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Uccide la compagna a coltellate: in passato un’altra aggressione, la perdita del lavoro e le cure psichiatriche interrotte

I dettagli sul delitto che ha portato all’arresto del 45enne Aimiose Osarumwense. Il 26 marzo era stato invitato in un Cps della zona, accompagnato proprio dalla convivente per affrontare i problemi recentemente riemersi

Cologno al Serio. All’indomani del femminicidio di Cologno al Serio, emergono nuovi dettagli sulla vicenda che ha portato all’arresto del 45enne nigeriano Aimiose Osarumwense, accusato di omicidio volontario e portato in carcere in attesa dell’interrogatorio del Gip.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Treviglio, già nel 2013 l’uomo si era reso responsabile di lesioni aggravate nei confronti della compagna Joy Omoragbon, sua connazionale di 49 anni, uccisa giovedì pomeriggio (28 marzo) con diverse coltellate al torace in un monolocale di via Donizetti a Cologno al Serio, centro storico del paese.

 

Il luogo dell'omicidio <br clear=all>

 

 

Anche nel 2013, la donna era stata minacciata con un coltello. In seguito a quell’episodio erano emersi i disturbi psichici del 45enne, disturbi che avevano reso necessario un Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) e la presa in cura in alcuni centri psicosociali (Cps) della zona.

Alcuni vicini di casa della coppia riferiscono di non averla mai sentita litigare, o di non avere mai avuto la percezione che ci potessero essere degli episodi di violenze o maltrattamenti. Ma dopo la perdita del lavoro nel dicembre 2023, Aimiose Osarumwense aveva iniziato a mostrare nuovamente comportamenti strani, che avevano causato degli attriti con la convivente. La 49enne, in un paio di occasioni, aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine senza tuttavia formalizzare querele nei confronti del compagno. E senza raccontare situazioni tali da configurare l’applicazione del “codice rosso”, assicurano gli inquirenti. Il 26 marzo, il 45enne era stato invitato in un Cps della zona, dove si era recato accompagnato proprio dalla convivente per affrontare i problemi recentemente riemersi, anche perché – da quanto risulta – aveva smesso di assumere i farmaci.

I rilievi effettuati dai carabinieri di Treviglio, supportati dal Nucleo Investigativo, hanno consentito di raccogliere “gravi indizi di colpevolezza a carico del sospettato – si legge in una nota – nei confronti del quale il pubblico ministero disponeva il fermo di indiziato di delitto”. La salma della vittima è stata trasportata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, in attesa dell’autopsia.