Turisti non vedenti lasciati a piedi dal taxi, Musitelli (Azione): “Fa impressione, liberalizzare le licenze”
Il segretario provinciale del partito fondato da Calenda: “In questo esempio il ritratto di un paese ancora vittima dei ricatti di categorie di interessi, non è tollerabile”
Bergamo. Dopo le durissime parole del sindaco Giorgio Gori, che ha parlato di “servizio non all’altezza e danno d’immagine”, anche il segretario provinciale di Azione Adriano Musitelli interviene sul caso dei turisti non vedenti che non hanno trovato un solo taxi disponibile per accompagnarli in giro per la città. I tre turisti polacchi – tra cui una bimba piccola, anche lei non vedente – hanno denunciato gli stessi problemi anche nei giorni seguenti il loro arrivo a Bergamo.
“Mi ha particolarmente impressionato quanto è accaduto, in una città che oltretutto punta sul turismo come elemento di sviluppo e traino – commenta Musitelli -. A parte gli aspetti sociali del caso, che hanno in assoluto la prevalenza delle considerazioni, c’è in questo esempio il ritratto di un paese ancora vittima dei ricatti di categorie di interessi. Non è tollerabile che licenze, autorizzazioni e nulla-osta che dir si voglia, per l’esercizio di attività imprenditoriali, a maggior ragione se di pubblico interesse, siano ostaggio di pochi monopolisti a detrimento di molti: vale per i taxisti come per i balneari che si sono appropriati di beni demaniali pubblici e hanno la pretesa di chiudere la porta alla libera concorrenza ed al mercato”.
Musitelli aggiunge: “Ci sono forze politiche che a corrente alternata si richiamano ai valori liberali e del “libero mercato”, all’antistatalismo, e si ergono nella pratica a strenui difensori di vere e proprie lobby e corporazioni, con cui scambiano voti elettorali nel senso più deteriore del termine. La libera concorrenza è uno dei principi fondamentali dell’Europa che vanno salvaguardati e perseguiti, è in sè motore di sviluppo nella libertà. È fondamentale che i veri Liberali si battano per la liberalizzazione delle licenze dei taxi, come della competizione nel trasporto pubblico e della libera concorrenza nell’assegnazione di beni pubblici. Chi si pone a difesa delle corporazioni – conclude il segretario provinciale di Azione – fa solo un salto indietro nella storia ante guerra”.




