Giornata in ricordo delle vittime di mafia: “L’80% dei familiari ancora in attesa di verità”
Anche 20 membri di Libera Bergamo si recheranno a Roma per partecipare alla manifestazione. Il referente provinciale Francesco Breviario: “Onoriamo la memoria”
Bergamo. Giovedì 21 marzo ricorre la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, riconosciuta dallo Stato italiano nel 2017 ma nata nel 1995.
Ogni anno si tiene una manifestazione in una diversa città italiana. Quest’anno è stata scelta Roma e 20 membri di Libera Bergamo si recheranno nella capitale per partecipare alla manifestazione. Ne abbiamo parlato con il referente provinciale di Libera, Francesco Breviario.
Breviario, quanto è importante questa giornata?
Bisogna ricordare le vittime di tutte le mafie, ben 1070, perché tutte hanno la stessa dignità ad essere ricordate affinché la loro memoria non venga mai dimenticata. Al centro della ricorrenza saranno presenti anche i parenti delle vittime, per ricordarle e continuare a onorare la loro memoria. Per dare un dato, l’80% dei familiari non sa ancora, anche dopo anni, cosa è veramente successo ai loro cari e aspettano ancora di scoprire tutta la verità.
Le mafie sono anche nella nostra provincia.
Noi di Libera pubblichiamo un dossier dove viene trattato questo argomento, cioè dell’infiltrazione malavitosa nella nostra zona. L’ultimo che abbiamo pubblicato è aggiornato al 2022. A maggio, invece, presenteremo quello nuovo aggiornato al 2023. Per chi è interessato, le informazioni saranno tutte lì.
Ci saranno iniziative organizzate da Libera quest’anno?
Sì, noi come ogni anno ci organizziamo con varie realtà come scuole, la Provincia e in questo caso il Comune di Bergamo per sensibilizzare l’argomento. Vengono poi degli
ospiti a raccontare la propria esperienza. Come Roberta Gatani, nipote di Paolo Borsellino; Lorenzo Sanua, figlio di Pietro, commerciante e sindacalista ucciso dalla mafia; Silvia Stener nipote di Eddie Walter Cosina della scorta di Borsellino e morto nell’attentato; Franca Evangelista, vedova di Gaetano Giordano, ucciso perché si era opposto a un’estorsione; Davide Cerullo, sfuggito da giovane all’ambiente della camorra, ora scrittore ed educatore. Solo per citarne alcuni. Poi stiamo anche collaborando con Cgil e Cisl per l’iniziativa della Scuola Popolare Antimafia”.
Qual è la reazione degli studenti a questi temi?
Fanno molta attenzione. Quando hanno la possibilità di assistere a un incontro ci sono anche docenti ben preparati al tema, senza contare l’aiuto delle testimonianze e il supporto dei dati che forniamo. È importante tenere i giovani interessati all’argomento. Allo stesso tempo, devono esserlo anche gli adulti”.



