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Viaggio nelle istituzioni dell’Unione Europea: il Parlamento di Strasburgo

Si tratta dell’unico organo i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini: l’8 e il 9 giugno l’Italia è chiamata a votare per il rinnovo dei deputati

Dopo aver illustrato le origini e le tappe dell’integrazione comunitaria, iniziamo a conoscere come funzionano le istituzioni dell’Unione.

Una premessa, forse scontata ma non banale (visto l’analfabetismo istituzionale che ci circonda). L’Unione Europea ha come principi fondatori ed irrinunciabili quelli tipici di una democrazia liberale occidentale. Il Trattato di Lisbona infatti riafferma e sancisce la tripartizione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) fondati sul principio dello stato di diritto e del principio di legalità. Principi, tanto per capirci, che impediscono che un giornalista o un oppositore politico possano morire in carcere senza processo o condannati dopo processi farsa.

Guardando al potere legislativo, la prima istituzione comunitaria di cui ci occupiamo è il Parlamento Europeo, l’unica istituzione i cui rappresentanti sono eletti direttamente dai cittadini dell’Unione, il più grande corpo elettorale democratico nel globo (che rappresenta circa 450 milioni di persone nei 27 Paesi dell’Unione).

Dal 1979 il Parlamento Europeo viene eletto ogni cinque anni a suffragio universale.

Quest’anno dal 6 al 9 Giugno si terranno le elezioni per il rinnovo in tutta l’Unione, in Italia si voterà l’8 ed il 9 Giugno. Ai sensi della legge elettorale europea, tutti i paesi membri devono usare un sistema elettorale proporzionale. Ciò significa che l’assegnazione dei seggi avviene in modo da assicurare alle diverse liste un numero di posti proporzionale ai voti ricevuti. L’Italia usa il voto di preferenza, che dà agli elettori la possibilità di indicare, nell’ambito della medesima lista, da una a tre preferenze, votando, nel caso di due o di tre preferenze, candidati di sesso diverso. Determinato il numero dei seggi spettanti alla lista in ciascuna circoscrizione, sono proclamati eletti i candidati con il maggior numero di voti di preferenza. Ai fini dell’elezione dei membri italiani al Parlamento europeo, le liste devono avere conseguito almeno il 4% dei voti validi espressi a livello nazionale.

L’Italia elegge 76 parlamentari europei.

 

parlamento europeo

 

Il Parlamento Europeo contribuisce in modo determinante a garantire la legittimità democratica del diritto Europeo. Il ruolo dei parlamentari europei è quello di garantire il funzionamento democratico delle istituzioni dell’UE e rappresentare gli interessi dei cittadini nel processo legislativo Europeo. Proprio per accrescere la rappresentatività e la democraticità delle istituzioni comunitarie, le prerogative del Parlamento sono state ridefinite con il Trattato di Lisbona.

Il Trattato di Lisbona, entrato in vigore verso la fine del 2009, ha conferito nuovi poteri legislativi al Parlamento Europeo e lo ha posto alla pari con il Consiglio dell’Unione Europea nel decidere i compiti dell’UE e in che modo spendere i soldi. Esso ha anche cambiato il modo in cui il Parlamento lavora con le altre istituzioni e ha dato alle deputate e ai deputati al PE maggiore influenza su chi guida l’UE. Tutte queste riforme hanno fatto sì che, esprimendo il loro voto alle elezioni europee, le cittadine e i cittadini avranno più voce in capitolo sulla direzione da imprimere all’UE.

Tutti i cittadini dell’UE hanno il diritto di votare e di candidarsi nello Stato membro in cui risiedono.

Il Parlamento ha tre funzioni principali: condivide con il Consiglio dell’Unione il potere legislativo; esercita un controllo democratico su tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE e in particolare sulla Commissione, poiché ha il potere di approvare e respingere la nomina dei commissari europei e di censurare collettivamente la Commissione; condivide con il Consiglio dell’Unione il potere di bilancio dell’UE e può, pertanto, modificare le spese dell’UE.

Il Parlamento Europeo è attualmente composto da 705 deputati (di cui 76 italiani) e rappresenta in totale circa 450 milioni di persone. I deputati al Parlamento Europeo si riuniscono in gruppi politici e sono organizzati non già per nazionalità bensì per affinità politiche. Vi sono attualmente 7 gruppi politici al Parlamento Europeo. Un gruppo politico è composto da un numero minimo di 25 deputati e rappresenta almeno un quarto degli Stati membri. Un deputato non può aderire a più gruppi politici. I deputati che non aderiscono a nessun gruppo politico sono noti come deputati non iscritti.

Il Parlamento si riunisce in seduta plenaria tutti i mesi (salvo in agosto) a Strasburgo, nel corso di una tornata di quattro giorni (dal lunedì al giovedì). Le tornate aggiuntive si tengono a Bruxelles. Gli uffici amministrativi si trovano invece a Lussemburgo.

L’attuale presidente del Parlamento Europeo è Roberta Metsola.

I candidati alla presidenza del Parlamento europeo devono essere proposti dai gruppi politici o da almeno 38 eurodeputati (ossia da un ventesimo di tutti gli eurodeputati). Non possono esserci più di quattro votazioni e l’ultima di queste deve essere fra i due candidati che hanno ricevuto la maggioranza dei voti nella penultima votazione, ossia la terza. Per poter vincere, i candidati devono ottenere la maggioranza dei voti espressi.

Il Trattato di Lisbona ha introdotto anche un altro importante strumento di democrazia partecipativa a disposizione dei cittadini europei per avere più voce in capitolo nella definizione delle politiche dell’UE che incidono sulla loro vita: si tratta dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE).

L’ICE permette ai cittadini di tutta l’UE di mobilitarsi intorno a questioni di interesse comune, favorire il dibattito e avviare riforme proponendo modifiche legislative concrete. Introdotta dal Trattato di Lisbona del 2009, l’ICE consente a un milione di cittadini provenienti da un quarto degli Stati membri dell’UE di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa in un settore di sua competenza.

L’Unione Europea ha quindi tra i suoi obiettivi di riforma quello di accrescere le possibilità di espressione del consenso da parte dei suoi cittadini: è un processo complesso e che richiede tempo. Per questo motivo è in agenda anche la riforma dei Trattati, al fine di rendere più snelle le procedure decisionali, superando il principio dell’unanimità.

L’importante, per il momento, è sostenere con convinzione il progetto comunitario, laddove ai confini dell’Unione si addensano nubi sempre più minacciose per la democrazia, lo stato di diritto, il principio di legalità e per far sì che le grandi sfide globali della nostra epoca siano affrontate consapevolmente e non sull’onda dell’emotività.

 

Crippa

 

* Filippo Crippa Sardi è Avvocato libero professionista in Bergamo.
Si occupa di diritto comunitario e internazionale https://it.linkedin.com/in/crippasardi