Atalanta, l’eredità di Muriel è già sulle spalle di Touré: El Bilal a metà tra 10 e 9
Con la cessione di Lucho per il maliano si aprono gli spazi di cui può aver bisogno per riuscire a mettersi in mostra dopo l’infortunio
Bergamo. A metà tra 10 e 9. Un po’ 9 e mezzo. Ufficialmente porta la maglia numero 10, ma sui social si chiama “el_bilal_9”. Insomma, è chiaro che il numero del cuore per El Bilal Touré non è quello che porta sulle spalle, ma quello che verrà lasciato libero da Luis Muriel una volta che verrà definita la cessione all’Orlando City.
Né la Lega Serie A né l’Uefa consentono di cambiare numero a stagione in corso, per cui fino a maggio sarà “El Bilal 10”. E magari anche nei prossimi anni. Si vedrà, In ogni caso, pure se non sarà diretto, il passaggio di consegne è già simbolico. Con l’addio di Lucho, per il maliano possono aprirsi quegli spazi che presto, una volta trovata la giusta condizione fisica e soprattutto mentale e di fiducia, potrà iniziare a sfruttare per dimostrare il proprio valore.
L’acquisto più costoso nella storia dell’Atalanta – strappato all’Almeria per 29 milioni di euro più 3 di bonus – sta lavorando in gruppo da quasi un mese: serve pazienza per risolvere i problemi fisici che lo hanno tenuto fermo quasi tutto il 2023, facendogli giocare solo una partita negli ultimi 10 mesi. Aspetto evidenziato sempre più spesso da Gasperini. La filosofia è chiara: tempo al tempo.
Una doppietta in amichevole contro la Real Calepina. Tre panchine, tra Frosinone, Udinese e Lazio, tre gare casalinghe che hanno permesso al ragazzo anzitutto di tornare a respirare l’aria del campo dopo la rottura del tendine del retto femorale, con seguente operazione a Barcellona a fine agosto. I tifosi speravano di vederlo anche solo per qualche minuto in una di queste occasioni, ma le scelte del tecnico sono andate in altra direzione — colombiana per essere precisi.
Normale: in più occasioni, parlando soprattutto dei giovani, Gasp ha fatto capire che gli spazi quest’anno sono ristretti perché c’è il gruppo storico che chiede spazio, in nome anche di un rapporto nel quale un minimo di gratitudine deve entrare, oltre ovviamente alle garanzie tecniche che comunque non sono mai mancate. Però intanto c’è un “nuovo che avanza”, non solo nelle giovanili di Zingonia. E il 2006 Mendicino, che ha fatto cameo finale domenica contro la Lazio, insegna.
El Bilal di anni rispetto a Leonardo ne ha cinque in più, ma per il mondo Atalanta non è nuovo: è nuovissimo. Anche perché, esclusa la comparsata a Cesena in amichevole contro la Juventus, di fatto non si è mai visto. Gasperini però ha fatto capire che per caratteristiche, per quanto diverse, El Bilal è il più simile a Muriel in termini di spunto, pur con meno estro e fantasia. Giocatori diversi, ma che possono accendere la scintilla. Dei ’10’, ma che si sentono anche ‘9’. Un passaggio di consegne tra nove e mezzo.
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