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Anziana morta dopo il volo dalla finestra, partito il processo nei confronti della colf

La 77enne teneva un quadernetto dove annotava tutte le spese: accanto a tre prelievi c’era un punto di domanda. Secondo l’accusa la vittima avrebbe chiesto spiegazioni alla colf che, vedendosi scoperta, l’avrebbe spinta di sotto

Bergamo. Era molto meticolosa Rosanna Aber, teneva un quadernino sul quale segnava tutte le spese sostenute e i prelievi effettuati con il bancomat. L’ultima annotazione riguarda 14 euro spesi in farmacia, poi più nulla. Perché il 3 settembre 2023 la donna, 77 anni, è morta dopo un volo dalla finestra della sua camera da letto, al quarto piano della palazzina di via Einstain 1, nel quartiere cittadino di Colognola, dove viveva. Secondo l’accusa la sua collaboratrice domestica, Krystyna Mykhalchuk, ucraina di 26 anni, avrebbe prima derubato la sua datrice di lavoro e poi, vistasi scoperta, l’avrebbe sollevata di peso per farla cadere sull’asfalto del cortiletto antistante l’ingresso del condominio.

Analizzando bene gli appunti della vittima, ci sono tre prelievi effettuati il 5, il 13 e il 22 aprile 2023, due da 600 euro e uno da 800, accanto ai quali campeggia un punto di domanda. Rosanna l’aveva messo perché non ricordava di aver ritirato quelle somme al bancomat. Pensava, forse, che la sua tessera fosse stata clonata, e infatti aveva chiamato in banca per bloccare la carta. La mattina del 3 settembre si era presentata allo sportello per ritirare il bancomat nuovo, che però non è mai stato trovato, né nella borsetta che ancora portava a tracolla al momento del decesso, né in casa.

La colf ora è a processo, martedì 21 maggio si è tenuta la prima udienza, nel corso della quale gli avvocati Andrea Pezzotta e Enrico Pelillo hanno chiesto di poter accedere al rito abbreviato, che garantirebbe lo sconto di un terzo della pena. La stessa richiesta era stata avanzata anche al giudice delle udienze preliminari, che l’aveva rigettata. La difesa sostiene infatti che le aggravanti che vengono contestate all’ucraina, il dolo d’impeto e il nesso teleologico, ovvero il fatto che l’imputata abbia commesso l’omicidio per occultare il furto del denaro, non siano compatibili.

L’accusa, retta dai sostituti procuratori Guido Schininà e Emanuele Marchisio, si è opposta: niente abbreviato, dato che il reato contestato prevede l’ergastolo e il dolo d’impeto è incompatibile con la premeditazione (non contestata), ma non con il nesso teleologico. La Corte d’assise si è trovata d’accordo con i pm.

Secondo la ricostruzione della Procura infatti, Rosanna Aber, una volta scoperti gli ammanchi sul suo conto corrente, sarebbe rientrata a casa e avrebbe chiesto spiegazioni alla sua collaboratrice domestica. La quale, spaventata dalle prevedibili conseguenze del suo gesto, l’avrebbe sollevata di peso e spinta giù dalla finestra. Alcuni giovani erano seduti su una panchina ed hanno riferito di aver sentito un litigio tra due donne. Poi il tonfo, e il corpo dell’anziana riverso a terra.

In un primo momento si era fatta strada l’ipotesi del suicidio, anche perché la colf, che al momento della caduta si trovava nell’appartamento, era scesa in strada ed aveva riferito alle forze dell’ordine che lei si trovava in un’altra stanza. Ad altri aveva invece detto di aver tentato di fermare l’anziana, forse per avvalorare la tesi del gesto estremo.

Ma diversi elementi sembravano offrire uno scenario diverso. I parenti della 77enne non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio, anche perché la donna aveva appena prenotato una vacanza al mare a Tenerife con la sorella e il cognato e aveva pagato l’agenzia di viaggi proprio la mattina del 3 settembre. Pensavano più a un incidente domestico.

Ma il giorno dopo il tragico decesso, il cognato era andato all’agenzia di viaggi e la titolare gli aveva riferito che Rosanna le aveva confessato le sue preoccupazioni rispetto agli ammanchi sul conto corrente. Così i parenti avevano immediatamente contattato le forze dell’ordine, che avevano acquisito le registrazioni delle telecamere della banca. Nelle date segnate dalla Aber sul suo quadernetto, quelle con il punto interrogativo, Krystyna Mykhalchuk è stata ripresa mentre prelevava, con indosso un cappellino con visiera per nascondere il viso.

L’imputata, dopo aver trascorso un periodo in carcere, si trova ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, dato che ha una bambina di 5 anni della quale occuparsi. All’origine dei furti di denaro pare ci sia il vizio del gioco, la ludopatia della quale soffriva la 25enne, sempre alla ricerca di soldi da bruciare alle slot.

La prossima udienza è stata fissata per l’11 giugno.

 

Rosanna Aber