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La lettera della ragazza, vittima di un episodio, è la ragione per la quale l’Agenzia del TPL di Bergamo ha scelto di creare una App, un QRcode all’interno dei pullman e un vademecum su come comportarsi. L’assessore regionale Lucente: “Bergamo modello da esportare anche in tutta la Lombardia”

Bergamo. Arriva “Marta”, la campagna di sensibilizzazione contro le molestie sui mezzi pubblici. Una lettera, inviata a novembre 2022, scritta da una giovane, vittima di un episodio avvenuto proprio su un pullman, è stata la ragione per la quale l’Agenzia del trasporto Pubblico Locale ha scelto di creare un progetto volto a fornire un vademecum, un decalogo di regole di comportamento, dedicato non solo a chi subisce determinate azioni, ma anche a chi ne è testimone. Bergamo ancora una volta precursore di un’iniziativa importante, in vigore da oggi, con la volontà e l’impegno da parte dell’assessore Franco Lucente, con competenza regionale ai trasporti, di esportare il modello non solo alle altre città della Lombardia, ma anche in altri luoghi, come i treni e le navi. “Un progetto e informativo, di solidarietà sociale – così Lucente, questo il messaggio che deve arrivare”.

A distanza di pochi mesi, così, l’Agenzia del TPL è pronta per lanciare “Marta”, la campagna che rispetta la promessa fatta alla studentessa – e che da lei prende simbolicamente il nome – con l’obiettivo di diffondere consapevolezza non solo sul tema delle molestie sessuali, ma più in generale sul rispetto dello spazio personale e la sicurezza sui mezzi del trasporto pubblico. La campagna offre all’utenza dei vademecum riportanti alcuni consigli utili su come comportarsi nel caso in cui sia vittima o testimone di atti violenti o molestie sui mezzi pubblici. Questi vademecum sono disponibili sul sito agenziatplbergamo.it/marta  ed è possibile accedervi anche da appositi QRcode presenti nelle comunicazioni esposte sui mezzi del trasporto pubblico e divulgati sul web e sui canali social di tutti i partner del progetto.  Realizzata per mano dell’illustratrice Giulia Boccalero, la campagna è caratterizzata da una palette di colori impattante e un linguaggio visivo immediato, una scelta fatta per “parlare” in modo diretto, soprattutto ai più giovani.

Un progetto multi-partner con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di Bergamo che si realizza grazie alla preziosa collaborazione tra tutte le aziende del trasporto pubblico: Arriva, ATB, Autoguidovie, Locatelli, TEB, S.A.I. Treviglio, Visinoni e Zani che hanno messo a disposizione i mezzi per la diffusione della campagna e che da subito hanno sostenuto la progettualità di “Marta”. Fondamentale anche la supervisione da parte delle Forze dell’Ordine nella stesura dei vademecum, in coordinazione con Questura di Bergamo e Prefettura di Bergamo. Nei prossimi mesi sarà presentata una web app dedicata alla campagna progettata per raccogliere feedback e segnalazioni da parte dell’utenza. Saranno inoltre coinvolte associazioni e gruppi del territorio che si occupano dei temi affrontati da “Marta”, al fine d’implementare sempre più le informazioni a sostegno dei passeggeri. Saranno coinvolte, infine, le scuole superiori per permettere agli studenti e alle studentesse, utenza primaria del trasporto pubblico, di affrontare questi temi.

Gli interventi

Marcello Marino, direttore Agenzia TPL Bergamo: “Presentiamo un progetto importante, volto a formare i cittadini e ad aiutarli a capire cosa si può fare quando accadono determinate situazioni. Si tratta di un’iniziativa pubblica, che trova il sostegno di tutte le parti coinvolte”.

Angela Ceresoli, Presidente TPL: “Questo progetto nasce da una lettera arrivata nel novembre 2022 da una studentessa del liceo Lussana di Bergamo che, durante una corsa sull’autobus, è stata molestata da una persona, episodio che l’ha turbata l punto tale da indurla a scendere prima che arrivasse a destinazione. Uno scritto che mi ha particolarmente colpito, perché riportava un vissuto e al tempo stesso chiedeva cose precise, maggior controllo, l’informazione agli autisti e cosa fare in casi come questo. Avevo di fronte una ragazza giovane ma con le idee chiare. La mia volontà, è stata fin da subito, quella di dare una risposta a questa ragazza e di mettere in campo una serie di strategie che non facessero riferimento solo ed esclusivamente alla mera molestia sessuale, ma che aiutassero a capire il problema e a cercare anche di garantire la percezione di una maggiore sicurezza quando si parla di trasporto pubblico. Non solo una risposta concreta, anche perché, in questo senso, ci sono le forze dell’ordine, ma opere di sensibilizzazione più generali e di rispetto rispetto ad un bene collettivo di cui vogliamo e dobbiamo prenderci cura. L’obiettivo era far capire che ci sono persone sui mezzi, e non solo passeggeri, che vivono relazioni di rispetto, cercando di prevenire atti di vandalismo e di razzismo. Questa campagna tocca infatti temi di coesione sociale. Rispondere alla domanda, come mi devo comportare quando succedono queste cose, ci ha consentito di stendere un decalogo, delle norme di comportamento per suggerire alla gente quali sono i comportamenti da adottare quando si è vittime o spettatori. Questo è solo il principio del lavoro, non ci fermiamo qui. La campagna è volta a crescere e a ricevere il contributo delle scuole e le associazioni che si occupano di queste tematiche, anche per avere un monitoraggio di queste situazioni”.

Francesca Bolazzi e Stefano Scandella, le “menti” che stanno dietro alla realizzazione della campagna: “È un tributo alla ragazza che ha scritto la lettera, tanto che ne porta la firma. Per ogni scenario previsto ci sarà una rappresentazione, per capire e per agire. L’abbiamo costruita insieme al vice questore Andrea Sandroni e sarà disponibile sui mezzi, con un QRcode. Da qui in avanti ci saranno due attività: la collaborazione con le scuole per costruire un dialogo duratore con gli studenti e una web app costruita per dare un feedback in tempo reale e segnalare i tratti più percorsi, quelli da attenzionare. Non si tratta certo del sostitutivo di una chiamata d’emergenza, ma piuttosto di un modo fattivo di costruire una rete di collaborazione”.

progetto Marta

Così Franco Lucente, assessore ai Trasporti di Regione Lombardia: “Si tratta di un progetto interessante che non va limitato solo a Bergamo, ma deve diventare un volano per tutta la Regione, applicabile a navi e a treni. Un’iniziativa informativa ed educativa. Deve anche passare il messaggio che i mezzi di trasporto pubblico non sono poco sicuri, al contrario vanno utilizzati perché sono video sorvegliati, tanto che abbiamo siglato un protocollo intesa con le forze armate perché viaggino gratuitamente sui convogli prendendo l’impegno che, all’occorrenza, siano disponibili ad intervenire”.

Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia: “È un progetto volto a sensibilizzare temi che vanno sostenuti e contrastati. Prima di tutto serve la consapevolezza che è possibile intervenire e fare qualcosa, una consapevolezza che devono avere tutti. Ai quali va detto cosa si deve fare per prevenire certe condotte, con l’aiuto delle forze dell’ordine, ma anche alla gente. Questa iniziativa ci rende più pronti, anche nell’ottica di migliorare un servizio pubblico. E questo si ottiene solo con la collaborazione e facendo rete. A questa ragazza va dato atto di aver segnalato e di aver dato il suo contributo per andare avanti. Marta ne è dunque un perfetto esempio che noi tutti dobbiamo seguire”.

Stefano Zenoni, assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo: “Migliaia di persone hanno a che fare, ogni giorno, con il trasporto pubblico, ragione per cui questo tema riguarda tutti. Lo dimostra anche la sezione relativa ai testimoni e non solo quella delle vittime. La campagna agisce sulla quotidianità delle persone. L’argomento sicurezza non riguarda solo gli spazi aperti pubblici, ma anche quelli come i treni, i bus o le navi dove oltretutto gli spazi sono ancora più confinati”.