La truffa delle chiamate con il vero numero della polizia postale di Bergamo: “Non fate bonifici telefonici”
Un raggiro con la tecnica hacker dello ‘Spoofing’ (che sta dilagando a Milano) recentemente segnalato e sventato a Ponte San Pietro. Copione simile a Seriate, con il reale numero dell’ufficio postale
Ponte San Pietro. Funziona più o meno così: arriva una telefonata da un numero fisso. All’altro capo del telefono, c’è una persona che si qualifica come agente dellaPolizia Postale. Prova a convincere l’interlocutore della necessità di fare un bonifico. “Sappiamo che il suo conto corrente è sotto attacco dei truffatori. Noi, per metterlo in sicurezza, le forniremo i dati di un altro conto, sposti i suoi soldi lì”. È ciò che si è sentito dire un cittadino di Ponte San Pietro, con un dettaglio non da poco: il numero comparso sullo schermo del suo cellulare era davvero quello della Polizia Postale. “Per la precisione, della sezione operativa cibernetica Bergamo – spiega il Sostituto Commissario Michele Attolico -. Fortunatamente, la truffa è stata sventata. Il cittadino si è insospettito e ha chiesto aiuto al vicino comando dei carabinieri”.
È un tipico caso di ‘Spoofing’, una tecnica hacker che consiste nel falsificare il numero di telefono da cui proviene la chiamata o l’sms di turno, per far credere alle potenziali vittime di essere state contattate da aziende o istituzioni di comprovata affidabilità. Un raggiro che da giorni sta dilagando a Milano, tanto da spingere la Polizia di Stato a diramare una nota ufficiale di allerta. Ma le prime segnalazioni iniziano ad arrivare anche a Bergamo. “In un altro tentativo di truffa che ci è stato recentemente denunciato, il numero che compariva era quello dell’ufficio postale di Seriate – aggiunge Attolico -. La principale raccomandazione da fare agli utenti è la seguente: se qualcuno vi contatta per spostare dei soldi, non fatelo al telefono. Come in questo caso, chiedete prima all’ufficio postale se la procedura è corretta. Nel caso, recatevi personalmente sul posto”.
La Polizia Postale consiglia di “diffidare sempre di chi, spacciandosi per un operatore delle Forze dell’ordine, richiede l’esecuzione di bonifici o pagamenti”. In caso di dubbio, “contattare il proprio istituto di credito”. E ancora: “Nel caso in cui si riceva la chiamata di un soggetto che si presenta come appartenente alle Forza di Polizia, si consiglia di chiedere il nome, il grado, l’ufficio di appartenenza e di riattaccare subito dopo” (nel caso di ‘spoofing’ perpetrato a Ponte San Pietro, il truffatore si era qualificato come ufficiale di Polizia Postale, peccato che in Polizia Postale non esista questo grado). Infine, “cercare su internet il numero di telefono della Forza di polizia o dell’ufficio che si presume abbia chiamato, comporre il numero e chiedere di parlare con il nome fornito dal precedente interlocutore”.


