Logo

Temi del giorno:

Il candidato del centrodestra: “Il divario frutto del trionfo del Pd in città e di quello personale di Gori”

Bergamo. Si commuove. E non tanto per se stesso, come racconta. Quanto per i suoi compagni di avventura, quelli che lui definisce “ragazzi”. “Ho una carriera lunga, che mi ha regalato grandi soddisfazioni. Diciamo che torno al mio lavoro. Avrò più tempo per dedicarmi a quello”. Andrea Pezzotta, candidato per il centrodestra, non nasconde l’emozione quando entra nel suo quartier generale, il Point di via XX Settembre.

C’era già stato, nel primissimo pomeriggio. Ci aveva messo piede alle 14, un minuto dopo l’inizio dello spoglio. In quel caso, poche battute, e poi di nuovo la via delle scale, per tornare più tardi. Quando lo sfidante di Elena Carnevali torna sono le 18 e qualche minuto, a verdetto ormai acquisito. Sono dati ufficiosi, sì, ma non c’è poi molto da capire. Entra e scoppia un lungo applauso.

E poi, dopo la telefonata in via privata e prima del saluto in Piazza Matteotti con la sua competitor, nuova prima cittadina di Bergamo, Pezzotta si lascia andare ad una serie di considerazioni su questa lunga cavalcata che l’ha accompagnato, da inizio gennaio fino ad oggi, al risultato del 10 giugno. “Le auguro ogni bene – così Pezzotta -, e le auguro di fare un buon lavoro per il bene della nostra città. Siamo due persone per bene, ne sono convinto”.

“Sono deluso più che per me, per questi ragazzi (e si commuove) -. Lavorerò comunque per la mia città, in consiglio comunale, vigilando che tutto venga fatto nel migliore dei modi, che il programma venga rispetto. Ho fatto i salti mortali in questi mesi, ho fatto tutto quello che dovevo fare. È stato tutto molto faticoso ma molto bello. Mi dispiace anche per i bergamaschi perché avevano a disposizione dei cittadini che avevano desiderio di mettersi a servizio della città, che non volevano certo mettersi una spilletta. Con loro si è creato un rapporto straordinario. In questi mesi sono sempre stato me stesso, non ho mai recitato una parte”.

E sul divario tra le percentuali raccolte spiega: “Quello che ho capito è che molto sta nel trionfo del Partito Democratico e soprattutto di Gori. Il suo risultato personale ha fatto la differenza, anche se per l’analisi del voto c’è tempo”.

pezzotta carnevali