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Il palinsesto di questa 42ª edizione, luogo di “ginnastica mentale” grazie al cinema di qualità proposto, conta 165 pellicole in 8 giorni

Ospiti gradite di questa intervista al caminetto nell’accogliente cornice del Relais San Vigilio sono Fiammetta Girola e Annamaria Materazzini, co-direttrici della 42ª edizione di Bergamo Film Meeting. Raccolgono il testimone artistico passato loro da Angelo Signorelli di una delle manifestazioni artistiche più importanti della città, conosciuta a livello internazionale.

Alla domanda su come è organizzata la condirezione Fiammetta Girola risponde che il metodo di lavoro condiviso appartiene da sempre al gruppo di lavoro del Festival e sono abituate a confrontarsi puntualmente sui diversi ambiti.

Tocca poi a Annamaria Materazzini illustrare il palinsesto di questa edizione, luogo di “ginnastica mentale” grazie al cinema di qualità proposto, 165 pellicole in 8 giorni.

Il palinsesto e l’inaugurazione dichiarano molto bene la capacità di coniugare presente e passato, ovvero la volontà di ricerca rivolta alle cinematografie contemporanee, e al contempo alla riscoperta – attraverso le retrospettive – delle opere e degli autori che hanno segnato la storia del cinema. È con questa consapevolezza, secondo Girola, che si costruisce il futuro del cinema, sia sul fronte autoriale che del pubblico.

Accanto all’intento anche liberamente formativo, nel senso che ognuno può costruirsi il proprio percorso all’interno del festival, ce n’è un altro, di tipo aggregativo/sociale: il rapporto di BFM con la città e l’interesse da parte degli organizzatori a ricreare le occasioni di aggregazione anche fuori dalla sale. La pandemia ha segnato un insidioso giro di boa ma ora la rotta è di nuovo chiara e le ambizioni di creare anche spazi ulteriori in città non mancano.

L’ultima domanda prende spunto dal trailer della Mostra Concorso in cui sono stati selezionati primissimi piani dedicati a interpreti femminili dei film in concorso. Lo interpretiamo come stimolo a prestare attenzione alla presenza delle donne nel cinema a tutti i livelli e chiediamo a che punto siamo, oggi, sul fronte della parità di genere. Materazzini non ha dubbi nel dire che c’è ancora molta strada da percorrere, che il BFM si concentra ogni anno anche sulla messa in luce di autrici ma che la situazione è ancora sbilanciata nell’industria del cinema. Sebbene i contenuti afferenti alla condizione delle donne siano aumentati, lo sguardo su di essi è ancora prevalentemente maschile.