Spunta un nuovo fiore sulle Orobie: la genetica conferma l’originalità della scoperta
È la Campanula bergomensis, diffusa in alcune valli che gravitano intorno all’altopiano di Clusone. Mangili (Flora Alpina Bergamasca): “La osserviamo da anni, ora la prova delle analisi genetiche”
Val Seriana. Da un’intuizione degli studiosi e da una tesi di ricerca di una studentessa della Statale di Milano, alla prova inconfutabile della scoperta scientifica di un nuova specie che testimonia la ricchezza floristica delle nostre montagne.
Una nuova varietà di campanula è stata ufficialmente individuata nelle Prealpi Bergamasche da un gruppo di ricerca coordinato dall’Università degli Studi di Milano, in sinergia con il gruppo Flora Alpina Bergamasca e con l’Università di Siena.
È la Campanula bergomensis, organismo caratterizzato da una crescita in ambienti particolari, su conoidi detritici carbonatici di bassa quota, e la cui presenza è stata fino ad ora attestata in alcune valli sull’altopiano di Clusone.
“La pianta non è saltata fuori dal nulla: sono trent’anni che la osserviamo – racconta Luca Mangili, presidente di Flora Alpina Bergamasca -. Quelli che prima erano solamente sospetti sono ora diventati una scoperta scientifica”.
“La specie non è rara ed è distribuita in un’area che gravita attorno ai paesi di Clusone, Castione e Onore – precisa il presidente -. Le valli di distribuzione più diffusa sono la valle del Monte Farno, la Val di Tede e la Valle dei Dadi”.
I ricercatori hanno trovato delle affinità tra la nuova specie e la Campanula cespitosa, un fiore ritrovabile sulle Alpi orientali in Italia, Austria e Slovenia.
“Le differenze che all’occhio comune sembrano insignificanti non lo sono a quello dei ricercatori esperti – sottolinea Mangili -. Ad esempio, la forma del fiore è notevolmente diversa: la nostra è una campanula svasata, una netta differenza rispetto alla Campanula cespitosa. Anche la disposizione delle foglie e il numero dei fiori presentano differenze, esattamente come il colore e i granuli del polline: nella Campanula bergomensis questo è bianco-giallastro, con granuli lisci e poche protuberanze”.
“Tutte queste differenze se non sono confortate da un’analisi genetica rischiano di non avere peso sufficiente – prosegue -. Con l’aiuto delle università di Milano e Siena abbiamo individuato i marcatori da esaminare e confrontare: l’esito delle analisi genetiche ha confermato ciò che l’analisi morfologica suggeriva, cioè che ci trovavamo dinanzi ad una nuova specie”.
Le analisi genetiche, morfologiche e palinologiche hanno dunque evidenziato come le due specie siano distinte e come la campanula seriana rappresenti un’entità autonoma.
Veduta sull'altopiano di Clusone dal Monte ScanapàCome riporta l’Ansa, alcuni esemplari del nuovo fiore individuato a Clusone sono stati cresciuti da seme e sono in coltivazione all’Orto Botanico Città Studi della Statale di Milano. La ricerca è stata pubblicata nelle scorse settimane sulla rivista botanica internazionale Phytotaxa.
“La positiva collaborazione con la Statale di Milano prosegue dal 2019, accompagniamo i tesisti del Dipartimento di Scienze Naturali – racconta .- Tutto è partito da qui: la tesi di laurea di una studentessa, Alice Zanzottera, riguardava la conferma dell’esistenza della nuova campanula e rappresenta il lavoro di riferimento per quanto riguarda la parte di studio morfologico”.
“C’è molta disinformazione sulla qualità della nostra flora, ai nostri tempi sembra che tutte le iniziative vogliano difendere la natura – conclude Mangili -. La gente ha una percezione spesso riduttiva del lavoro di preservazione svolto sul territorio: la Bergamasca, e in generale le Prealpi Lombarde, rappresenta un’area ricca di biodiversità e l’impegno per proteggere la flora include uno sforzo immane per individuare la localizzazione delle innumerevoli specie”.
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