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Accoltellò il padre e un amico, assolto perché incapace di intendere e volere

I due tentati omicidi nel dicembre 2022: il 22enne, in preda ad una forte crisi psicotica, pugnalò il genitore mentre stava dormendo e si scagliò contro un conoscente. Entrambi furono operati d’urgenza

In piena crisi psicotica, accoltellò prima il padre e poi un amico: entrambi, nonostante la paura e le ferite, in un primo momento cercarono di proteggerlo sviando le indagini. Ma i carabinieri riuscirono a ricostruire quanto accaduto e risalirono a M.F., 22 anni, che finì prima in Psichiatria, poi in carcere per ordine del giudice delle indagini preliminari.

Martedì 4 giugno il giudice delle udienze preliminari lo ha assolto per un difetto di imputabilità: il giovane è stato dichiarato incapace di intendere e di volere.

Nella casa circondariale di via Gleno ci restò solo tre mesi, le sue condizioni non erano compatibili con la detenzione, così venne assegnato alla comunità psichiatrica “Il Germoglio” e seguì un percorso di cura, un progetto terapeutico che lo ha fatto stare meglio. Martedì mattina il ragazzo era in aula insieme agli assistenti sociali che si occupano del suo caso. Nonostante l’assoluzione, il gup ha disposto la misura cautelare della libertà vigilata nella struttura per un periodo di due anni.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alla fine del 2022 M.F., in preda ad una forte crisi, accoltellò il padre che stava dormendo nel suo letto. Verso le 6 del mattino l’uomo, 56 anni, si presentò al pronto soccorso accompagnato dall’altro figlio e disse di essersi ferito da solo, accidentalmente. Raccontò di aver sentito dei rumori in casa, di essersi alzato e di aver afferrato un coltello in cucina. A causa di una sciatalgia, disse di essere caduto e di essersi infilzato il fianco con la lama che teneva in mano.

Un taglio molto profondo, che andò a perforare l’intestino in due punti: venne operato d’urgenza, senza il tempestivo intervento sarebbe morto.

Alle 13 dello stesso giorno di dicembre, al pronto soccorso arrivò un altro ferito, un ragazzo di 23 anni: aveva tagli sulle mani, su una spalla, sul viso, su una coscia e sulla schiena. Anche lui venne operato d’urgenza perché rischiava di morire, dato che la coltellata al dorso aveva sfiorato milza e rene.

Disse di essere stato aggredito da uno sconosciuto, così i sanitari allertarono i carabinieri che avviarono le indagini per risalire al colpevole. Effettuarono un sopralluogo a casa del 56enne e trovarono M.F. in uno stato di forte agitazione: indossava solo la biancheria intima, era sporco di sangue. Macchie ematiche furono trovate anche nel corsello e nel parcheggio di fronte al condominio. Il giovane venne ricoverato e nel marzo 2023 finì in carcere. Secondo il pubblico ministero era in grado di intendere e di volere al momento dei fatti, anche se in preda ad una forte psicosi dovuta ad un massiccio consumo di sostanze stupefacenti.

Gli accertamenti medici disposti sull’imputato hanno però dichiarato la sua incapacità, così il gup lo ha assolto. Il padre e l’amico non hanno voluto costituirsi come parte civile.