Il compagno la molla in un campo quando è incinta, lei lo tempesta di sms e finisce a processo
Il giovane aveva denunciato la ragazza per minacce e per lesioni in seguito a una violenta lite con lei, che aveva invece rinunciato alla querela per le percosse perchè “lo amava tantissimo”
Bergamo. Persino la giudice Beatrice Purita ha strabuzzato gli occhi nel leggere il fascicolo d’indagine a carico di una 24enne finita a processo “solo” per aver inviato alcuni messaggi dai toni piuttosto accesi al compagno che l’aveva mollata quando era incinta, abbandonandola in un campo.
Una torbida storia che arriva dalla Bassa bergamasca, dove abitano i due protagonisti. Lei, di Treviglio, nel giugno del 2019 conosce lui, suo coetaneo albanese residente a Romano, e se ne innamora. I ragazzi iniziano a frequentarsi e a settembre arriva anche il momento della presentazione ai genitori.
Sembra filare tutto liscio nella coppia, tanto che il giovane acquista un appartamento a Romano dove vanno a convivere. Ma sotto lo stesso tetto arrivano i primi dissapori. La storia comunque va avanti e la ragazza a inizio luglio del 2021 rimane incinta.
Nemmeno la notizia del bebè in arrivo rasserena gli animi e a fine mese i due hanno un litigio piuttosto pesante. Stanno per lasciarsi, ma è ancora l’amore a trionfare e la prima settimana di agosto vanno in vacanza insieme. Niente da fare, l’aria di mare non porta il sereno e gli screzi proseguono, accompagnati anche da percosse dell’albanese.
Fino alla sera prima di Ferragosto quando lui, dopo un acceso diverbio in auto mentre stanno andando a cena in un locale di Cologno al Serio, ferma la vettura e abbandona la compagna in una zona isolata di campagna a Castel Liteggio, con indosso tacchi e abito serale. La giovane, disperata, chiama la madre e si fa accompagnare a casa di lei.
Nei giorni successivi la 24enne, in preda alla disperazione, manda una serie di messaggi Whatsapp e Instagram ingiuriosi e minacciosi (come per esempio “Se non mi rispondi rendo pubbliche tue foto compromettenti”) al padre del bimbo che porta in grembo.
Il 9 settembre i due si incrociano in piazza Fiume a Romano. Con il ragazzo c’è anche una sua amica, che inizia a discutere la 24enne. L’albanese interviene e l’ormai ex coppia arriva alle mani. Nella colluttazione entrambi rimangono feriti e lui a metà ottobre la denuncia per quell’episodio e anche per i messaggi intimidatori delle settimane precedenti. Lei, invece, non lo querela perché, come ha dichiarato a processo: “Lo amavo tantissimo”. E infatti, dopo un incontro chiarificatore anche con le famiglie, la coppia ricomincia a frequentarsi e pure a vivere. Fino a metà dicembre, quando la ragazza viene a sapere della denuncia: ma lei rinuncia di nuovo a fare lo stesso “anche per paura”, come ha chiarito in aula.
Al termine dell’inchiesta, la pm Chiara Monzio Compagnoni chiede e ottiene dal Gup Massimiliano Magliacani il rinvio a giudizio per minacce e lesioni della 24enne che a processo, come chiesto dai suoi legali Rocco Lombardo ed Emilio Tanfulla, ma pure dalla pubblica accusa, viene assolta da entrambi i capi.


