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Omicidio di Stefania Rota, al via il processo: chiesta la perizia psichiatrica per il cugino

Servirà a stabilire se l’uomo era capace di intendere e volere al momento del fatto, se è pericoloso socialmente e se è in grado di sostenere il giudizio

Mapello. Ivano Perico, reo confesso dell’omicidio della cugina Stefania Rota, sarà sottoposto a perizia psichiatrica.

Lo hanno stabilito i giudici della Corte d’Assise durante la prima udienza del processo a carico del 62enne, che ha rinunciato a comparire in aula. Sarà la dottoressa Giuseppina Paulillo del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Parma a stabilire se l’uomo, quando ha impugnato il batticarne con il quale ha colpito più volte alla testa la parente, era capace di intendere e di volere. I giudici chiedono anche di valutare la pericolosità sociale dell’imputato e la capacità di sostenere il giudizio. Il prossimo 15 aprile verrà conferito l’incarico all’esperta.

Nel corso dell’udienza sono state avanzate alcune richieste dall’avvocato Roberta Campana, che assiste Perico. Innanzitutto sarà un processo senza testimoni, in quanto la difesa ha chiesto che vengano acquisiti gli atti del fascicolo del pubblico ministero, quindi non sarà necessaria nessuna deposizione. L’avvocato ha reiterato al richiesta di rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena, ma che per il reato di omicidio volontario aggravato dai motivi abbietti, non è previsto.

Così il difensore ha chiesto che il capo di imputazione venga rivisto e che l’aggravante venga fatta cadere. Sono inoltre state prodotte le cartelle cliniche del ricovero di Perico in psichiatria, avvenuto nel marzo 2023 e quelle del carcere.

Il pubblico ministero Letizia Ruggeri non intende far cadere l’aggravante “che è stata lungamente ponderata in fase di indagini” e ha ricordato che “rispetto alla richiesta di rito abbreviato si è già espresso il giudice delle indagini preliminari rigettando l’istanza”. L’accusa ha inoltre prodotto la relazione del Ris rispetto ad alcuni campioni biologici che la procura aveva chiesto di analizzare.

La Rai aveva chiesto alla Corte l’autorizzazione a riprendere le udienze e il presidente Patrizia Ingrascì ha sottoposto la richiesta alle parti. Il pm si è opposto: “Si può presenziare in quanto il processo è pubblico, ma le riprese turberebbero la serenità del dibattimento”. La parte civile si è associata, lo stesso ha fatto la difesa, che ha aggiunto: “Non credo sia opportuno, tenendo conto anche della personalità dell’imputato, che tra l’altro verrà sottoposto a perizia psichiatrica”.

Ivano Perico uccise la cugina nel febbraio 2023 al culmine di una lite per una proprietà di 35 metri quadrati che avevano in comune. Dopo averla colpita con il batticarne, aveva richiuso la porta e aveva spostato l’auto della vittima in un parcheggio poco distante dall’abitazione di via XI Febbraio a Mapello. E nei mesi successivi, quando le amiche di Stefania, non sentendola e non trovandola in casa, gli avevano domandato dove fosse, si era inventato delle scuse dichiarando che si trovava al mare con uno degli anziani che assisteva.

La donna era stata trovata morta in casa solo due mesi dopo essere stata uccisa. In un primo momento si era pensato ad un malore, ma alcuni elementi avevano insinuato il dubbio nel pubblico ministero, che aveva quindi avviato le indagini risalendo, circa un mese dopo, al cugino, che aveva poi confessato l’omicidio.

A processo Perico dovrà anche rispondere dell’incendio appiccato davanti alla porta dello studio del geometra, che l’imputato riteneva erroneamente stesse seguendo la pratica riguardante la proprietà contesa con la cugina. Il professionista si è costituito parte civile al processo. Una decina di parenti di Stefania Rota risultano invece come parti offese.

 

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