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Ex Aquiletta, Lega Giovani sul centro culturale islamico: “Evitare ad ogni costo che diventi una moschea”
Photo Araberara

L’associazione islamica si riunisce da anni in paese e non ha mai dato problemi. Maninetti, coordinatore del gruppo leghista: “Già verificati i primi disagi”. Il sindaco Morstabilini: “Ai fedeli musulmani ho ribadito che l’istituzione di un luogo di culto comporta una variante urbanistica che non siamo pronti a concedere”

Clusone. Un appello messo nero su bianco su carta stampata per “evitare che la situazione si aggravi”, invitando l’amministrazione comunale ad utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per “impedire l’apertura di una moschea”. È il messaggio contenuto in un comunicato diffuso dal gruppo Lega Giovani Val Seriana sull’apertura del centro culturale islamico all’ex albergo Aquiletta di Clusone, in occasione della promozione di una raccolta firme che inizierà sabato 23 marzo.

Il comunicato redatto per segnalare l’iniziativa parla espressamente di “moschea”, inserendo solamente tra virgolette quella che, allo stato attuale, è la dicitura corretta. Appunto, “centro culturale”.

Infatti, come esplicitamente sottolineato dal sindaco di Clusone Massimo Morstabilini lo scorso 21 febbraio, all’ex Aquiletta non verrà inaugurata una moschea, ovvero un luogo di culto ‘ufficiale’. L’immobile diventerà sede di un’associazione culturale musulmana, una possibilità che rientra nel pieno diritto dei cittadini di religione islamica che a dire il vero già da anni si ritrovano nella cittadina baradella per i loro incontri, senza aver mai dato alcun tipo di problema ai loro vicini nella zona industriale del paese (“L’acquisto dell’immobile e il trasferimento nell’ex struttura ricettiva, in quanto associazione culturale, non necessita di alcuna autorizzazione del Comune – ricordava il primo cittadino -. La situazione sarebbe diversa se i membri volessero rendere l’Aquiletta una moschea, caso in cui l’associazione dovrebbe richiedere il permesso tramite un’apposita procedura”).

Una procedura complessa che, tra le altre cose, necessita dell’inserimento dell’apertura nel Pgt (Piano di Governo del Territorio).

“Come gruppo ci auguriamo che l’Aquiletta possa rimanere solamente un centro culturale: il rischio concreto è che esso possa trasformarsi in breve tempo in una moschea – commenta Marco Maninetti, coordinatore Lega Giovani Val Seriana -. Il nostro timore principale è che, visto la zona residenziale in cui si trova, una moschea all’Aquiletta possa portare a tutta una serie di problemi ai residenti”.

Secondo i giovani militanti seriani i preparativi per l’apertura del centro e le prime attività avrebbero già causato disagi agli abitanti dell’area, nei termini di una “sosta selvaggia, con il piazzale e le vie limitrofe piene di auto, rumori anche la sera e scarico di materiali”.

“Alcune settimane fa abbiamo chiesto un incontro con i residenti per capire quali fossero le loro preoccupazioni – racconta Maninetti -. Abbiamo prove dei disagi legati ai parcheggi e al rumore che tuttavia per il momento preferiamo non condividere per mantenere l’anonimato del residente interessato. Si tratta dei primi problemi, di portata certamente limitata: nel momento in cui questo centro dovesse diventare un luogo di culto ufficiale, i problemi si triplicherebbero e le conseguenze possiamo solo immaginarle”.

“Con la raccolta firme chiediamo un impegno formale all’amministrazione comunale: quello di svolgere tutti i controlli sul rispetto delle norme, eliminare i disagi della popolazione residente e soprattutto non accettare mai che quel centro diventi a tutti gli effetti una moschea nel bel mezzo di una zona residenziale – prosegue -. Meglio prevenire che curare”.

Morstabilini sulla questione ribadisce nuovamente come la possibilità che l’ex struttura ricettiva diventi un luogo di culto non sia in questo momento da tenere in considerazione.

“Ho recentemente incontrato i rappresentanti dell’associazione culturale musulmana che mi hanno confermato come la loro intenzione sia rendere l’Aquiletta la sede delle loro attività – dichiara il sindaco di Clusone -. A loro ho ribadito come l’ex albergo non potrà diventare una moschea, in quanto la sua trasformazione a luogo di culto comporterebbe una variante urbanistica che non siamo pronti a concedere”.

“Ho già incontrato anche il responsabile del gruppo dei giovani leghisti e l’ho avvisato come non ci sia nulla di cui preoccuparsi – ribadisce il primo cittadino -. I controlli, come facciamo con tutte le realtà del territorio, verranno completati con attenzione, un dovere insito nel concetto di pubblica amministrazione”.

Il gruppo Lega Giovani Val Seriana conta attualmente una quarantina di militanti attivi, con 12 amministratori comunali nei consigli dei comuni della valle (“Si spera che il numero aumenti nella tornata di giugno”, afferma il coordinatore).

“Il nostro non vuole essere un attacco alla libertà di culto né tantomeno all’amministrazione ma soltanto una richiesta di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per evitare l’aggravarsi di questa situazione – termina così l’annuncio della raccolta firme -. Per cui aspettiamo tutti, clusonesi e non (indipendentemente dall’appartenenza politica), sabato 23 marzo dalle 14,30 alle 17,30 in Piazza della Rocca per sottoscrivere il nostro appello volto ad evitare che l’Aquiletta possa diventare una moschea”.

Nel caso di maltempo, verrà aperta la sede della Lega in via Moroni 1 a Clusone. La raccolta firme proseguirà in altre occasioni e serate ancora da definire.

“Contestiamo la possibile apertura di una moschea in quell’area, in una zona residenziale, e in un immobile di queste dimensioni – conclude Maninetti -. Fino al momento in cui si ritrovavano nella zona industriale non abbiamo mai detto una parola, ora la situazione è cambiata”.

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