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Elena Carnevali presenta il suo programma: “Un consulente per la gestione dei cantieri, festival dei quartieri, mobilità, sicurezza e welfare”

La candidata sindaco racconta i 14 capitoli del suo documento programmatico, condiviso con le 6 liste che compongono la coalizione: “Vogliamo una Bergamo aperta, europea, che concilia crescita, sostenibilità e qualità della vita”

Bergamo. Un documento dettagliato e di ampio respiro, che tocca i più diversi temi che riguardano la città. “Vedrai che Bergamo!”, questo il titolo del programma del centrosinistra presentato nella giornata di ieri, martedì 14 maggio, da Elena Carnevali, candidata sindaco della coalizione di centrosinistra e da tutti i capilista delle 6 liste a sostegno. Un documento frutto dell’ascolto, dello studio e della partecipazione che è stato redatto nell’arco di 6 mesi e che si articola in 14 capitoli e relativi sotto capitoli con tante proposte, puntuali, per affrontare le sfide di oggi e di domani.

Dalle grandi trasformazioni urbane al completamento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile; dal rilancio della cultura, dello sport e del turismo come motori di sviluppo sociale ed economico all’importanza di mettere al centro i quartieri, garantendo la sicurezza degli spazi urbani, soprattutto nelle aree più critiche, e la vivacità dei luoghi; dalla transizione green, con l’obiettivo di guidare la sfida alla decarbonizzazione entro il 2030, a quella digitale e dell’industria 4.0; dalla necessità di invertire la curva demografica, di attrarre giovani e giovani coppie diventando una “Città Amica delle Famiglie”, raggiungendo anche l’obiettivo di liste d’attesa zero negli asili nido e potenziando i servizi, alla volontà di fare di Bergamo una città che si prenda cura degli anziani, della solitudine e dei loro bisogni, e di chi vive condizioni di fragilità, anche nell’ottica di una Città Longeva.

Il programma è frutto di un lungo lavoro di confronto e di sintesi con tutte le forze civiche e politiche della coalizione iniziato mesi fa con l’intento di esprimere una visione chiara per la Bergamo che verrà: una città aperta, europea, dove è bello e facile vivere, che concilia crescita, sostenibilità e qualità della vita.

Da “Una signora città” a “Vedrai che Bergamo!”, questa l’evoluzione del pensiero e questo il leit motive che ha portato la coalizione ad esprimersi, a pieni polmoni, attraverso un programma che, come sottolinea Carnevali, “dà risposte concrete ai cittadini, i quali si aspettano di avere un sindaco che viva di profonda conoscenza del territorio e che dia risposte puntuali. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile dare risposte vere ai problemi della gente. Non è un documento che che racconta ciò che non va nella nostra città, ma che la città la ascolta e la fa sua. Tanto che abbiamo anche voluto creare dei sotto programmi ad hoc, uno per ciascun quartiere, che ovviamente porteremo ai residenti, per raccontare le idee specifiche che abbiamo immaginato per i prossimi cinque anni, partendo proprio dalle loro rimostranze, dai loro bisogni.

“Vedrai che Bergamo!” non è un sogno, o meglio, lo è nella misura in cui noi intendiamo realizzarlo. È lo sguardo di una città che, consapevole delle sue ricchezze e del suo valore, si offre al massimo delle possibilità per i suoi cittadini”. 

“Quello che abbiamo depositato quattro giorni fa è il nostro programma ufficiale e completo, che racconta qual è la nostra progettualità per Bergamo – racconta la candidata del centrosinistra Carnevali –. Un programma serio, puntuale, concreto, non generico, frutto di studio, di approfondimento. Frutto anche dell’ascolto del territorio, dei quartieri, delle rappresentanze economiche, sociali e della formazione, delle moltissime realtà del terzo settore, del volontariato e dell’associazionismo in tutti i suoi ambiti: cultura, sociale, ambiente, sport. Al programma “generale” abbiamo affiancato un programma per ogni quartiere, con proposte specifiche, chiare e delineate in stretto dialogo con i cittadini e di cui abbiamo verificato per ciascuna la realizzabilità.

Nella scrittura del programma ci ha guidato il buon governo dell’amministrazione Gori, da cui ereditiamo un modello basato su competenza e dinamismo e una città capace di grandi sinergie e rinnovamenti, e che oggi può dialogare – dal punto di vista economico, sociale e culturale – con le grandi città europee. Ci guida la propensione dei bergamaschi a fare e a fare bene, che va valorizzata con obiettivi realistici, precisi e solidi, articolati nei nostri 14 capitoli: dalla trasformazione urbana all’ambiente e alla mobilità, dalla sicurezza alla cultura, dalle famiglie ai giovani, dal bisogno di casa al turismo, dalla partecipazione all’inclusione, dal lavoro e dalla nuova imprenditorialità al commercio e all’artigianato, dallo sport all’innovazione. Ci guida la capacità imprenditoriale, culturale e politica che Bergamo ha dimostrato nel saper intercettare e fare propri i cambiamenti rapidissimi del mondo, per creare futuro. Ci guida lo sguardo di chi vive i quartieri, la loro attenzione ai dettagli che contano, il loro desiderio di avere pulizia, manutenzione, verde, sicurezza. Ci guidano le preoccupazioni delle persone e delle famiglie, i desideri e la competenza dei giovani, la ricchezza umana e i bisogni dei nostri anziani. E anche lo sguardo attento e propositivo di tutti i cittadini, che vogliono una Bergamo dove si viva bene: sempre più bella, più sicura, più verde, più vivace, più solidale, con una mobilità efficiente”.

I temi

Per quanto riguarda la sicurezza spiega: “Introdurremo più agenti di Polizia Locale sulle strade, nuove pattuglie a piedi lungo le vie della stazione e del centro; triplicheremo le unità mobili di quartiere e rafforzeremo il Nucleo Integrato di Sicurezza Urbana; svilupperemo una maggiore sinergia con i cittadini e i gruppi di vicinato; ed estenderemo il sistema di videosorveglianza. Bergamo sarà una città che combatte le mafie, e che fa della trasparenza il proprio stile amministrativo”.

Tra i temi anche lavoro e imprese: “Non vogliamo tornare indietro: vogliamo che Bergamo continui a crescere, sostenendo il tessuto manifatturiero, le piccole e medie imprese. E, per farlo, servono alleanze con l’università e gli enti della formazione. Ci impegniamo a costruire un modello di città che metta al centro le persone. Vogliamo che Bergamo sia una città dove sostenibilità, crescita e qualità della vita si accompagnino alla presa in carico delle fragilità, al sostegno alle famiglie, all’attrattività per i giovani, al coinvolgimento, sempre più, di coloro che ancora si sentono esclusi da una buona qualità della vita.
Ci muoveremo quindi su due dimensioni: quella che manterrà vivo il respiro europeo di Bergamo, la strategia di collaborazione con le altre città che tanti buoni risultati ha portato in questi anni. E quella che accoglierà la voce dei suoi cittadini (giovani o anziani), delle sue famiglie, dei suoi quartieri, dei suoi commercianti, in forme rafforzate e rinnovate di partecipazione, cercando soluzioni il più possibile condivise”.

Abbiamo scritto questo programma consapevoli che sono tre le sfide che abbiamo di fronte: la crisi demografica, la transizione climatica, la ricaduta delle nuove tecnologie su lavoro, società e quotidianità.
Alla sfida demografica risponderemo con le nostre proposte e praticando i principi di sussidiarietà: creando condizioni favorevoli perché i giovani trovino casa a prezzi accessibili e luoghi urbani vitali e attrattivi; perché le nuove famiglie si sentano sostenute, grazie a servizi più flessibili e nuovi asili nido con zero liste d’attesa; e attraverso la riqualificazione delle scuole e delle loro palestre. Sosterremo anche le famiglie che si occupano dei loro cari, e realizzeremo un grande Villaggio di Comunità nella zona nord della città.
Alla transizione climatica risponderemo con l’azzeramento delle emissioni entro il 2030 e con gli interventi previsti dall’appena siglato Climate City Contract; con una Bergamo che amplia i suoi parchi (ad esempio Parco Suardi e il Parco dei Colli) e valorizza, con manutenzioni costanti e riqualificazioni, i suoi giardini e le sue aree verdi; con interventi sulle strade per trasformarle in viali alberati (ad esempio in via Autostrada)”.

Anche la mobilità costituirà una parte importante, tanto che nel programma spicca la proposta di avvalersi di una figura esterna, di un consulente che monitori il timing, il cronoprogramma e i progressi, ma anche la gestione dei tanti cantieri, soprattutto quelli legati ai finanziamenti del PNRR, che dovranno avanzare dal punto di vista dei lavori ma che dovranno avere un impatto contenuto sulla quotidianità dei cittadini: “a Bergamo che vogliamo ha meno traffico (grazie anche ai nuovi parcheggi di interscambio, alla stazione autolinee, alla Fiera, all’ex Reggiani). È una città che si sposta con sistemi di mobilità intelligenti e moderni (la nuova tranvia, la nuova stazione ferroviaria, il treno per Orio, l’eBRT). Ed è una città che incentiva la mobilità dolce (con nuove piste ciclabili e il raccordo tra le esistenti). Promuoveremo gli stili di vita e alimentari sani, rilanciando il Manifesto della Food Policy della Città di Bergamo”.

Sull’ex Reggiani, specifica anche che “è e resta un’area assolutamente strategica, che vediamo e vogliamo come una vera e propria cerniera tra i quartieri limitrofi. Una zona che sarà adibita anche ad una grande parcheggio di interscambio, con 1.000 posti auto. E per la quale il sogno di avere sul territorio la facoltà di ingegneria non è ancora stato messo nel cassetto”. 

All’impatto delle nuove tecnologie risponderemo in modo propositivo: vogliamo una città che utilizza le nuove tecnologie per erogare servizi efficienti e tempestivi alla cittadinanza e per integrare tra loro, in un solo clic, i servizi quotidiani, dal parcheggio al biglietto per il trasporto pubblico. Non abbiamo dimenticato, naturalmente, il lavoro. La nostra Bergamo avrà una burocrazia smart, più leggera, anche a sostegno dell’iniziativa privata e giovanile. Promuoveremo l’insediamento nella nostra città di nuove attività legate all’innovazione digitale, al green, all’artigianato artistico, allo sviluppo dei servizi e del terzo settore. Sosterremo il commercio e i negozi di vicinato, garantendo al DUC un finanziamento stabile e condivideremo insieme le iniziative, senza dimenticare i quartieri esterni al DUC, creando delle convenzioni per la sosta dei clienti, e garantendo l’attrattività degli spazi anche attraverso la riqualificazione dell’arredo urbano.

Ci sarà cara anche la cultura, che ha visto in questi anni Bergamo diventare, con le sue mura, patrimonio Unesco e Capitale nel 2023, e che avrà un Festival Donizetti, un’Accademia Carrara sempre più proiettata verso la città e verso progetti internazionali, una GAMeC nella sua nuova sede, il nuovo Palazzo delle Arti e del Cinema, il Politecnico delle Arti, luogo per eccellenza di artisti e musicisti, un sistema bibliotecario più forte, un Festival dei Quartieri e il Festival della Musica. Bergamo è una città sempre più attrattiva: vogliamo consolidare i risultati raggiunti per quanto riguarda il turismo, creando un’offerta culturale sempre più diffusa e che non si fermi ai luoghi tradizionali, per far sì anche che si prolunghi la permanenza dei turisti in città”.

E non da ultime le politiche relative allo sport: “E importante sarà lo sport: completeremo il rinnovamento delle palestre e delle strutture sportive, avremo un nuovo Palasport e il nuovo CUS di Loreto; continueremo anche il nostro sostegno alle associazioni sportive. Consegnandovi questo programma ci affidiamo a voi affinché la diffusione possa essere il più capillare possibile, e raggiunga quanti più elettori possibile, perché la loro partecipazione sia ampia e il loro voto dell’8 e 9 giugno sia informato e consapevole”.

Le dichiarazioni dei capilista delle Liste a sostegno

Marco Bonomi, capolista della Lista Civica Elena Carnevali Sindaca: “La nostra lista civica, com’è noto, unisce 16 uomini e 16 donne che raccontano biografie e sensibilità diverse, ma che condividono alcuni aspetti fondamentali. Voglio concentrarmi proprio su questo, il valore della condivisione. Condividiamo tra noi la necessità di esserci – da qui il CSiamo del nostro slogan –; condividiamo, con Elena, il metodo del dialogo che mette in pratica in modo esemplare e che rappresenta una qualità certamente umana ma soprattutto politica importantissima. Lo stiamo sperimentando nei gazebo, nell’incontro con i cittadini che ci raccontano i loro desideri, le loro aspettative, i loro problemi. Condividiamo le proposte, che presentiamo oggi, e la visione di questa città aperta, europea, dov’è bello e facile vivere, come dice il programma nelle sue prime righe. Una visione che rappresenta l’unico modo di garantire il passo, il ritmo, la direzione intrapresa”.

Dino Paoli, capolista di Bergamo Europea: “Bergamo Europea nasce dalla convergenza di +Europa e Italia Viva, rappresentando l’area liberal democratica. Ha scelto convintamente di appoggiare Elena Carnevali sia per l’acuta sensibilità sociale, da tutti riconosciuta, sia per le capacità organizzative, che ne fanno il soggetto ideale per guidare una macchina amministrativa complessa come quella del nostro Comune. Il programma che presenta lo dimostra, essendo pieno di progetti concreti e obiettivi misurabili, non di generiche affermazioni di principio. All’interno dell’Amministrazione Carnevali sosterremo le istanze delle categorie produttive, capaci di generare sviluppo a beneficio di tutti, dei diritti civili e della sicurezza”.

Alessandro De Bernardis, consigliere comunale, segretario cittadino e candidato per il PD. “Il lavoro di questi anni del Partito Democratico è stato improntato sul fare di Bergamo sempre di più la città delle persone. Abbiamo raccolto una città che per troppo tempo era rimasta un po’ sopita e chiusa nei propri confini e l’abbiamo rivoluzionata, dandole nuovo sviluppo e una visione più ampia ed europea. Ora inizia una nuova fase, in cui dovremo focalizzarci ancora di più sulle persone, continuando in un solco già ben impostato. Dovremo lavorare per una percezione sempre maggiore di prossimità dell’Amministrazione e per migliorare il tessuto delle relazioni, con un focus sui dati demografici: dagli anziani, che nella nostra città sono sempre di più e hanno un bisogno crescente non solo di cura ma anche di coinvolgimento, ai giovani, che devono trovare a Bergamo una città sempre più attrattiva, dove possano stabilirsi perché qui trovano tutto ciò di cui hanno bisogno, da un bene primario come la casa ai servizi per il tempo libero. Prossimità vuol dire anche salute. C’è un capitolo specifico nel programma dedicato alla Salute come Bene Comune. Noi vogliamo fare in modo che parte dell’ottima attività svolta in questi anni possa spiccare il volo anche attraverso la collaborazione tra enti locali che, con l’adesione al manifesto Città Sane di ANCI, possono davvero diventare protagonisti per la salute delle persone”.

Marcella Messina, assessora alle Politiche sociali e capolista della Lista Gori: “La Lista Gori per Carnevali, forte di 10 anni di esperienza di governo e politiche sul territorio, ha elaborato delle linee programmatiche che toccano gli ambiti dell’urbanistica, della mobilità, del commercio e turismo e delle politiche educative e sociali. Il filo conduttore delle nostre proposte è l’innovazione, declinata nelle diverse aree di intervento, perché siamo convinti che serva un processo trasversale a tutte le competenze. Le sfide odierne richiedono risposte innovative, orientate, solo per fare due esempi, verso un welfare di comunità che renda i cittadini protagonisti attivi nel supporto reciproco e nello sviluppo delle proprie potenzialità, e verso politiche che favoriscano la conciliazione delle esigenze di sostenibilità urbana con quelle delle famiglie, in un modello di città amica delle persone e dell’ambiente”.

Giovanni Valagussa, candidato della lista Futura: “Il programma di Elena Carnevali è molto articolato e denso di punti importanti. Per parte nostra abbiamo contribuito sottolineando i temi che ci stanno più a cuore. All’interno di una coalizione esistono sensibilità specifiche e quindi il nostro impegno sarà quello di sostenere le azioni della prossima amministrazione con più cura e più competenza per le iniziative che serviranno a far crescere la città in modo sostenibile, per l’ambiente, attenta alla dignità del lavoro, inclusiva e partecipata in ogni azione, ospitale per i diritti e le diversità di tutti. Sosterremo una cultura di città che mira alla coesione sociale, al coinvolgimento diffuso di ogni cittadina e cittadino, e a un ruolo significativo civico della gestione pubblica”.

Paolo Aresi, capolista di Bergamo Insieme: “Si tratta di un programma attento, minuzioso, che cerca di affrontare ogni tema della città. Bergamo Insieme ha apprezzato in particolare l’impegno per la cultura intesa non come privilegio di pochi, ma come ricchezza da portare nei quartieri e su cui fare leva per un ampio programma educativo, che coinvolga diversi soggetti, anche attraverso l’opera di educatori di strada, ma soprattutto mediante la spinta propulsiva data dalle grandi istituzioni culturali bergamasche, dal Donizetti alla Carrara al Politecnico delle arti. Ma anche il territorio farà la sua parte, grazie anche ai Festival di quartiere. Da parte nostra ci impegneremo a fondo perché questo nuovo umanesimo possa diventare parte decisiva dell’azione della prossima amministrazione comunale”.