Verso il voto
|“La strada siamo noi”, Cecilia Strada a Bergamo: “Sogno un’Europa di giustizia sociale. Nel mio zaino porterò i diritti di tutti”
La capolista del Pd al Circolino della Malpensata, come fu per Schlein durante le primarie interne al partito. Ad accoglierla la candidata Elena Carnevali: “Bergamo città attenta al prossimo: solo nel 2023 accolti 494 minori stranieri non accompagnati”
Bergamo.“La strada siamo noi”. La stessa che, nel pomeriggio di sabato 27 aprile, ha portato Cecilia Strada a Bergamo. La figlia di Gino Strada, donna simbolo di Emergency e alla sua prima esperienza politica, ha scelto il capoluogo lombardo per lanciare la sua candidatura alle elezioni Europee. E sceglie il Circolino della Malpensata, il luogo che fu quello della rampa di lancio, prima di lei, di Elly Schlein, che solo un anno fa decise questo luogo per sostenere la sfida delle primarie, tutta interna al partito, per la segreteria nazionale. Ad accoglierla, insieme a molti esponenti del territorio del Pd, anche militanti Dem e molti rappresentanti di associazioni e del volontariato. Con loro Elena Carnevali, candidata sindaco del centrosinistra che ha accolto la capolista, pur indipendente, della squadra della segretaria nazionale, il vice segretario regionale Matteo Rossi, l’assessore del Comune di Bergamo Marzia Marchesi, il consigliere regionale Davide Casati, il segretario provinciale Gabriele Giudici, la sua vice Alessandra Bertolotti, quello cittadino Alessandro De Bernardis e il presidente dell’assemblea cittadina Marco Previtali.
Strada arriva a Bergamo, prossima alle amministrative e con un sindaco uscente, Gori, candidato come lei nelle fila del Pd: “Ovunque vado costruisco ponti, con l’intenzione di dar vita a legami, anche con chi la pensa diversamente da me, per difendere i diritti di tutti. Anche oggi sono qui per questo. I grandi temi che appartengono all’oggi non sono solo locali o nazionali, gran parte della nostra vita viene decisa in Europa e siamo noi a scegliere chi ci deve rappresentare. Da Bergamo a Bruxelles andata e ritorno. A spingermi a candidarmi la voglia di fare la mia parte e di prendermi cura dei problemi della gente. Vengo da un’esperienza diversa, è vero. Ma che poi tanto differente non è, se si ragiona in termini di principio. L’obiettivo, infatti, è lo stesso: quello di mettersi a servizio della gente e di farlo prima che i poveri non abbiano da mangiare, prima che la gente muoia in mare. Il compito della politica è quello di intervenire per tempo”.
Prima di arrivare a Bergamo, ha fatto visito alla fiera agricola di Treviglio: “L’agricoltura è una parte cruciale dell’economia italiana, come lo è la transizione ecologica. Saranno proprio i prossimi anni quelli decisivi non solo per l’oggi, ma per il domani. Il problema vero è che il suo prezzo non deve essere pagato dai cittadini. Si tratta di capire come gli agricoltori , soprattutto i più piccoli, possano essere agevolati, come possano davvero beneficiare del cambiamento. Questa è una sfida europea, per la quale vanno tutelati i diritti delle persone e quelli dei lavoratori, senza scegliere tra il futuro e gli interessi dei singoli”.
“Sogno un’Europa di giustizia sociale. La lezione della pandemia ci insegna che l’Europa può e deve fare molto. Quel modello e al contempo l’impegno di diminuire le disuguaglianze ci porterebbero ad avere un’Europa felice. Ecco come me la immagino. Un posto dove è bello vivere”. E sulla candidatura, pur da indipendente, ma che la vede capolista risponde: “Sono molto orgogliosa e ringrazio per il ruolo che mi è stato affidato. Io vivo questa esperienza come un’avventura, dove io sono uno zaino dove inserire tutte le istanze dei cittadini, tutti i loro bisogni. Lo farò lavorando insieme al partito”.
E sulla candidatura di Carnevali spiega: “I sindaci sono la voce del territorio, coloro che, più di tutti gli altri, vivono il contatto diretto con i cittadini. Rappresentano uno snodo importante e fondamentale per il mondo politico. A Carnevali, come a me stessa, consiglio di ascoltare e fare sintesi. Fare politica significa non pensare al singolo, ma mettersi a servizio della comunità. Pensare e agire per il bene comune, per il bene di tutti”.
“La prima cosa che dobbiamo dire a Cecilia è grazie: per quello che sei e che fai, per Gino, per renderci ancora più coscienti e dotati di spirito critico. Grazie perché ci consenti di avere una voce diversa rispetto a tante altre che affollano il panorama nazionale. Nel tuo zaino, nella tua gerla – così Carnevali -, noi oggi ti affidiamo la missione europea di ricerca e di soccorso nel Mediterraneo: un’esigenza vera, in un contesto in cui molti Paesi si sottraggono, gli stessi che ci impongono norme, ma che non aiutano le persone più in difficoltà, in particolare le donne e i bambini. In dieci anni di Parlamento, ho lavorato anche nella commissione dedicata ai Centri di Accoglienza, dove ho avuto modo di capire al meglio quali fossero le esperienze più efficaci per gestire il fenomeno e, al tempo stesso, quelle peggiori.
A Cecilia racconto cosa è Bergamo: una città davvero accogliente. Nel 2021 abbiamo accolto 41 cittadini afghani e 75, nel 2022, quelli in fuga dall’Ucraina, oltre a 494 minori stranieri non accompagnati solo nel 2023. Questa è Bergamo, è la nostra città, e il merito è di tutti. La mia attenzione va a tutti i cittadini, ma per loro ho un occhio di riguardo particolare. Queste persone arrivano da noi e non sempre si fermano. Noi abbiamo il dovere di fare di Bergamo una città sempre più aperta, anche per dare una risposta al problema della curva demografica. E per rendere Bergamo una città più attrattiva, quella del futuro. Sono certa che Cecilia, insieme a Giorgio (Gori ndr), porterà la voce dei territori in Europa.
Così Roberto Cremaschi: “Torno a votare Pd perché c’è Cecilia Strada. Un accenno alla corsa e alle spese agli armamenti. Oggi segniamo il 42% in più in Germania, il 30% in Italia. E ricordo che nel 2023 la Nato ha speso oltre 64 miliardi di euro per questo capitolo, il 270% in più rispetto a quanto fatto nel decennio”.






