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Colpisce la moglie con un telefonino: “È un’arma impropria, condannato per lesioni aggravate”
Foto di Elena G su Unsplash

Il giudice ha emesso la sentenza di condanna a 10 mesi e 20 giorni nei confronti dell’uomo, nonostante lei avesse rimesso la querela

Bergamo. Era stato condannato a 4 anni e 6 mesi per maltrattamenti nei confronti della moglie. E venerdì 8 marzo a 10 mesi e 20 giorni per lesioni aggravate dall’uso di un’arma impropria sempre nei confronti della sua compagna di vita, che nel frattempo aveva rimesso la querela. Per le minacce invece il reato è estinto per la remissione della querela.

L’arma utilizzata è un telefonino, con il quale la donna era stata colpita durante una discussione. Lui, marocchino di 35 anni, lo teneva in mano quando le ha tirato uno schiaffo e il cellulare ha urtato con violenza il volto della donna, provocandole una tumefazione giudicata guaribile in una settimana.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 4 mesi per le lesioni: “La ricostruzione fornita dalla vittima è attendibile, anche perché lui era geloso e faceva uso di stupefacenti, cosa che gli provocava anche delle allucinazioni. Secondo la versione della parte offesa l’uomo le avrebbe dato uno schiaffo con il telefonino in mano, lui invece ha dichiarato che la voleva solo allontanare e inavvertitamente l’ha colpita”.

L’avvocato Federico Pedersoli, difensore dell’imputato, ha sottolineato come il rapporto tra la coppia si sia ora rinsaldato: “Il ritiro della querela non è un atto né dovuto, né scontato. È un gesto d’amore e, comunque vada, ne sono entrambi usciti migliori, per questo chiedo il proscioglimento dalle accuse”.

“Non c’era veemenza nel gesto del mio assistito – continua il legale -, infatti l’ha colpita con la parte piatta del telefono. Se le avesse voluto veramente fare del male l’avrebbe colpita con lo spigolo del cellulare. Chiedo quindi il non luogo a procedere per le minacce e l’assoluzione per le lesioni aggravate per insussistenza del dolo e, in subordine, il non luogo a procedere per estinzione del reato, dato che la querela è stata rimessa”.

Il giudice ha emesso la sentenza, condannandolo a 10 mesi e 20 giorni per le lesioni aggravate dall’uso di arma impropria.