“Postò un volantino, ma non diffamò Pino Rauti”: assolto l’ex sindacalista Carmelo Ilardo
Il 72enne condivise una locandina scritta dall’Anpi per protestare contro l’intitolazione al defunto politico della sede di Fratelli d’Italia di Treviglio
Treviglio. Assolto perché il fatto non costituisce reato, ovvero nessuna diffamazione nei confronti di Pino Rauti.
Al pronunciamento della sentenza da parte del giudice Alberto Longobardi, è scattato un applauso da parte di una cinquantina di iscritti all’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, in aula per sostenere Carmelo Ilardo, ex sindacalista della Cgil, 72 anni, reo di aver diffuso sulla sua pagina Facebook un volantino che esprimeva disappunto rispetto all’intitolazione della sede trevigliese di Fratelli d’Italia a Pino Rauti.
A querelarlo la figlia del defunto politico Isabella, sottosegretario al Ministero della Difesa, che nelle parole della locandina scritta dall’Anpi ha letto una diffamazione rispetto alla figura di suo padre, dato che a suo dire erano riportate inesattezze.
“Finalmente tiro un sospiro di sollievo. Una vicenda assurda che non doveva nemmeno iniziare – ha dichiarato Ilardo fuori dal tribunale, accompagnato dall’avvocato Roberto Trussardi, che lo ha difeso insieme al collega Michele Olivati -. Ci siamo battuti per il diritto di poter esprimere la nostra opinione e il giudice ci ha dato fortunatamente ragione. Ringrazio i compagni che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno nelle sei udienze in tribunale”.
Il pubblico ministero Guido Schininàaveva chiesto la condanna e una multa da 516 euro, dato che aveva ravvisato la “responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio, associando dei fatti che non hanno storicamente trovato riscontri al personaggio di Rauti. Il politico è stato definito fucilatore di popolo, fondatore di Ordine Nuovo, responsabile morale delle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia. Questi fatti, così come riportati nel volantino, sono erronei e non veritieri”.
Il giudice ha accolto invece le richieste della difesa, anche se le motivazioni della sentenza verranno depositate tra 90 giorni.
Gli avvocati, nel chiedere l’assoluzione, avevano elencato i requisiti per la sussistenza del reato di diffamazione: interesse pubblico, e il fatto che la sede di Treviglio fosse intestata a Rauti interessava molte persone; la continenza, e nel volantino non erano contenute ingiurie o insulti, e la veridicità dei fatti. Secondo l’accusa Pino Rauti fu il fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo, non dell’organizzazione politica Ordine Nuovo, che raggruppava anche gli autori delle stragi commesse dal 1969 al 1974 dall’estrema destra. Una sottigliezza, secondo i difensori, dato che anche nei libri di storia la distinzione non viene evidenziata e che lo stesso Rauti non ha mai smentito, in vita, di essere il fondatore.


