L'incontro
|Il Ministro Bernini al Kilometro Rosso: “La forza di Bergamo è il sodalizio tra ricerca, cultura e impresa”
Università, Istituto Mario Negri, Polo di Ricerca e Politecnico delle Arti, la senatrice di Forza Italia: “Realtà che rappresentano l’eccellenza e che ci consentono di essere competitivi nel panorama internazionale”
Stezzano. Il Ministro per l’Università e per la Ricerca Anna Maria Bernini in visita al Kilometro Rosso. L’appuntamento, fissato per il pomeriggio di ieri, sabato 25 maggio, ha visto la parlamentare di Forza Italia, rappresentante del Governo Meloni, accolta dalla presidente di Confindustria Giovanna Ricuperati, dal Rettore dell’Università di Bergamo Sergio Cavalieri, dall’ex Rettore Stefano Paleari, dalla senatrice Alessandra Gallone, dal patron di Brembo Alberto Bombassei, dal fondatore dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini, dal suo direttore Giuseppe Remuzzi e dal presidente della Fondazione Donizetti e presidente del Politecnico delle Arti Giorgio Berta. Un primo momento pubblico, aperto anche alla stampa, e un secondo, invece, di carattere privato in cui Bernini ha potuto interloquire con i rappresentanti delle istituzioni del territorio. Tra le ragioni della visita avvenuta nel cuore, nel polo d’eccellenza di ricerca e impresa del capoluogo, anche e soprattutto lo stato dell’arte delle iniziative promosse dal Governo per continuare a sostenere e finanziare le opere che trovano forma e contenuto proprio nelle sedi di Confindustria e dell’Istituto Mario Negri, con un occhio di riguardo, come del resto recita la materia del Ministro, ai temi dell’Università, in particolare quella di Bergamo.
“Il Kilometro rosso è la struttura che per antonomasia mette insieme il fare ricerca con il fare cultura – così la Ministro Bernini –, ed è proprio in virtù della sua altissima caratura che oggi vi ho fatto tappa. Questa realtà altro non è che una straordinaria intuizione che il vostro territorio ha avuto, quella cioè di fare della ricerca qualcosa di immediatamente applicato e, di conseguenza, di garantirne le basi per le risposte alle esigenze del mercato del presente e del futuro. La nostra grande sfida è quella di portare le nostre università e i nostri istituti di ricerca ad essere migliori di quanto fossero prima dell’arrivo del Piano di Ripresa e Resilienza, sostenendone la resa e il mantenimento dell’eccellenza anche dopo la scadenza del gettito dei fondi del PNRR.
Per fare questo, dal mio punto di vista e nel massimo rispetto dell’autonomia gestionale delle università, non si deve fare spesa corrente ma investimenti sulle infrastrutture di ricerca come queste e anche simili, sempre legate ad un principio di internazionalizzazione e di rapporto con l’impresa, secondo valori di interscambio, perché è su quello che si basa il concetto di innovazione. E soprattutto ci deve essere la capacità di organizzare percorsi formativi che guardino al futuro, cosa che peraltro qui al Kilometro Rosso accade già, puntando ad esempio sulle bioscienze, biotecnologie, biofarma, agricoltura tecnologica, tecnologie quantistiche, mobilità sostenibile, recupero della biodiversità. Questi i punti su cui si deve investire anche e soprattutto per il futuro delle nuove generazioni”.
Poi un passaggio doveroso sull’Università di Bergamo, istituzione in forte crescita, come del resto accade anche per il Politecnico delle Belle Arti, tanto da poter parlare di “modello Bergamo”: “Senza dubbio, perché vanta meriti altissimi e ha una grande filiera scientifica. I Rettori dell’Università di Bergamo, qui rappresentati dall’ex Paleari e dall’attuale Cavalieri, fanno la differenza perché danno l’impronta sui contenuti e sulla governance. E l’aver creato un polo di ricerca e di innovazione come questo, insieme ad un ateneo che brilla per meriti e ad Politecnico delle Arti che eccelle nella sua materia di competenza, è una vera e intelligente intuizione perché l’arte è un grande detonatore per far circolare anche l’informazione scientifica e la cultura d’impresa. Si tratta davvero di una felicissima iniziativa che ci sostiene e ci rende competitivi nel panorama internazionale”.
E sulla Montelungo, nuovo hub universitario precisa: “Lo aspettavamo da tempo, da dieci anni a questa parte. L’impulso che il Governo ha dato agli studentati è stato molto forte, si parla oggi di . E sul tema dell’housing universitario abbiamo scelto di nominare un commissario straordinario proprio per cercare di snellire le pratiche burocratiche e alleggerire i percorsi. Se ci sono altri problemi, sono a disposizione, perché credo molto nella collaborazione. Abbiamo fatto anche dei punti organico, abbiamo messo fondi su alcuni percorsi di laurea, come ad esempio quello di Medicina. Sul tema delle assunzioni, che oggi sono finanziate anche dalle risorse del PNRR, è chiaro che è una scelta delle singole università, è una decisione che devono prendere rispetto alla tenuta economica che non appartiene tanto all’oggi, quanto al domani. Bergamo è un esempio virtuoso, una realtà d’eccellenza. Purtroppo non tutte le università italiane vivono questa straordinaria condizione. Io sono al vostro fianco per farvi vincere l’Europa League, esattamente come ha fatto l’Atalanta”.
La chiusa sugli scenari dell’orizzonte del dopo PNRR, con riferimento al contributo previsto per l’Istituto Mario Negri: “Rispetto al finanziamento del Ministero di 1 milione di euro destinato all’Istituto Mario Negri altro non posso dire che lo stra meritano. Questa realtà appresenta una grande opportunità per il Ministero oltre che un polo di eccellenza, tanto che quell’investimento era già previsto, ancor prima dei fondi del PNRR. Continueremo a farlo perché l’iniziativa non solo è di altissimo livello dal punto di vista della ricerca, ma anche di carattere etico. Il Mario Negri rappresenta una vera opportunità per il Ministero e soprattutto dona e non vende, quindi è in assoluto l’iniziativa più meritevole”.






