Palestra a Campo di Marte, la replica: “Ci sarebbe già, si vuole costruire a discapito del verde”
Un residente del quartiere Santa Lucia si inserisce nel botta e risposta tra il centrodestra e il consigliere comunale De Bernardis
Bergamo. Non si placa la polemica sulla nuova palestra a Campo di Marte.
Dopo l’affondo del centrodestra durante il tour elettorale e la replica del consigliere comunale del Pd Alessandro De Bernardis, al dibattito ora di aggiunge anche la voce di Sebastiano Masper, un residente del quartiere di Santa Lucia e promotore di una petizione per salvare il verde della zona che ha già superato più di 2.500 firme.
“Egr. Direttore,
in qualità di promotore della petizione ‘Salviamo il parco della Conca d’Oro dal cemento’ le scrivo per commentare la lettera al suo giornale del 29 febbraio di Alessandro De Bernardis, Consigliere comunale del Partito Democratico e residente del quartiere di Santa Lucia, in merito al dibattito riguardo la costruzione di un nuovo impianto sportivo nell’area denominata Campo di Marte.

Ritengo che la spiegazione dell’iniziativa: “Petizione per NON costruire un altro Palazzetto (a meno di 100 metri dal Palazzetto Italcementi) nel verde del Campo di Marte. Non cementifichiamo il poco bel verde che abbiamo. Salviamo il parco della Conca d’oro dal cemento!” sintetizzi i fatti. E oltre 2500 firmatari la sottoscrivono.
Questo potrebbe bastare. Ma vista la lunga lettera, ci tengo a commentarla punto per punto per chi ha la pazienza di leggere il resto.
Non è forse vero che esiste già un Palazzetto (con 1000 posti a sedere) a pochi passi?
Non è forse vero che il quartiere ha poco verde? In effetti non è vero, ne ha pochissimo. Il quartiere di S.Lucia ha solo 5 metri quadri di verde per abitante: 23esimo e terzultimo quartiere di Bergamo.
Altri fatti. Quando il parco era in gestione alla Guardia di Finanza, poteva essere utilizzato dalla popolazione almeno i fine settimana mentre da quando è passato in gestione all’amministrazione è sempre rimasto chiuso. Da ben 4 anni. Diciamo 3 se consideriamo generosamente le chiusure dovute a Covid e passaggio proprietà da GdF a Comune.
Quindi se l’amministrazione avesse tenuto in benché minima considerazione la popolazione di Santa Lucia riguardo possibilità di utilizzare le infrastrutture sportive (campo da pallacanestro, calcetto, pallavolo) o semplicemente di passeggiare nel prato, poteva dimostrare interesse aprendo l’area e rendendo le infrastrutture esistenti utilizzabili sia per la popolazione che per gli studenti delle scuole invece che tenere l’area sottochiave.
Campo di Marte ancora inaccessibile dopo 4 anni di chiusuraL’amministrazione ha anche un bel coraggio a dire che esista un dibattito in merito all’argomento. Non sembra per nulla intenzionata ad ascoltare dato che sta proseguendo nel suo proposito a colpi di votazioni di maggioranza. E ha pure la memoria corta perché nelle promesse relative all’accordo di programma degli ex-Riuniti fatte al quartiere, il Campo di Marte era destinato a rimanere area verde.
Si vuole rimuovere dell’asfalto? Ottimo! Vi si vuole costruire un Palazzetto? Uhm, mi risulta sia fatto di cemento e non sia molto verde.
Certamente l’area risultava molto più verde prima che venissero tagliate decine di piante a dicembre. Inusualmente fresate fino alla base. Ah, quando verranno piantate quelle per sostituire quelle abbattute?
Campo di Marte prima del taglio degli alberi

Durante il taglio


Dopo il taglio e fresatura



Su asfalto e cemento l’Amministrazione continua a fingere di non capire la differenza tra una asfaltatura (metri quadri) e cementificazione (metri cubi): l’asfalto si può rimuovere in poche ore, una costruzione da 15.000 metri cubi di cemento rimane per sempre. Certo, fino a che non sono arrivate le motoseghe a fare lo scempio tagliando alberi, l’area, vissuta ad altezza uomo, appariva molto più verde.
È noto che il verde, inclusa l’erba ed i salici tagliati alla base e fresati per cercare di farne sparire anche il ricordo, serve per contenere inquinamento e il fenomeno delle isole di calore che con le estati sempre più calde rendono sempre più invivibili le città.
Per rendere l’area verde e fruibile a tutti basterebbe anche solo sistemare le infrastrutture esistenti e sistemare il verde. Sicuramente una costruzione da 15.000 metri cubi non di cemento non possiamo ancora definirla verde nonostante i vari rappresentanti dell’amministrazione continuino a sostenerlo.
Riguardo la valutazione paesaggistica eseguita dal Comune non si ritengono rilevanti vincoli esistenti o sono stati semplicemente rimossi in qualche modo:
1. Vincoli Culturali e Paesaggistici: Palestra incompatibile con la fascia attorno alle mura venete. (Palestra indicata con linea rossa).

2. Sensibilità paesaggistica molto alta: area del campo di Marte indicata con linea tratteggiata rossa si trova in tale area.

3. Vincoli e tutele archeologiche: l’area del campo di Marte indicata con linea tratteggiata rossa si trova in area a potenziale archeologico medio.

Andiamo al punto ripetuto ad ogni incontro con i cittadini riguardo “scuola Santa Lucia chiede da decenni”.
La palestra di cui necessita la scuola esiste già da decenni: è un bellissimo palazzetto in parquet con 1000 posti a sedere che invidierebbe qualsiasi scuola di ordine e grado!!! Fruibile a 2 minuti a piedi dalla scuola.
Parliamoci chiaro, è l’attuale amministrazione che vuole privare la scuola della palestra cedendo ai privati una struttura pubblica che prevede l’eliminazione del Palazzetto dall’Italcementi. Questo perché nemmeno nel corso delle ultime amministrazioni, tali amministrazioni si sono rivelate capaci di gestire e mantenere.
(Un costo insostenibile? Le piscine Italcementi sono l’unica struttura pubblica che costa 5€/anno per abitante. Ovviamente se la manutenzione viene trascurata negli anni serve manutenzione straordinaria. Ma 23 milioni di restyling sembrano decisamente fuori scala.)
Sul fatto che l’immagine della petizione sia fuorviante, è esattamente quella presa dall’analisi di fattibilità e del rendering incluso nell’analisi che mostra una copertura tipo corten. Se la struttura appare orribile anche nel rendering non è colpa di chi riporta fedelmente la copertura nella petizione ma fa temere che il risultato sia anche peggio visto che di solito il rendering è meglio del risultato finale.
Qui chi inganna i cittadini è l’amministrazione attuale. Non sono i residenti che vogliono privare gli alunni della palestra. Ma è l’amministrazione incapace di gestire le infrastrutture sportive che fa un doppio danno per alunni e cittadini del quartiere:
1. priva la scuola del palazzetto esistente nell’Italcementi
2. priva del verde i cittadini di Santa Lucia cementificando l’unico parco verde del quartiere.
Sia la lettera che i rappresentati dell’amministrazione si chiedono chi conosce la volontà del quartiere. Al momento sono più di 2500 persone che sono contrarie a cementificare dove non è cementificato. La volontà di chi è favorevole al tale scempio sembra solo espressa dai rappresentati della giunta, del consiglio comunale e dei rappresentanti di quartiere. Dove sono le firme a favore della cementificazione del campo di Marte?
Sugli alberi tagliati. Nonostante i proclami, i premi per la città per il verde, per le strade e le aree verdi non si vedono altro che monconi di alberi tagliati. Raramente ripiantati. Basta camminare per qualsiasi via della città.
Se ci sono delle analisi di agronomi, allora non ci saranno problemi a renderle pubbliche? Dove sono? Se si tiene tanto al verde perché gli alberi tagliati non vengono rimpiazzati come fanno – ed impongono ai privati – altri comuni?
Riguardo le dimensioni dell’ingombro del futuro Palazzetto nel parco (non è una palestra se ha 700 posti a sedere) che si vorrebbe costruire nel campo di Marte, basta guardare i disegni dello studio di fattibilità. Per chi non ha dimestichezza con i disegni, basta immaginarsi il palazzetto dell’Italcementi nel campo di Marte. Si fa fatica ad immaginarsi che ci stia, vero? Ma è quello che vuole fare la giunta Gori.

La realtà dei fatti è che nel campo di Marte verrà cementificata la maggior parte del verde.
La realtà dei fatti è che la palestra per la scuola esiste da decenni (il palazzetto dell’Italcementi) e che la si vuole far sparire dall’impianto dell’Italcementi e ricostruire, sia in dimensioni che in capienza nel campo di Marte. A danno e a spese di tutti i cittadini.
Qui chi deve studiare, studi. Dalle basi, cominciando dalla differenza tra superficie (asfalto) e volume (cemento).
Ringraziando, porgo cordiali saluti.
Sebastiano Masper
Residente nel Quartiere Santa Lucia e promotore Petizione https://www.change.org/CampoMarteVerdeBG
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