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Accusato di violenze sulle pazienti non risponde al gip: “Al lavoro fino a 70 anni per carenza di medici, andrà in pensione”

I fatti contestati risalgono all’ultimo anno. Le accuse sulla base delle denunce e delle segnalazioni di 6 donne

Bergamo. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma la sua linea è chiara: nessun abuso durante le visite in ambulatorio. Al contrario, tutto si sarebbe svolto secondo protocollo.

Davanti al gip ha scelto il silenzio M.G., il medico di base accusato di violenze sessuali nei confronti di alcune sue pazienti. Una scelta, quella della difesa, con ogni probabilità dettata dalla necessità di prendersi del tempo per leggeri gli atti con maggiore attenzione.

L’uomo, 70 anni, è stato messo agli arresti domiciliari dai carabinieri di Zogno martedì (2 aprile), al termine delle indagini scaturite dalle denunce e dalle segnalazioni di 6 donne. Il medico, che esercita in Valle Brembana, le avrebbe palpeggiate nelle parti intime senza alcuna apparente ragione medico-diagnostica.

I fatti contestati risalgono all’ultimo anno. “È rimasto in servizio perché gli è stato chiesto, a causa della carenza di medici di base. Ora il mio assistito farà domanda per il pensionamento”, spiega l’avvocato Michele Agazzi, che ha chiesto una misura meno afflittiva rispetto ai domiciliari, ovvero la semplice interdizione dalla professione. Il gip Lucia Graziosi si è riservato la decisione.

Tutto è appunto partito dalla denuncia di una donna. I carabinieri, per avere dei riscontri, hanno poi contattato altre pazienti fra i 20 e i 30 anni. Una di loro ha sporto denuncia, aggiungendosi alla prima. Le altre quattro hanno confermato i palpeggiamenti, senza però formalizzare querela.