Pd-Nostra Dalmine, sfida alla Lega: alle prossime elezioni con un unico candidato sindaco
Cinque anni fa ci furono le prime prove di intesa, ma poi non se ne fece nulla e alle urne trionfò il Carroccio con Francesco Bramani: ora le due forze d’opposizione uniscono le forze
Dalmine. Un unico candidato sindaco per tornare a governare Dalmine dopo cinque anni di amministrazione a marchio Lega: Pd e Nostra Dalmine, che oggi siedono tra i banchi dell’opposizione, hanno deciso per la prima volta di unire le forze e di presentarsi alle elezioni del prossimo giugno con un unico candidato sindaco.
Massimo riserbo, al momento, sul nome, che sarà svelato solo nella serata di lunedì 26 febbraio (alle 20.30, al teatro civico di Via Kennedy), insieme alle due liste e al programma elettorale.
Un’alleanza importante, che già nella precedente tornata elettorale del 2019 sembrava potesse prendere forma: alla fine non se ne fece nulla e le due formazioni si presentarono rispettivamente con LorellaAlessio, sindaco uscente del Pd sostenuta anche da Insieme per Dalmine e Dalmine Bene Comune, e FabioTiraboschi, espressione di Nostra Dalmine Giovani e Patto Civico Dalmine.
In una contesa che vedeva anche la presenza di Marco Cividini (In Dalmine Insieme si può) la spuntò FrancescoBramani (Lega Salvini e Forza Italia-Centro Destra Unito) che raccolse il 46% delle preferenze al primo turno e il 51% al ballottaggio.
Percentuali che Pd e Nostra Dalmine sono ora convinti di poter sovvertire presentandosi a braccetto al prossimo appuntamento con le urne, con il comune desiderio di prendere le redini della città e scalzare la coalizione di destra, giudicata “incapace di affrontare le sfide più importanti di Dalmine”.
Le principali critiche mosse all’operato del sindaco Bramani rientrano in campo ambientale: “Poca attenzione alla ciclabilità – ad esempio, in occasione della rinuncia a 100.000 euro di finanziamento regionale per lo sviluppo della pista ciclabile tra Sabbio e Levate – e il taglio di numerosi alberi sani in Via Verdi, a cui era seguita anche una manifestazione partecipata dalla cittadinanza. Oltre a questo, anche la decisione di sostenere il progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio, la concessione a REA e A2A di portare il calore prodotto nell’inceneritore di Dalmine a Bergamo, senza dimenticare le inesistenti azioni per contrastare l’ulteriore urbanizzazione del territorio”.
Pd e Nostra Dalmine, inoltre, avevano contestato fermamente la decisione di rinunciare alle cause pendenti contro la società REA, che gestisce il termovalorizzatore, “ottenendo sì il recupero delle somme dovute ma diminuendo le entrate e aumentando i costi futuri per Comune di Dalmine, nonché rinunciando definitivamente all’impianto di teleriscaldamento verso gli impianti sportivi. E, ancora, la scelta di proporre un’unica aliquota per l’addizionale IRPEF, iniqua perché riduce la tassazione per le fasce di reddito alte”.
Ma non solo.
“La crisi scatenata dalla possibilità di spostamento da Dalmine della sede di Ingegneria dell’Università di Bergamo ha dimostrato una scarsa capacità dell’amministrazione di creare rapporti con l’Università e di lavorare per una vera ‘città universitaria’ – continuano le opposizioni -. Infine, il recente rimpasto di Giunta, che ha portato alla rimozione dell’ex vicesindaco Gianluca Iodice, ha rivelato la sottomissione dell’amministrazione alle decisioni prese dalle segreterie provinciali dei partiti di centrodestra”.
Con questi presupposti va da sé che ambiente, sociale, opere sostenibili e centralità delle frazioni siano tra le priorità del programma elettorale: “Dalmine ha subito uno sviluppo incontrollato e un consumo di suolo che occorre frenare, recuperando spazi verdi, infrastrutture ciclo-pedonali, parchi e piazze dove consentire socialità e vivere la città – spiegano in una nota congiunta Pd-Nostra Dalmine -. In quest’ottica, è altrettanto importante il rilancio del commercio locale, frenando lo sviluppo di nuove medie strutture di vendita, e un lavoro di concerto con il volontariato ed enti di vario livello per gestire tutte le necessità a livello sanitario, sociale, sportivo ed associativo che stanno emergendo negli ultimi anni. Quella che le due liste propongono è un’amministrazione vicina ai cittadini, che metta al centro le esigenze e i bisogni che da loro provengono, implementando un modello di ascolto e partecipazione”.
La scelta è inedita e “rivoluzionaria” per Nostra Dalmine che per la prima volta associa il proprio nome a un candidato sindaco espressione anche di una forza partitica: “Dieci anni di opposizione ci hanno fatto crescere, come gruppo e come persone – afferma Fabio Tiraboschi, capogruppo in consiglio comunale per Nostra Dalmine – e siamo pronti ora ad amministrare la città. È ora che al governo della città arrivi anche una lista civica. Non perdiamo il nostro spirito indipendente, che guida il gruppo da ormai undici anni”. Completa Roberto Pinotti, coordinatore della lista: “Anche all’amministrazione, saremo noi stessi: quelli del contrasto ai cambiamenti climatici, della tutela della ciclabilità, della lotta alla cementificazione selvaggia e delle politiche a favore di tutte le fasce sociali, giovani e anziani compresi. Tuteleremo le frazioni che si sentono trascurate dall’attuale giunta”.
Convinti della bontà dell’alleanza anche dal Pd, con la segretaria di circolo Marta Rodeschini che ha parlato di “decisione naturale, vista la volontà forte che hanno entrambi i gruppi di offrire un reale cambiamento alla città di Dalmine. In opposizione abbiamo lavorato per cinque anni, portando la nostra idea di città e criticando duramente quelle scelte dell’amministrazione di destra che non hanno fatto bene alla città e che vogliamo contrastare”. Conclude Renato Mora, capogruppo in consiglio comunale per il PD: “Il progetto è solido: vogliamo una città attenta all’ambiente, ai servizi sociali e alle persone, allo sport e all’istruzione. Abbiamo un’idea di sviluppo e una visione di Dalmine diversa dall’attuale giunta, che ha trascurato gli spazi verdi, il rapporto con i cittadini, con l’università e le frazioni”.
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