Barriere anti-rumore più basse e una passerella al posto del sottopasso, Pezzotta e Calderoli portano i residenti di Boccaleone al ministero
Il candidato sindaco del centrodestra fa sue le istanze dei cittadini e, dopo un colloquio con il vice Ministro Rixi, fissa un appuntamento per valutare soluzioni alternative al Treno per Orio
Bergamo. Barriere anti-rumore più basse e una passerella al posto del sottopasso. Queste le istanze che il candidato sindaco del centrodestra Andrea Pezzotta porterà avanti insieme al Ministro per l’Autonomia della Lega Roberto Calderoli, che si è fatto carico per cercare di trovare una soluzione. “Non è una mera promessa elettorale – ha spiegato Pezzotta -, ma la volontà concreta di dare una risposta ai problemi dei cittadini che abitano e vivono il quartiere. Questo a vantaggio della collettività e a prescindere da quale sarà l’amministrazione che governerà per i prossimi cinque anni. L’ho già detto e lo ripeto: quello che sto facendo è solo a vantaggio di Bergamo”.
Per queste ragione Pezzotta, immediatamente dopo l’investitura a candidato, ha fatto sue le problematiche di Boccaleone e, in particolare, le questioni relative al progetto del Treno per Orio e, come racconta lui stesso, “ho cercato di contattare i piani alti, per trovare insieme una soluzione che non rappresenta certo lo travolgimento del progetto, perché non è possibile, ma la volontà di mettere in campo una serie di migliorie che aiutassero il quartiere. Da qui la mia chiamata a Calderoli, che si è reso fin dal principio disponibile, e la richiesta di un incontro con le parti”.
Richiesta esaudita, tanto che il ministro Calderoli, dopo l’interlocuzione con il vice ministro Edoardo Rixi, lunedì 8 aprile chiederà formalmente un incontro con tutte le parti coinvolte: Comune di Bergamo, MIT e Comitato di quartiere.
“La vicenda del Treno per Orio è tanto importante quanto urgente – aggiunge Pezzotta -. Riscontrato che il Comitato non è stato ascoltato e che i problemi sono più che rilevanti, abbiamo ritenuto doveroso un incontro. Oggi ho avuto contezza della situazione, grazie al colloquio avuto proprio con i cittadini e in presenza del Vice Ministro Rixi. la nostra attenzione sul tema è davvero altissima, ci sta davvero a cuore. La ferrovia si farà, ma va fatta al meglio perché parliamo di un’opera che rimarrà”.
“Ho incontrato un mese fa Pezzotta, anche in relazione a queste problematica – prosegue Calderoli -. Dico solo che nel 1995, quando fui candidato sindaco a Bergamo, avevo presentato un progetto che prevedeva l’interramento completo della stazione, a fronte e a compensazione di una commercializzare della superficie libera nell’area dello scalo merci, ristabilendo una continuità in città. In quella occasione non vinsi e il mio progetto risultò anche avveniristico. Ma la storia racconta che i problemi sono ancora quelli di allora”.
Il Comitato Boccaleone ha presentato due problemi: “Sono contrari al sottopasso sostituivo ai sovrappassi o alla passerella ciclopedonale, sono convinti che la stessa funzione può essere meglio svolta con il passaggio a livello e i pannelli fonoassorbenti a conclusione dell’opera – ricapitola il leghista -. La nostra volontà, che verrà discussa proprio in occasione di un incontro al MIt, è quella di verificare la tempistica con cui è possibile realizzare la passerella rispetto al sottopasso, cercando di costruirla prima del completamento dei lavori sui binari. Come invece è previsto”.
Infine: “Chiederemo di valutare barriere fonoassorbenti più basse e un’altra passerella alternativa al sottopasso, all’altezza del passaggio a livello – conclude Calderoli -. Peraltro soluzione che gli stessi tecnici ci hanno indicato come meno costosa, anche se con tempistiche più lunghe che i cittadini sarebbero però disposti a sopportare a fronte di evitare il sottopasso. Il vice Ministro si è detto disponibile a interloquire e a trovare una soluzione. Si tratterebbe di un progetto a beneficio di tutta la comunità, fatto e voluto per il bene di Bergamo, a prescindere da quale sarà l’amministrazione che si troverà a governare nei prossimi cinque anni”.





