Logo

Temi del giorno:

Il candidato alle Europee del Pd insieme a Tinagli, Maran e Carnevali: “Siamo alle battute finali, corriamo questi ultimi 100 metri”. La candidata del centrosinistra: “Bergamo ha segnato il passo. Ora avanti secondo continuità e innovazione”

Bergamo. “Voglio portare un po’ della mia Bergamo in Europa. E sento di potercela fare”. “Ma sì, certo che ce la fai”. Un botta e risposta inconsapevole e sfuggito ai più, ma non a tutti, quello insolito ma quasi profetico, andato in scena nella serata di mercoledì 5 giugno nella sala del Mutuo Soccorso, tra Giorgio Gori, candidato alle Europee per il Pd e una signora seduta nel pubblico, presente per ascoltare l’ultimo appello al voto dell’attuale sindaco. Il primo cittadino chiude la sua campagna elettorale con un incontro volutamente tenuto laddove tutto è cominciato, dove ha dato il via alla sua avventura politica dieci anni fa, in quel di via Zambonate. E lo ha fatto chiamando a raccolta non solo il popolo Dem e quello della sua Lista Gori per Carnevali, ma anche altri due candidati oltralpe della sua stessa squadra, Pierfrancesco Maran e Irene Tinagli, insieme a Elena Carnevali, pronta a raccogliere il timone di Gori per la corsa a Palazzo Frizzoni, al segretario provinciale Gabriele Giudici e ai due consiglieri regionali Davide Casati e Jacopo Scandella. 
“Il rapporto tra la campagna elettorale delle amministrative e quella delle Europee è molto stretto, e si riassume nel concetto di “Più Bergamo in Europa” – così Carnevali -. Si tratta di due fattori inscindibili, perché la relazione tra ciò che accade a livello locale e quello che avviene a Bruxelles è inscindibile, sono due concetti interdipendenti. Basti pensare ai grandi temi quali la demografia, focus europeo ma certamente anche territoriale. Ci troviamo in una condizione in cui dobbiamo fare di tutto per rendere la città giovane e attrattiva. Stiamo già lavorando da tempo per trovare le soluzioni migliori, ma l’impegno non è concluso. Possiamo e dobbiamo fare ancora di più per il nostro sistema economico e sociale. Per non parlare della transizione ambientale, sulla quale dobbiamo accelerare perché è una questione di sopravvivenza nazionale, questione che peraltro vede l’Italia fortemente in ritardo. Le decisioni prese a Bergamo hanno già segnato il passo anche quando si parla di lavoro e protezione sociale. Si tratta di scelte di campo che segnano il destino sia della città che dell’intero Paese”.
Il consigliere regionale Davide Casati: “Ho riletto la prima pagina del nostro programma elettorale, quella che riporta la frase di David Sassoli che racconta di come dobbiamo avere desiderio di un Comune che punti a innovare, proteggere e che sia un faro. ecco, io trovo che i tre candidati che stasera accogliamo rappresentino appieno questi concetti. Innovazione nella figura di Maran, l’Europa che sa proteggere si ritrova in Irene Tinagli e Giorgio Gori è un faro. Giorgio (Gori ndr), è stato un sindaco dal quale prendere esempio, contagioso di buone politiche. “Oggi abbiamo qui tre persone che danno davvero un grande valore al nostro partito – così Jacopo Scandella -. Gori viene riconosciuto come un grande sindaco e sono certo che, insieme a Maran e a Tinagli farà un ottimo lavoro al Parlamento europeo”.
Poi la parola passa al padrone di casa, Giorgio Gori: “La preoccupazione per l’astensione al voto in Europa c’è ed è molta. Quando la campagna elettorale ci porta ad incontrare la gente per strada o ad andare nei mercati, ci consente di incontrare persone vere, non addetti ai lavori della politica e questa esperienza ci racconta sempre, o quasi sempre, che la media della gente non sa che tra qualche giorno si vota per le europee. Per molti sembra una realtà lontana, ma è importante spiegare perché questa cosa tocca e deve toccare il sentimento delle persone.
Questa è sala in cui ho lanciato la mia campagna elettorale per ben due volte, quella da dove sono partito 10 anni e dove sono tornato 5 anni fa per essere rieletto come sindaco al suo secondo mandato. Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto fino ad oggi. E ho il forte desiderio che questo percorso continui, prosegua e migliori ulteriormente. Questo conta moltissimo. Giovedì 6 giugno (oggi), Elena chiuderà la sua campagna elettorale in Piazza Pontida e vicino a lei ci sarò io e i sindaci dell’A4, come ci definiscono. La relazione tra le città è importante, come lo è quella tra tutte le componenti della coalizione che Elena è stata capace di mettere insieme e parlo della Lista Gori per Carnevali, come del PD e di tutte le altre forze. Quello che ho desiderio di dirvi è che voglio portare Bergamo in Europa, far arrivare a Bruxelles il metodo di lavoro che abbiamo adoperato in questi anni, il gusto dell’innovazione, la visione, frutto del complessivo ma anche del dettaglio, oltre che il consenso politico. Non possiamo retrocedere, non possiamo tornare indietro. Bergamo in Europa è una grande sfida, per la quale vale la pena di impegnarsi, per i nostri cittadini e per tutti gli enti locali. Siamo alle battute finali, tra qualche giorno si vota. Corriamo questi ultimi 100 metri”.