Bergamo
|Porta Sud prende forma: volumetrie dimezzate e 30 milioni di opere pubbliche
Passi avanti nel progetto che riguarda la trasformazione della più grande area urbana della città: un accordo che verrà sottoscritto tra Comune e Vitali Spa. In previsione anche una permuta tra Palazzo Frizzoni e Provincia, del valore di 8 milioni di euro
Bergamo.Volumetrie dimezzate e almeno 30 milioni di euro di opere pubbliche donate alla città. Oltre alla possibilità di una permuta, tra Comune e Provincia, avvallata da perizia stimativa per un valore di circa 8 milioni di euro, tra aree di proprietà. Per la precisione lo scambio riguarda due scuole, usate da sempre dalla Provincia di Bergamo, ma ancora di proprietà comunale quali il Secco Suardo, l’istituto magistrale che affaccia su via Mai, e il liceo artistico Manzù di via Tasso da una parte, e dall’altra dalle aree di proprietà dell’ente provinciale che insistono a ridosso dello scalo ferroviario, ovvero quella di parcheggio dei bus Arriva e l’area che si trova di fronte all’istituto Esperia in passato destinata alla sua nuova sede.
“Siamo entrati – specifica il sindaco Giorgio Gori – nel cuore della vicenda Porta Sud. Abbiamo discusso ininterrottamente per mesi, per trovare un punto di equilibrio tra interessi pubblici e privati. L’accordo raggiunto contiene una significativa riduzione delle volumetrie. E il risultato ottenuto è tutt’altro che banale, che lasciamo in eredità alla futura amministrazione”.
“Siamo molto soddisfatti – sottolinea l’imprenditore CristianVitali – di questo ulteriore tassello che si aggiunge, in linea con la riqualificazione urbana di Porta Sud, e ci avvicina sempre di più allo sviluppo della zona. Si intravedono i primi cantieri e nei prossimi mesi se ne apriranno di nuovi, come la nuova stazione Rfi. Questo è un progetto che sviluppa e trasforma la città di Bergamo. La priorità che fa capo al progetto è stata quella di puntare l’attenzione sulle infrastrutture pubbliche, realizzando servizi importanti per l’area interessata”.
“Questo piano – così il presidente della Provincia, Pasquale Gandolfi – sarà sottoposto anche al Consiglio Provinciale; la volontà era quella di uscire da un protocollo complesso. Il tutto è diventato molto interessante grazie all’intento di recuperare aree scolastiche, con l’obiettivo di ricollocare lì due nuovi edifici. Gettiamo le basi per un primo accordo, che speriamo proseguirà nel futuro”.
L’accordo
Nella penultima seduta della Giunta dell’amministrazione Gori sono state approvate due delibere che rendono più vicina e concreta la trasformazione della più grande area dismessa della città di Bergamo.
Innanzitutto il Comune di Bergamo e Vitali Spa, che si è aggiudicata il bando istruito da Sistemi Urbani, Gruppo FS, per la riqualificazione dell’area, con il coinvolgimento della stessa società proprietaria delle aree dismesse dello scalo, Sistemi Urbani, sottoscriveranno un accordo che definisce le linee guida su cui si incardinerà il piano attuativo per la sua futura trasformazione, mettendo nero su bianco i punti fondamentali esito del lungo confronto di questi ultimi due anni.
Le principali novità riguardano un’ulteriore riduzione delle volumetrie e della superfici edificabili: se già il nuovo PGT, appena approvato, aveva ridotto del 42% le previsioni a disposizione del privato, l’atto predisposto da Vitali SPA, Sistemi Urbani e Comune di Bergamo individua una soluzione che armonizza ulteriormente interesse pubblico e privato. Da quasi 340 mila metri quadrati si scende ad una potenzialità massima possibile concordata dalle parti di 178 mila, 20mila in meno rispetto alle 198mila previste in precedenza, una riduzione che consentirà di gestire meglio anche il tema dell’altezze, anche in considerazione della presenza di particolari coni visuali intorno all’area interessata.
Comune di Bergamo e Vitali SPA hanno anche definito le più importanti prestazioni pubbliche conseguenti alla riqualificazione della zona, soprattutto per quanto concerne le infrastrutture viabilistiche. Si tratta di interventi che si andranno a sommare a quanto già previsto per il nuovo polo intermodale, già in fase di cantierizzazione, costituito dalla stazione ferroviaria europea, primo importante elemento di ricucitura urbana con due ponti a scavalco, la nuova stazione TEB, nella quale troveranno posto anche i binari della futura T2 e il capolinea E-BRT che andranno a integrarsi, per quanto riguarda il trasporto su gomma, alla nuova stazione TPL. Quest’ultima verrà, infatti, spostata dall’area dell’attuale stazione autolinee a ridosso dello scalo ferroviario, a sud, collegandola alla nuova via Gavazzeni, strada che attraverserà il vecchio scalo ferroviario: un asse che rappresenterà la nuova direttrice ovest est della città, e che andrà a collegare via don Bosco — partendo dalla nuova rotonda della Malpensata — alla stazione, arrivando fino a via Piatti, dove si innesterà alla circonvallazione attraverso una nuova rotatoria che porterà a risolvere il nodo viabilistico del ponte tra la stessa via Piatti, Rovelli e Tommaseo.
Si definisce in questo modo una fondamentale arteria viabilistica, che consentirà l’accesso anche al parcheggio di attestazione che si andrà a realizzare tra la nuova e l’attuale via Gavazzeni, una struttura interamente interrata, con una capienza oggi dimensionata in circa 2.500 posti auto, a servizio non solo degli utenti delle stazioni RFI, TEB e TPL, ma anche del centro cittadino. La sua costruzione, a poche centinaia di metri dal centro piacentiniano, consentirà di implementare ulteriormente i modelli di mobilità sostenibile avviati dall’Amministrazione negli ultimi anni.
La nuova strada sgraverà del traffico del trasporto pubblico provinciale le vie Bonomelli e Bono, oltre che all’attuale via Gavazzeni, costituendo un beneficio tangibile per la viabilità cittadina. Una nuova strada che si staccherà dalla futura via Gavazzeni sarà destinata infine a collegare l’area dello scalo con la circonvallazione, attraverso viale Europa e il polo scolastico.
Oltre a questi interventi il masterplan richiama anche la realizzazione di una vasta area a parco nella parte est che si collegherà con i quartieri più a sud, attraverso percorsi ciclopedonali, e a nord, attraverso un elemento di ricucitura – dopo quelli che si determinano dalla realizzazione della nuova stazione ferroviaria -, il futuro cosiddett landbridge, che potrebbe essere realizzato per collegare il polo scolastico di via Europa e il quartiere di Boccaleone a via Bono e alle aree centrali della città.
La seconda delibera riguarda, invece, un importante Protocollo di Intesa che viene sottoscritto con la Provincia per rendere ancor più attuabile la complessa operazione dello scalo attraverso una riduzione dei soggetti che dovranno concorre a definirla, riducendo di conseguenza anche il tempo dell’iter burocratico in vista della riqualificazione dell’area. Si prevede infatti una permuta, avvallata da perizia stimativa per un valore di circa 8 milioni di euro, tra aree di proprietà del Comune di Bergamo e quelle di proprietà della Provincia.
Per la precisione lo scambio riguarda due scuole, usate da sempre dalla Provincia di Bergamo, ma ancora di proprietà comunale quali il Secco Suardo, l’istituto magistrale che affaccia su via Mai, e il liceo artistico Manzù di via Tasso da una parte, e dall’altra dalle aree di proprietà dell’ente provinciale che insistono a ridosso dello scalo ferroviario, ovvero quella di parcheggio dei bus Arriva e l’area che si trova di fronte all’istituto Esperia in passato destinata alla sua nuova sede. La Provincia quindi continuerà a gestire gli istituti superiori in questione detenendone anche la proprietà, mentre il Comune concretizza il proprio ruolo di ente pubblico interlocutore per quel che riguarda la trasformazione delle aree coinvolte nella trasformazione di Porta Sud.




