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Lega, Matteo Salvini: “L’Italia non è una colonia islamica. A Bergamo via la sinistra, che pensa solo alle Ztl e favorisce i ricchi”

A Grumello del Monte il lancio della candidatura alle Europee di Giovanni Malanchini: “Corro per vincere e per portare più voti possibili al mio partito”. Presente anche Andrea Pezzotta: “I 10 anni di sinistra hanno portato Bergamo alla deriva. L’immagine perfetta che raccontano i nostri competitor non esiste”

Grumello del Monte.Matteo Salvini, vice Premier e Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, leader della Lega, protagonista alla festa del suo partito a Grumello del Monte, per il lancio della campagna elettorale di tutti i sindaci della provincia e delle Europee, in particolare per quella di Giovanni Malanchini, consigliere regionale del Carroccio. Sala gremita, oltre 200 le persone che hanno scelto di essere presenti per ascoltare il loro leader, reduce dalla presentazione a Milano del suo ultimo libro “Controvento”. Insieme ai cittadini, presenti anche Andrea Pezzotta, candidato sindaco di Bergamo, Alessandro Carrara, consigliere comunale, e Fabrizio Sala, segretario provinciale del partito.

“La Lega è unica perché in questo ponte i volontari di Bergamo hanno scelto di rimanere qui a lavorare – così Matteo Salvini -. Questa è il nostro partito. Sono entrato e ho visto il manifesto di Giovanni Malanchini che porta alcuni concetti come gratitudine, lealtà e riconoscenza che sono le prime parole del mio libro con uno speciale ringraziamento per Bossi e Maroni. La storia della Lega, partita da Bergamo, è una storia di coerenza: si chiedeva l’autonomia e oggi la portiamo a casa. Una storia di coraggio. “Sono lombardo, voto lombardo” mi colpì 34 anni fa come mi colpisce oggi. Spero che la provincia di Bergamo riversi con migliaia di voti il nostro candidato alle Europee oltre che tutti i Comuni di questa provincia. Qualunque giornale si apra oggi, l’unica cosa che si legge è che il partito che va attaccato è quello della Lega, come se fossimo il primo per importanza in Italia. Siamo, per certi poteri forti, l’unico granello di sabbia che può far saltare il sistema. “Più Bergamo, più Italia e meno Europa”, questo lo slogan che ho scelto per questa campagna elettorale. Non voglio che i miei figli vivano in una colonia islamica o cinese. All’Europa chiedo di difendere i confini e difendere l’invasione islamica. Questo non deve accadere a casa mia. Le elezioni del 9 giugno sono un referendum sull’idea di libertà che abbiamo”.

E poi un affondo su Bergamo: “Non si può continuare ad avere la sinistra che governa la città di Bergamo, la stessa che favorisce gli abitanti benestanti del centro storico, come del resto avviene anche a Milano. Che si preoccupa di mettere le Zone30 e le Ztl nel cuore dei centri urbani. Non voglio una città dove i ricchi possono tutto e non voglio un’Europa per i giovani figli di papà”.

“La mia candidatura è tanto inattesa quanto motivo di orgoglio – così Malanchini -. E non corro certo come riempi-lista o tanto per partecipare. Ci sono e ci sarò fino in fondo per vincere, per portare alla Lega quanti più voti possibili e per essere eletto. È un’esperienza che, fino all’anno scorso, era appunto inaspettata, non me l’aspettavo certo dopo l’esito delle Regionali. Ma, mi ripeto, è importantissima. Rappresentare la Lega dopo 20 anni di militanza è una grande soddisfazione. E mi fa molto piacere che la segreteria provinciale, regionale e Matteo Salvini mi abbiano chiesto questo impegno”. E sulla candidatura ufficializzata nella giornata di ieri, giovedì 25 aprile, del generale Roberto Vannacci, Malanchini non fa una piega: “Tutto quello che porta voti alla Lega e che è in linea con i programmi del partito, per me va bene”. Poi torna sui temi a lui cari, dall’agricoltura al tema della plastica, passando per gli imballaggi, fino ad arrivare a quello della farina di grano e la concorrenza commerciale con l’Ucraina: “Sono argomenti che ho affrontato da sindaco e in Regione. Parliamo di economia circolare, di difesa della plastica nei modelli di economia, degli enti locali in Europa, ovvero di tutto ciò che fa rima con i principi dell’autonomia e della sussidiarietà che ora sono inapplicati. Rispetto all’agricoltura, ad esempio, serve un’azione forte contro la Pac che premia chi non produce. In Lombardia e in Italia non siamo autosufficienti con le produzioni agroalimentari. Sul grano tenero, ci troviamo a essere autosufficienti sulla produzione solo con il 50% delle materie prime, il resto viene importato soprattutto dall’estero”.
Generico aprile 2024
“Bergamo è sempre stata con Matteo – così Fabrizio Sala, segretario provinciale della Lega -. Siamo l’unico partito coerente che va votato anche in Europa. Dobbiamo fare un grande risultato. Noi che parliamo di federalismo e autonomia dobbiamo dare una grande spinta anche per la partita di Bruxelles. Andiamo a vincere queste elezioni, facciamo vedere a tutti chi siamo”.
Fabrizio Cecchetti, coordinatore regionale: “Grazie a Salvini e a Calderoli e a tutti i sindaci che in 40 anni di battaglie non hanno mail mollato. Grazie a Umberto Bossi e a Roberto Maroni che ci hanno dato il via, che ci hanno portato al referendum. Ce ne hanno fatte di tutti i colori, non da ultimo al nostro leader che rischia la galera, 15 anni, per averci difeso dall’invasione dei clandestini. E se lunedì inizia il secondo passaggio, quello alla Camera, se il sogno diventa realtà, è solo grazie ai loro e a tutti i militanti”.
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Andrea Pezzotta, candidato sindaco di Bergamo: “Non sono della Lega ma sento di essere tra amici. Tutti i vostri rappresentanti della città mi stanno aiutando moltissimo. Cari bergamaschi, è il momento di cambiare strada al Comune di Bergamo, dopo 10 anni di governo della sinistra. A fronte di un’immagine perfetta, quella raccontata dai nostri competitor, la nostra città sta invece andando alla deriva. Aiutatemi a cambiare l’aria a Palazzo Frizzoni”.