agenti delle Volanti, della Squadra mobile e della Scientifica che sono intervenuti in via Einstein quel giorno e poi hanno condotto gli accertamenti sul cadavere e nell’abitazione. Dalle loro deposizioni è emerso che l’imputata, difesa dagli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, nelle settimane successive alla morte della donna ha effettuato su Google una serie di ricerche piuttosto strane come “Avvocato penalista”, “Autopsia” e soprattutto “Quanti anni per micidio” (che sarebbe omicidio). Parole che hanno fatto insospettire ancora di più gli inquirenti insieme ad altri elementi.

Come i prelievi dal conto corrente della donna, il 5, il 13 e il 22 aprile 2023, due da 600 euro e uno da 800: denaro che l’anziana, come ogni sua spesa, aveva annotato in un’agenda con accanto un punto di domanda. Secondo chi indaga quei soldi sarebbe finiti nelle tasche Krystyna Mykhalchuk, che aveva accesso al bancomat visto che lo utilizzava per la fare commissioni alla donna, che li avrebbe poi sperperati alle slot machine, il suo vizio. Dai pedinamenti effettuati gli investigatori l’hanno notata spesso giocare alle macchinette in un bar di Scanzorosciate, dove abita.

Dagli approfondimenti è emerso inoltre che l’ucraina, ai domiciliari col braccialetto elettronico dato che ha una bambina di 5 anni, aveva già un debito di denaro per lo stesso motivo con la titolare del bar dove lavorava prima di entrare a casa Aber.

Sempre nel corso della deposizione gli agenti hanno analizzato anche l’ipotesi del possibile gesto volontario della vittima e spiegato perchè sia stato escluso: vicino alla finestra da dove è caduta non sono state travate sedie e il letto, dove avrebbe potuto salire per raggiungere il davanzale, si trovava a 72 centimetri di distanza: una lunghezza ritenuta non compatibile con un atto compiuto da una persona della sua età, per di più con alcuni malanni fisici.

Nemmeno la pista del suicidio è mai stata tenuta in seria considerazione, anche perché la donna aveva appena prenotato una vacanza a Tenerife con la sorella e il cognato, e versato la somma del soggiorno all’agenzia di viaggi proprio la mattina del 3 settembre: difficile che solo qualche ora dopo possa aver pensato di farla finita.