Bergamo. Elly Schlein arriva a BergamoLa segretaria nazionale del Pd sarà oggi, sabato 23 marzo, alla Casa del Giovane, in occasione della penultimo Forum Europa del PD. Un’occasione importante per la città e per gli esponenti Dem che si troveranno a discutere, in particolare, di pace e cooperazione, questi i focus scelti, due temi da sempre cari al territorio. Un’uscita pubblica, quella della Schlein, in vista del lancio del voto oltralpe, con le liste attese per la seconda metà del mese di aprile, che potrebbe essere seguita da un secondo passaggio più avanti per sostenere la candidatura di Elena Carnevali, in corsa per Palazzo Frizzoni. A fare gli onori di casa, oltre al sindaco Giorgio Gori, candidato in pectore a Strasburgo, sarà Antonio Misiani, parlamentare della Repubblica dal 2006, responsabile Economia e Finanze, Imprese e Infrastrutture del Partito Democratico nella segreteria nazionale e commissario Pd per la Campania.
“È un appuntamento, quello voluto dal PD nazionale per discutere di pace e cooperazione internazionale, che non a caso abbiamo organizzato a Bergamo, terra nativa di Papa Giovanni XXIII che nell’ottobre 1962 scongiurò la crisi di Cuba e la precipitazione verso la terza guerra mondiale – spiega Misiani -. Noi stiamo attraversando una fase drammatica, delicatissima, con due conflitti in corso alle porte dell’Europa: quello in Ucraina, esploso nel febbraio del 2022, e quello in Palestina, originato dall’attacco terroristico di Hamas del 7 di ottobre. L’Europa può e deve svolgere un ruolo chiave ma in questi mesi purtroppo è rimasta alla finestra. È indispensabile un cambio di passo nella politica estera e di sicurezza comune, se vogliamo che l’Europa svolga realmente un ruolo da protagonista per trovare una soluzione politica a conflitti che non possono essere risolti con le armi”.
Schlein torna a Bergamo da segretaria nazionale del partito. L’ultima volta venne, in provincia, a Calcinate, in occasione della campagna delle primarie che la vedeva contrapposta a Bonaccini. Oggi, a ruolo acquisito, sarà in città per discutere di pace e cooperazione internazionale.
L’incontro di oggi è una delle tappe più significative del Forum Europa del PD. Ci auguriamo che Elly torni nelle prossime settimane per sostenere Giorgio Gori, Elena Carnevali, la nostra candidata per il Comune di Bergamo, e gli altri candidati e candidate PD alla guida dei comuni che saranno chiamati a votare l’8 e il 9 giugno. Sono sfide importanti, avere il sostegno della nostra segretaria ci aiuterà a portare a casa quante più vittorie possibili sul nostro territorio.
Che significato ha questa partita europea per il Pd? E’ il primo vero banco di prova dall’ascesa di Schlein?
A giugno si vota per il Parlamento europeo, bisogna mettere al centro innanzitutto i temi europei. L’Unione in questa legislatura ha fatto grandi passi in avanti per la transizione ecologica e il green deal. Molti meno in altri campi. La destra conservatrice vuole un’Europa minima e punta a farci tornare indietro, rimettendo in discussione quanto fatto sul green deal e la decarbonizzazione. Noi vogliamo esattamente il contrario. Serve un’Europa più forte per affrontare i problemi che non possono essere risolti a livello nazionale.
Le grandi questioni del nostro tempo come la pace, la crisi climatica, l’immigrazione, lo sviluppo sostenibile, possono essere affrontate efficacemente solo su scala continentale. A Bruxelles assai più che nelle capitali degli stati nazionali. L’idea dei sovranisti che riportando una serie di decisioni a livello nazionale le cose possano funzionare meglio è un’illusione, che ci porterebbe in un vicolo cieco.
Guardando alla politica nazionale, le europee saranno il primo appuntamento importante dopo le Politiche del 2022, un vero e proprio spartiacque della legislatura in cui sarà misurato il consenso del Governo e della maggioranza, ma anche dei partiti che si collocano all’opposizione. Il Pd può fare bene. Metteremo in campo candidature forti e autorevoli e il lavoro tenace e generoso che stiamo mettendo in campo per costruire una coalizione alternativa alla destra credo che sarà premiato dagli elettori.
Elly Schlein si candiderà alle Europee? I rumors dicono di sì, ma ipotizzano anche un ruolo che non la vedrà capolista
Lo discuteremo nella segreteria e nella direzione nazionale. È un nodo sul tavolo, ma non è stata ancora presa una decisione. Personalmente, credo che una candidatura di Elly possa rappresentare un importante valore aggiunto per il partito, ma è una scelta da fare con una discussione approfondita, ponderando attentamente i pro e i contro. Compresa l’ipotesi inedita di non figurare come capolista. Decideremo la composizione delle liste verso la metà di aprile.
Il Pd, in alleanza con il Movimento 5 Stelle, ha trionfato in Sardegna. Che significato politico ha avuto la vostra affermazione sull’isola? Un cambio di passo o, considerata la sconfitta in Abruzzo, un fuoco di paglia?
Credo che gli esempi della Sardegna e dell’Abruzzo, pur con esiti totalmente differenti, abbiano dato un messaggio molto chiaro: le forze di opposizione, se si uniscono sotto candidature autorevoli e progetti credibili, sono molto competitive. La destra non ha vinto in partenza e ce la possiamo giocare anche in Regioni dove partiamo in svantaggio. In Sardegna la destra ha fatto errori marchiani mentre noi abbiamo messo in campo una candidatura forte, quella di Alessandra Todde. In Abruzzo, pur con un esito differente, abbiamo ridotto lo svantaggio rispetto alle scorse elezioni dove non c’era stata partita. Ora si vota in Basilicata dove, con grande fatica, abbiamo costruito una coalizione e una candidatura comune. Sono convinto che anche in questo caso l’alleanza delle forze progressiste si dimostrerà competitiva contro il centrodestra.
Coalizioni e alleanze per costruire un campo largo che aumenta sì le possibilità di vittoria, ma che va anche gestito. Calenda, in Basilicata, ha scelto di andare col centrodestra, mentre nel Lazio fece il contrario. A Bergamo, Azione, ha scelto il sostegno a Carnevali. Come la mettiamo?
E’ chiaro che le dinamiche di territorio sono diverse da quelle nazionali. A livello locale, le coalizioni si costruiscono sulla base di candidature e progetti che fanno riferimento alle problematiche territoriali. Con esiti spesso differenti. A livello nazionale, però, la strada da seguire è tracciata: dobbiamo passare da un campo di forze spesso in contraddizione tra di loro, ad una vera e propria coalizione, come accadde a metà degli anni ’90 quando nacque l’Ulivo. Va fatto uno sforzo simile a maggior ragione in questa fase storica, in cui al potere c’è il governo più a destra della storia della Repubblica. Per battere la Meloni bisogna creare un’alternativa credibile con un’aggregazione di forze ampia, in cui ci siano Pd, Movimento 5 Stelle, le forze centriste, il civismo. Una vera coalizione plurale.
Schlein-Conte quindi un sodalizio che può durare?
Schlein-Conte oggi è un rapporto dialettico tra due leader che da punti di partenza diversi stanno cercando di dare vita insieme ad un percorso condiviso. Siamo a metà del guado. I prossimi mesi saranno cruciali e penso che crescerà la spinta dal basso per dare vita ad una coalizione. Quella dei nostri elettori, ma anche di quelli di Conte e di tanti moderati. Una parte importante dell’opinione pubblica è preoccupata della direzione che sta prendendo il Paese sotto la guida di Meloni e ci chiederà con sempre più forza la costruzione di un progetto politico alternativo.
Come vede la sfida di Bergamo tra la vostra candidata, Elena Carnevali, e Andrea Pezzotta?
La candidatura di Elena Carnevali è molto forte e sta dimostrando di saper aggregare un ampio spettro di forze politiche e civiche. Una coalizione che può contare innanzitutto su coloro che insieme a Giorgio Gori hanno amministrato la città in questi ultimi dieci anni cambiandola profondamente e in meglio. È un’eredità importante che Elena saprà valorizzare efficacemente, inserendo elementi di innovazione nel progetto e nella squadra di governo.
A Bergamo le partite sono sempre aperte, da quando c’è l’elezione diretta del sindaco. Sarebbe un errore sottovalutare la forza della destra e del suo candidato.
Non c’è il rischio di un Gori-ter come racconta il centrodestra?
Elena Carnevali ha un suo profilo, una storia politica importante e idee molto chiare. Sono certo che raccoglierà con determinazione il testimone dello straordinario operato di questi due mandati del centrosinistra, mettendo in campo un progetto all’altezza della Bergamo del 2024, che è molto cambiata rispetto alla città che dieci anni fa elesse per la prima volta Giorgio Gori sindaco.