Verso il voto
|Elly Schlein a Bergamo per ringraziare il “Gori sindaco” e lanciare la campagna di Elena Carnevali
La segretaria nazionale del Pd al Polaresco: “Vogliamo un’Europa solidale, inclusiva, federale e verde”. E ringrazia Cecilia Strada e Stefano Bonaccini, capolisti nei Collegi di Nord Ovest e Nord Est
Bergamo.Elly Schlein arriva a Bergamo, pronta a sostenere la candidatura di Elena Carnevali, candidata sindaco della coalizione di centrosinistra per il Comune di Bergamo, e quella di Giorgio Gori, candidato alle Europee. Ad accoglierla almeno 200 persone, militanti del Partito Democratico, appartenenti sia alla sezione cittadina che a quella provinciale. Europa e Bergamo, in un unico filo conduttore lungo il quale si è snodato il discorso di Elly Schlein che ha puntato l’attenzione sulla visione di un’Europa federale, sociale, inclusiva, verde, capace di dire basta alle guerre e di incentivare l’unione tra i popoli, di accrescere il lavoro.
Schlein chiede il voto per le Europee e ringrazia la capolista Cecilia Strada e Stefano Bonaccini, candidato però nel collegio Nord Est, senza nominare l’attuale sindaco e candidato bergamasco Giorgio Gori. E per le amministrative chiede sostegno a Carnevali.
“Ringrazio Giorgio Gori per il lavoro di questi dieci anni in veste di sindaco – così Schlein -. Sono contenta per essere qui a Bergamo a tracciare un filo conduttore tra l’Europa e Bergamo. Grazie per quello che state facendo, grazie per l’impegno che ci mettete come candidati e grazie per quello che questa città sta facendo. Questa linea di collegamento parte da Bergamo e in Europa: nasce dalla città, dai bisogni della gente. Siamo qui a difendere la sanità pubblica dai tagli della destra, da coloro che la stanno smantellando. Per loro è un disegno preciso, per i nostri avversari politici solo chi ha le risorse può saltare le code, vogliono negare il diritto alla salute. Questa fuga dei medici verso l’estero o la rinuncia alla professione fa venire meno il senso di missione.
Noi dobbiamo sbloccare le assunzioni, riempire i reparti, diversamente uccidiamo la prevenzione. Dopo la pandemia non possiamo non aver imparato che servono più risorse e più attenzioni per le persone anziane e per le loro famiglie. I Comuni possono fare molto, ma questo Governo non li sta aiutando. Così facendo mancheranno i servizi e questo significa meno cura. Ci vogliono più attenzioni e investimenti, anche sulla salute mentale.
Serve un’Europa più sociale, della salute, che fa ricerca comune anche sui vaccini e sulla prevenzione. Un’Europa del lavoro, quella del salario minimo. Un’Europa più verde, un’Europa che abbia un piano industriale comune, un’Europa degli investimenti comuni e non dei paradisi fiscali. Serve un’Europa federale e unita che superi l’unanimità, con una riforma dei trattati anche quando si parla di politica estera e di sicurezza, di difesa. Un’Europa di pace e non volta ad un’economia di guerra, decisa a isolare la Russia di Putin. Chiediamo un cessate il fuoco per portare tutti gli aiuti umanitari, per garantire pace e sicurezza. Chiediamo e vogliamo un’Europa dei diritti inscindibili. Oggia abbiamo al Governo una donna, la prima donna chiamata a guidare il Paese. Ma ricordiamoci bene che una leadership femminile è diversa da una femminista. La stessa prima donna al Governo che ha lasciato per strada molte donne esodate, che ha ridotto il numero degli asili, che ha tagliato le pensioni.
Il Partito Democratico vuole investire sulla scuola pubblica come prima leva di emancipazione sociale e non ridurre il numero degli stranieri nelle classi. Non ci sono gli stranieri, ci sono solo bambini e bambine. La legge Bossi-Fini va riformata. La destra è ossessionata dall’immigrazione, ma non ha visto l’emigrazione. Possiamo fare molto sulla casa e sul sociale, sulle comunità energetiche.
Il nostro è un green deal con il cuore rosso, volto ad accompagnare i cittadini verso i grandi cambiamenti. Lasciamo agli altri la volontà di chiudersi nel palazzo, noi usiamo l’arma dell’ascolto. Noi lottiamo contro una destra che pensa che la povertà sia una colpa personale e individuale, quando invece è un problema sociale”.
Poi l’appello al voto: “Abbiamo anche un altro avversario oltre alla destra, l’indifferenza. Tornare ad esercitare il diritto al voto è importante. La nostra visione è quella di un’Europa che affonda le radici nella memoria e nella storia, nella Costituzione anti fascista. E lo dico con grande orgoglio. Viva l’Italia e viva Bergamo anti fascista”. E il ringraziamento finale a Cecilia Strada e a Stefano Bonaccini: “Sono orgogliosa che a guidare la lista in questo territorio ci sia una persona bella come Cecilia Strada. E sono orgogliosa che a farlo, sul fronte Nord Est sia Stefano Bonaccini”.
Gli interventi
“Siamo qui anche perché il Pd vuole essere una forza trainante – così Gabriele Giudici, segretario provinciale del Pd -. Noi siamo una forza concreta, un partito che non si abbandona ai principi: la nostra è un’Europa solidale e verde, ma anche federale e forte. Per questo dobbiamo portare a Bruxelles i nostri candidati migliori”.
Così il sindaco Giorgio Gori, candidato alle Europee: “Sono tre settimane decisive per la nostra città. Sono in pista per le Europee e voglio portare in Europa quanto di buono ho fatto in città. Oggi siamo chiamati a scegliere se andare avanti col progetto europeo che appartiene all’oggi o tornare indietro: il nostro è un grande progetto politico che mira ad un’Europa più coesa e solidale, che vuole salvaguardare quel pezzo di mondo fatto di libertà e democrazia che non in tutti i luoghi della terra vengono garantiti.
Siamo pronti a difenderli e a completare il progetto. I partiti di destra, come raccontano i loro manifesti, vogliono meno Europa e più Italia. Noi, al contrario, vogliamo fare di più e avere un’Europa protagonista, per garantire prosperità economica, protezione ai più fragili e crescita. Questo passo è decisivo e va fatto. Come? Dando forza ai socialisti e ai democratici: dobbiamo fare la nostra parte e essere la forza trainante per un’Europa più giusta e competitiva. Dobbiamo dare forza alle nostre imprese, questa è la condizione per creare ricchezza e per re distribuirla. Questa è solo la prima metà della partita. La seconda è Bergamo e si chiama Elena Carnevali. Abbiamo preso un impegno con i cittadini, abbiamo la necessità di guardare oltre il già fatto, puntare a nuove sfide. Molto ci sarà da fare Elena, ma non ti mancherà la forza, né il sostegno e le collaborazioni di persone in gamba”.
Elena Carnevali: “La nostra è una doppia sfida: da un lato c’è la volontà di portare i nostri candidati in Europa, sostenendo i dieci anni di Giorgio Gori maturati sul territorio, dall’altro quello di dare continuità al nostro territorio. Quello che vogliamo è creare un raccordo sempre più forte. E’ un obiettivo troppo importante. Sono nativa nel Pd e questa amministrazione ne è composta. Ma la nostra è anche una coalizione che si è ampliata. Il mio avversario politico ha detto in un recente incontro pubblico che ha nostalgia del passato, degli anni 60, praticamente dei tempi del muro di Berlino. Noi non guardiamo al passato, ma al futuro. Non si può governare guardando con gli occhi di chi ha nostalgia. Bisogna guardare al domani per dare le risposte ai cittadini. Faremo di Bergamo la città delle persone, la città che guarda ai giovani che hanno voglia di partecipare e essere inclusi. Abbiamo una grande responsabilità e un grande desiderio, quello di continuare a coltivare e disegnare questo sogno”.


