Mobilità stradale
Infrastrutture e nuove tecnologie decisive per la mobilità di domani
McKinsey ha condotto degli studi per delineare gli scenari su come viaggeremo: strada e circolazione che ci attendono.
Autonoma e connessa: sono i due aggettivi che identificano e qualificano la mobilità su strada di un futuro annunciato come sempre più prossimo. E c’è anche un’indicazione temporale a sostegno, il 2030, quando più del 90% dei nuovi veicoli saranno connessi: al presente lo sarebbe la metà.
Una società di consulenza, la McKinsey ha condotto degli studi per delineare gli scenari su come viaggeremo: strada e circolazione che ci attendono. L’ACI di Bergamo non a caso ha costituito una Commissione ad hoc, presieduta dall’arch. Felice Sonzogni, per considerare situazione, tendenze, infrastrutture che si annunciano. Al riguardo l’AC ha anche elaborato un suo progetto, messo a disposizione della Provincia, delle amministrazioni comunali, enti e di tutti gli interessati. La valutazione di Sonzogni è chiara: “Bergamo e provincia rischiano un progressivo processo di frammentazione e isolamento. È pertanto necessario progettare la mobilità del futuro del territorio bergamasco su scala europea e su scala locale in una visione unitaria”.
Il progresso corre sempre più veloce e proprio per questo è necessario organizzarsi, tasto che viene premuto con insistenza dal presidente dell’AC, Valerio Bettoni. Il verbo ‘strutturarsi’ è da sempre nel lessico di Bettoni che – già in vista di Bergamo Capitale culturale d’Italia con Brescia – aveva varato collateralmente una Commissione per il turismo e la cultura, presieduta da Roberto Forcella. Fanno parte di questo organismo molte personalità, esperti e addetti ai lavori, tra cui Fernando Noris per l’arte.
Adesso, come prossimo traguardo importante al quale avvicinarsi ci saranno le Olimpiadi invernale del 2026 con tutto l’indotto che toccherà Bergamo.
Tornando alla mobilità prossima ventura, secondo la stima della McKinsey ammonta a 400 miliardi di dollari USA il valore di mercato dei moderni sistemi di assistenza alla guida, che vanno sotto la sigla ADAS. Al presente il settore vale circa 50 miliardi. “Il 12% dei nuovi veicoli saranno equipaggiati di sistemi di assistenza alla guida di livello 3+ o più avanzati nel 2030” – è l’anticipazione prefigurata da Dino Nodari sulla rivista ‘Touring’ del TCS svizzero. E il 25% degli interpellati, cioè un quarto, hanno dichiarato che gli ADAS costituiranno probabilmente un fattore preferenziale per la scelta della prossima auto. Ultima interessante proiezione in materia: sono 80 i miliardi di dollari pronosticati per i componenti indispensabili alla guida autonoma (unità di controllo, telecamere, sensori, sistemi lidar e radar, un business che oggi viaggia sugli 8-12 miliardi.
Per l’arch. Felice Sonzogni e l’AC, “il risultato finale delle nostre valutazioni sul futuro e relative infrastrutture ci porta a prefigurare che purtroppo non saranno molto significative le quote di mobilità in trasferimento dalla gomma al ferro. Come avevamo preannunciato, davvero importante adesso diventa capire in quale modo sarà possibile gestire al meglio la mobilità individuale. Certo è che la tecnologia sarà il vero fattore decisivo e di epocale svolta per una mobilità moderna sia nelle infrastrutture sia nei veicoli con tecnologia sempre più autonoma e connessa”.
Tutti i documenti e le informazioni sullo stato di avanzamento delle infrastrutture e mobilità di Bergamo e Provincia sono visibili cliccando su https://bergamo.aci.it/Stato-di-avanzamento-delle-infrastrutture-di-mobilita


