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Una raccolta firme contro i crimini di Hamas promossa dall’associazione Italia Israele Bergamo

Un’iniziativa a sostegno di quella di Amnesty e ONU per riconoscere il 7 ottobre come femminicidio di massa

Bergamo.L’associazione Italia Israele Bergamo ha promosso oggi una raccolta firme in Colle aperto in Città Alta a 6 mesi dai tragici eventi del 7 ottobre 2023 quando Hamas ha attaccato e ucciso 1200 cittadini israeliani, il più grave evento contro gli ebrei dalla seconda guerra mondiale. L’obiettivo della manifestazione voleva ricordare la ricorrenza dei 6 mesi dall’attacco subito da Israele e richiedere la liberazione immediata di tutti gli ostaggi ancora in mano ad Hamas.

“Siamo appena tornati da un viaggio in Israele – ha dichiarato Carlo Saffioti, Presidente onorario dell’Associazione – abbiamo avuto modo di comprendere l’impatto di quanto avvenuto il 7 ottobre, di visitare i luoghi dei massacri, di parlare coi soccorritori e coi familiari delle vittime e dei rapiti. Quanto avvenuto, le barbarie commesse da Hamas, soprattutto contro le donne, superano ogni possibile capacità di comprensione.”

L’associazione ha voluto raccogliere le firme per una petizione ad Amnesty e ONU, promosso dall’associazione Paroles de Femmes, per riconoscere il 7 ottobre come femminicidio di massa. “La raccolta online ha superato le 73.000 sottoscrizioni, a cui si aggiungeranno le 100 raccolte questa mattina e le altre che abbiamo raccolto e raccoglieremo nei prossimi giorni. – ha illustrato Simone Paganoni, Consigliere Comunale di Bergamo e associato di Italia Israele – Nell’attacco di Hamas le donne non sono state semplicemente uccise, hanno subito torture impossibili da descrivere, che sono state ampiamente dimostrate e riconosciute anche da Pramilla Patten, rappresentante speciale del Segretario Generale ONU sulla violenza sessuale nei conflitti.”

“Abbiamo avuto la conferma che moltissimi bergamaschi comprendono la gravità di quanto avvenuto il 7 ottobre. Sono rimasti colpiti dalle testimonianze delle donne ostaggio, poi liberate, che hanno raccontato le violenze subite – ha concluso Matteo Oriani, Segretario dell’Associazione – e ci hanno espresso sostegno e solidarietà, con una attenzione e un rispetto verso le donne, che conferma che la maggioranza ha compreso le barbarie fatte da Hamas e la necessità che non possano ripetersi mai più”.