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Approvato il Pgt che ridisegna la Bergamo del futuro, Gori: “Una città attrattiva, sostenibile e inclusiva, che fa del verde la sua cifra più importante”

Rush finale per l’adozione del nuovo Piano Regolatore del Territorio. Lega, Fratelli d’Italia e Bergamo Ideale votano contro. Assente Ceci, il capogruppo di Forza Italia. Il testo passa definitivamente

Bergamo. Ultima seduta del Consiglio Comunale dedicata al Pgt, in particolare alle votazione degli emendamenti e alle dichiarazioni di voto.  Bocciati tutti gli emendamenti della Lega, votato a favore solo quello presentato dalla consigliera del PdViviana Milesi. Lega, Fratelli d’Italia e Bergamo Ideale votano contro il documento, assente il capogruppo di Forza Italia Gianfranco Ceci che, già nella serata di mercoledì 10 aprile, aveva espresso voto negativo. Il testo passa definitivamente. 

“Un lavoro incessante, articolato e importante, quello dei tanti tecnici che si sono dati molto da fare per concorrere a mettere a terra uno strumento tecnico di gestione del territorio e che coglie anche un indirizzo politico che appartiene a questa amministrazione e che ridisegnerà Bergamo nel futuro – così l’assessore Francesco Valesini –. Ci tengo a sottolinearne l’impegno e la volontà e a ribadire che questo lavoro certosino è totalmente svincolato dall’appartenenza politica ed è e continua a essere il frutto di un contenuto che sarà a disposizione anche e soprattutto di chi, da giugno, sarà chiamato a governare il territorio. Un grazie doveroso va alla Dirigente Elena Todeschini, al Responsabile Urbanistica e all’Ufficio di Piano Alessandra Salvi, alla Coordinatrice Elisabetta Nani, ai componenti dell’UdP Sara Bertuletti, Matteo Capelli, Simona Caragliano, Veronica Cardullo, Andrea Cervi, Francesco Pezzoli” (nella foto insieme all’assessore Valesini). 

Così il sindaco Giorgio Gori: “Un ringraziamento doveroso a tutti coloro che hanno concorso alla realizzazione di un documento di grande qualità, con una visione chiara e progetta, che proietta Bergamo in una dimensione di attrattività, sostenibilità e inclusività. Tre elementi raccontati concretamente, all’interno di uno schema che ridefinisce la forma della città, pur rispettando variabile rilevanti, come quella della demografica, lasciando respiro alla la dimensione dell’anziano così come a quella del giovane, al tema della casa. Un documento che si allinea alla sensibilità ambientale e che fa del verde fruibile la cifra urbana. Difficilmente si trovano altre città, delle dimensioni della nostra, che possono vantare la metà della loro dimensione riferita al verde. Mi riconosco molto in questo lavoro e sono felice che rappresenti una prospettiva non solo per questa amministrazione che l’ha voluto e approvato, ma anche per chi sarà chiamato a governare dopo di noi”.

Spazio alle indicazioni di voto e il primo a prendere la parola è Ezio Deligios,Lista Gori: “Approviamo questa sera il nuovo PGT della città di Bergamo che consentirà di governare con razionalità nei prossimi anni gli sviluppi urbanistici e edilizi della città. La scelta più lungimirante del PGT è quella relativa alla riduzione di suolo. In un contesto storico che vede la distruzione di territorio procedere in modo drammatico (con la Lombardia al vertice nazionale nella distruzione di superficie verde) Bergamo agisce con forza nel senso di bloccare l’edificazione su aree libere confermando nel nuovo strumento regolatore la scelta già operata durante il mandato elettorale riducendo gli oneri di urbanizzazione sulle aree da rigenerare e aumentandoli su quelle vergini. Le reazioni disordinate da parte di alcuni stakeholder al nuovo PGT dicono che l’interesse pubblico è stato ben tutelato anteponendolo a quello privato. Si è osservato che è sbagliato ampliare alla pianura i vincoli del Parco dei Colli. Noi diciamo che Bergamo senza Parco dei Colli non sarebbe la meraviglia che è, quindi ben venga questo ampliamento di protezione anche ad altre aree verdi se potrà portare altrettanta bellezza dal colle al piano. Non “supercazzola” come qualche consigliere ha in modo decisamente poco educato apostrofato il lavoro fatto dalla amministrazione, bensì un grande lavoro di tessitura che farà del bene alla Bergamo del futuro. E… citare Monicelli e Tognazzi con errori è quasi un reato”.

Ida Tentorio, Fratelli d’Italia: “La proposta del PGT va bene perché risponde alle indicazioni della Amministrazione, che ha detto che va bene. Davvero non vi fa pensare al Marchese Valesini, ops, scusate, Del Grillo?”

Stefano Rovetta,Lega: “Rispetto alla mozione che ho presentato, ci tengo a dire al Segretario Comunale ha citato una modifica all’articolo che il senso, il significato resta lo stesso. Questo Pgt scontenta moltissimi cittadini che, gli stessi che faranno ricorso al Tar, gravando, probabilmente, sul Bilancio del Comune. Il vostro Pgt è meramente ideologico e per questo non è stato possibile esprimere più emendamenti. E francamente, visto che in questi anni, tutti quelli che abbiamo prodotto sono stati ritenuti inutili, capite anche il perché ne sono stati prodotti pochi. Sottolineo che in questo documento non c’è traccia di che fine farà il vecchio Palazzetto dello Sport, nemmeno quello nuovo. Senza contare che Piazzale degli Alpini diventerà una gabbia, in balia di fenomeni di criminalità, per i quali la vostra candidata ha previsto ben 11 punti di intervento. Contenenti, però, molte delle iniziative dei nostri ordini del giorno. Il nostro sarà un voto negativo”.

Massimiliano Serra, Pd: “Mi ero ragionevolmente aspettato che l’opposizione avrebbe usato questo palcoscenico, questa occasione di dibattito per spiegare la propria idea di città, per presentare proposte ragionate da contrapporre a questo PGT per cercare di dimostrare di essere una alternativa credibile all’amministrazione Gori che sta passando il testimone a Elena Carnevali.  Invece il dibattito è stato deludente e scarno, tanto da ritenere opportuna la cancellazione di una seduta di consiglio già programmata e a farci terminare il dibattito di ieri sera prima di cena, cosa mai accaduta in 10 anni. Insomma, si è dimostrata l’assoluta vacuità e vaghezza della proposta proposta politica e amministrativa della coalizione guidata da Pezzotta. Emergono tre elementi portanti: la concretezza, il coraggio e la visione. Coraggio perché questo PGT elimina 1.100.000 mc di volumetria. E’ l’ultimo tassello di un percorso lungo ed articolato iniziato da diversi anni per una città che ha deciso di non espandere più i suoi confini, di non consumare più nuovo suolo, di ripensare sé stessa rigenerando e riqualificando le sue molte aree dismesse e il patrimonio esistente. Rispetto a 41 Ambiti di Trasformazione dell’attuale PGT, il nuovo piano cancella tutti quelli completamente su suolo libero, individuando solo tre nuovi Ambiti di Trasformazione (AT) dalla valenza strategica rilevante per il futuro della città: Portasud, ex Reggiani e ex Gres. E visione: l’indirizzo politico di questo PGT è stato ben sintetizzato dal Sindaco Giorgio Gori in occasione della sua prima presentazione: sostenibilità, inclusività e attrattività. E la chiave di lettura di questi imperativi deve essere la dimensione globale in cui anche una città piccola come la nostra deve essere attrice e sempre più protagonista in Italia e in Europa”.

“Sostenibilità, inclusività e attrattività non sono opzioni, bensì pilastri della Bergamo dei prossimi anni – così Alessandro De Bernardis, Pd -, Il PGT che stiamo per votare porta con sé anni di lavoro con il territorio e con le comunità che lo abitano. Un percorso con una visione ben chiara e definita sin dal suo principio che non rappresenta una mera attualizzazione dei PGT precedenti, ma, al contrario, un piano completamente nuovo capace di cambiare contenuti e strumenti e realizzare obiettivi strategici che questa amministrazione ha pensato per Bergamo. Un cambio radicale di approccio che diventa pratico con obiettivi semplici, ma necessari per restare competitivi e adatti a tutti. Siamo convinti infatti che una città possa svilupparsi e trasformarsi anche smettendo di consumare suolo libero, e deve avere mobilità e accessibilità tra i pilastri fondamentali della sua trasformazione urbanistica, pensando all’ambiente non soltanto come qualcosa da tutelare, ma anche finalmente da valorizzare, come si farà con il progetto della cintura verde che finalmente abbraccerà davvero Bergamo. Una città come la nostra deve sapere che il tempo corre veloce, la società cambia e i bisogni delle cittadine e dei cittadini aumentano: soltanto attraverso un sistema di welfare urbano in costante implementazione potremo dirci capaci non solo di ascoltare, ma anche di rispondere.
Ultimo obiettivo, non per importanza naturalmente: la cultura, intesa come motore di sviluppo attraverso un approccio lasciato in eredità dallo straordinario anno della Capitale.
Questo nuovo PGT porta, finalmente, quello di cui Bergamo aveva e avrà bisogno: 1.150.000 metri cubi di edificabilità in meno per valorizzare e riqualificare l’esistente e tutelare gli spazi liberi.
La Cintura verde da ovest a est della città, per farci respirare aria più pulita. Le scuole e gli spazi di quartiere al centro della socialità per tutti i cittadini
Infrastrutture utili e spazio pubblico come pilastri di un sano e sostenibile sviluppo della città, sempre più luogo di cura e di prevenzione. E, infine, la cultura come volano di crescita per tutti e tutte. Il tutto con la metà del territorio comunale che diventa verde vincolato all’interno di un parco regionale. E alcuni pezzi delle minoranze sono riusciti ad opporsi perfino a questo. Voterò e voteremo convintamente a favore perché, mentre c’è chi guarda al passato con malinconia e controproducente voglia di ritornarci, c’è chi sogna e costruisce condividendo tassello dopo tassello un futuro più giusto, adeguato e certo per tutte e tutti. Noi del Partito Democratico, siamo felici e soprattutto fieri di lasciare agli atti – tramite il nostro voto – la nostra inequivocabile posizione. E siamo felici, soprattutto, di consegnare a Bergamo questa bellissima eredità, che sarà parte fondamentale della nostra storia”.
“Siamo abituati che qualunque intervento o emendamento ha sempre trovato un muro – così Danilo Minuti, Bergamo Ideale -. Il Pgt sarà oggetto di campagna elettorale, vedremo cosa penseranno i cittadini e non tantoi i consiglieri ma i veri padroni della città”.

Oriana Ruzzini, APF: “Sorprende che si porti a modello la legge sul consumo di suolo di Regione Lombardia: non c’è legge che abbia fallito di più. nel 2022 risultano essere oltre 907,84 gli ettari di suolo consumato in più rispetto al 2021, siamo la prima regione italiana per numero di ettari consumati. In questo piano abbiamo un taglio di 1.15 milioni di metri cubi di edificabilità: 860 Mila metri quadri urbanizzabili in meno. La direzione data alla città è quella della rigenerazione dell’edificato e dello stop al consumo di suolo.

Non esiste un Pgt di destra o di sinistra, è vero, ma esiste una differente visione di città: la destra voleva fare costruire a privati tedeschi il polo del lusso in area fiera su suolo libero, noi abbiamo salvaguardato un’area verde. La destra propone di fare una clinica privata a Colognola nel complesso delle Sacramentine, mentre boccia il progetto del Sacro Cuore, con la casa della comunità, che è sanità pubblica. Lo stop al consumo di suolo e la promozione della sanità pubblica sono evidentemente temi che alla destra non interessano”.