La paziente oncologica e gli esami nel 2025, Bertolaso: “Fake news”. Cgil: “Tutto vero, siamo sconcertati”
Il fatto che il sindacato non comunichi il nome della donna pregiudica secondo l’assessore la veridicità del dato. La replica: “La signora ha preferito rimanere anonima, siamo certi che le cittadine lombarde condividano il nostro sconcerto”
Un botta e risposta che fa discutere e che riporta nuovamente in evidenza il tema delle lunghe liste d’attesa che caratterizzano la prenotazioni di esami nel sistema sanitario regionale.
Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare dal 2022, ha etichettato come “fake news” la vicenda di B. S., lavoratrice bergamasca malata oncologica, diffusa dai giornali questa settimana. La donna doveva fissare una mammografia, un’ecografia mammaria, un Rx torace e un’ecografia dell’addome completo: al telefono, nel tentativo di prenotare gli esami, si è sentita rispondere che le prime date disponibili per tutti e quattro gli esami sarebbero a fine 2025. Rivolgendosi al sistema privato, B.S. è riuscita a fissare i quattro esami giovedì 7 marzo, ma pur essendo esente totale da ticket, cioè avendo diritto a non pagare nulla alla luce della sua patologia, è stata costretta a sborsare 422 euro.
“Si grida vergogna e si accusa la Regione perfino di non rispettare la Costituzione – la replica di Bertolaso -. Se la notizia fosse vera avrebbero ragione a gridare allo scandalo. Ma così non è. Premesso che la Cgil di Bergamo, che in quest’ultimo periodo sta raccogliendo segnalazioni di cittadini e che ha pubblicato la notizia, non ci ha voluto fornire il nominativo della paziente per poter accertare nel merito il reclamo – cosa che fa credere che l’obiettivo non sia risolvere eventuali disservizi ma solo conquistare spazi sui giornali o prestare il fianco a polemiche politiche – siamo andati a verificare se all’interno dell’Ats di Bergamo ci fossero disponibilità per fornire le prestazioni richieste dalla paziente”.
“Ebbene – prosegue l’assessore – le abbiamo trovate, semplicemente utilizzando il portale regionale ‘Prenota salute’. La prima data disponibile per un’ecografia all’addome è il 7 maggio 2024, l’ecografia alla mammella l’8 marzo 2024, la mammografia il 17 aprile 2024 e l’Rx torace 8 marzo 2024, tutte quindi entro i 120 giorni previsti dalla classe di priorità riportata nelle sue prescrizioni”.
“Certo è bene sottolineare, come più volte ricordato, che le prestazioni vengono garantite all’interno dell’Ats e non in una struttura che sceglie il cittadino – aggiunge -. Non abbiamo mai nascosto che permangono alcune criticità su alcune visite o esami diagnostici, sui quali stiamo concentrando i nostri sforzi, nonostante le carenze di organico, ma siamo certi che questo non riguardi i controlli per i malati oncologici, che abbiamo sempre garantito, perfino nei periodi più bui della pandemia Covid”. “Trovo spregevole – conclude l’assessore – che si faccia campagna elettorale su un argomento così delicato come la salute delle persone”.
In tutta risposta è intervenuto Marco Toscano, segretario generale della Cgil di Bergamo.
“Siamo sconcertati dalle dichiarazioni dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso – dichiara Toscano -. Siamo certi che lo stesso sconcerto è condiviso dalle cittadine lombarde che negli ultimi mesi hanno cercato di fissare una mammografia, un’ecografia al seno o altri esami diagnostici per i quali è stato loro risposto che le attesa vanno oltre l’anno”.
“Alla cittadina che si è rivolta a noi – prosegue il segretario generale -, ben consapevole che avrebbe dovuto accontentarsi di una qualsiasi struttura della provincia, dal Centro Unico di Prenotazione reginale è stato riposto che avrebbe potuto provare in provincia di Brescia, non essendoci alcun posto per 3 dei 4 esami prescritti nei tempi opportuni, cioè prima della fine del 2025, tranne che per uno, che andava però eseguito in contemporanea con gli altri”.
“La sola idea che a qualcuno venga in mente di tacciare come fake, usando un linguaggio peraltro così violento, un caso come questo ci lascia senza parole – conclude -. Alle insistenti richieste di un’addetta dell’ufficio stampa di Regione Lombardia di avere il nome della cittadina che ci ha segnalato la sua vicenda, abbiamo risposto di no, perché la signora ha preferito rimanere anonima. Approfittiamo di questa occasione per invitare nuovamente i cittadini e le cittadine a segnalarci casi di liste d’attesa troppo lunghe che abbiano compromesso il loro diritto alla cura e alla salute, contattando le sedi Cgil della provincia”.
Vuoi rimanere sempre aggiornato con le ultime notizie di Bergamonews? Clicca su questo link ed entra nel nostro canale Whatsapp, dove potrai ricevere le news più importanti della giornata.



