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I residenti di via Moroni contro “The Wall”: la Lega raccoglie 500 firme per dire no alla chiusura della strada

Primo firmatario della petizione il consigliere comunale Enrico Facoetti: “Barriere alte fino a 6 metri, quartiere diviso a metà e tutto il peso del traffico su Largo Tironi”. La replica dell’assessore Zenoni: “Mandi le firme in Regione o, se ritiene, anche al Governo. Sono scelte di RFI”

Bergamo.“The Wall”: così l’ha chiamato Enrico Facoetti, consigliere comunale della Lega, facendo riferimento alle barriere fonoassorbenti che dovrebbero essere posate lungo via Moroni, all’atto di far partire il cantiere per l’eliminazione del passaggio a livello, e che di fatto chiuderebbero la strada, tagliando, come racconta Facoetti, il quartiere a metà. “Stiamo parlando di barriere alte 6 metri in via dei Caniana e 3-4 in via Finazzi.Ho raccolto 505 firme tra i residenti della zona, in particolare, appunto, via Moroni e via dei Caniana, per dar vita ad una petizione che chiede di evitare la chiusura al traffico a causa del progetto di RFI che prevede il raddoppio della linea ferroviaria Bergamo-Curno-Ponte San Pietro”.

Non è la prima volta che il consigliere comunale affronta il tema: prima infatti un’assemblea pubblica, poi diverse interpellanze, poi un ordine del giorno presentato all’interno del Consiglio straordinario sulla Mobilità dove chiedeva di salvaguardare il passaggio e il transito delle auto: “L’assessore Zenoni aveva proposto alle ferrovie di fare un sottopasso carrale, ad un senso di marcia, in direzione di Dalmine e con una pendenza del 12%. Un progetto che non è stato considerato fattibile per una serie di motivi tecnici. L’amministrazione è dunque tornata alla proposta della chiusura totale che comporterà la divisione del quartiere in due: tutta l’area compresa tra via Moroni e via Leopardi verrà tagliata fuori e ci sarà un sottopasso ciclopedonale che certamente comporterà problemi sia in termini di sicurezza che di alto rischio per le bombe d’acqua.

La nostra richiesta è dunque quella di tenere aperto il passo carrale. Questo progetto, peraltro, non è dentro l’appalto, è stato stralciato nel raddoppio della ferrovia e stiamo parlando di lavori che dureranno tre anni e che non sono ancora partiti. Domani porterò in Comune le firme e le farò protocollare. Il tema è importante anche perché non riguarda solo via Moroni, ma tutta la città. E temo anche che Largo Tironi non reggerà il carico di tutto il traffico, soprattutto se consideriamo che in quella via passerà anche l’e-Brt. La trovo davvero una proposta non fattibile. Ricordo anche all’amministrazione che la legge prevede che i passaggi a livello possano essere tolti se si salvaguarda la viabilità locale”.

Così Stefano Zenoni, assessore alla Mobilità: “Chiederemo la strada con nostro dispiacere, ragione per la quale le firme, anziché consegnarle in Comune, le può mandare direttamente a RFI, o le manderemo noi a RFI, ma essendo una motivazione tecnica non credo sortiranno modifiche. Può anche mandarle direttamente a Regione Lombardia, o al Governo, se vuole aiuti più efficaci. RFI non ha ancora formalizzato il progetto, ma è chiaro che il sottopasso sarà solo ciclopedonale. E purtroppo si ritiene del tutto impossibile anche il senso unico. Scelte informalmente categoriche, ma se riuscissimo ad avere il sottopasso anche carrabile, a senso unico ovviamente, perché il doppio senso è evidentemente impossibile, non ho alcuna obiezione. Ci abbiamo provato a lungo, ma non siamo riusciti a decidere sul tutto. Si riuscirà ad allargare l’uscita da Largo Tironi verso Via San Bernardino, per favorire l’uscita dalla città, quando sarà chiusa via Moroni”.