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“Se chiami i carabinieri ti riporto il bimbo in una scatola”: 41enne condannato a 1 anno per stalking

Assolto invece dalle accuse di maltrattamenti in famiglia. Dovrà affrontare un percorso psicologico di recupero per ottenere la pena sospesa e la non menzione

Bergamo. Dopo aver vissuto due anni di relazione tra scenate di gelosia, isolamento sociale, liti, parolacce e umiliazioni da parte del compagno e padre di suo figlio, ha trovato il coraggio di prendere il bambino e andarsene di casa. Ma lui ha continuato a pressarla con continue telefonate, messaggi, richieste di poter vedere il bambino, visite indesiderate a casa dei genitori di lei, minacce e insulti alla donna e ai suoi familiari.

Per questo giovedì 29 febbraio F.T., 41enne di Bergamo, è stato condannato per stalking ad un anno di reclusione, con pena sospesa e non menzione subordinati ad un percorso psicologico di recupero per persone condannate per atti persecutori. L’uomo è stato invece assolto dal reato di maltrattamenti in famiglia per non aver commesso il fatto.

Messaggi pesanti quelli che l’imputato inviava alla compagna, che aveva espresso l’intenzione di avvisare le forze dell’ordine viste le continue molestie: “Se chiami i carabinieri ti riporto il bambino in una scatola”, “Te lo riporto a pezzi”, “Se denunci ci rimette il bambino”.

I due si erano conosciuti nel 2018 e dopo qualche mese erano andati a convivere in un appartamento in città. Poco dopo lei era rimasta incinta. All’inizio entrambi erano felici di costruire una nuova famiglia, poi qualcosa era cambiato. Secondo un’amica di lei, testimone a processo, F.T. e la madre di lui avevano cercato di convincerla ad abortire. Ma lei si era rifiutata e il loro rapporto era cambiato.

La donna aveva parlato di una vita domestica molto difficile: era costantemente controllata, anche attraverso telecamere installate all’interno dell’abitazione e subiva scenate di gelosia e vessazioni psicologiche. Ma il Collegio giudicante non ha ravvisato il reato di maltrattamenti in famiglia ed ha assolto l’uomo per questo capo di imputazione. Lo ha invece condannato per gli atti persecutori in seguito alla separazione.

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