In Belgio
|Università, a Bruxelles un convegno per promuovere l’esperienza di sviluppo sostenibile a Bergamo e Brescia
L’incontro di diffusione europea delle eccellenze di ricerca di due atenei i cui territori rappresentano il cuore manifatturiero del continente
Bruxelles (Belgio). Un convegno dedicato alla diffusione europea delle eccellenze di ricerca delle due province gemellate nel 2023 in occasione dell’anno della Cultura. Bergamo e Brescia lo scorso anno si sono riscoperte più vicine, più simili, e i rispettivi atenei si sono rivelati scrigni del rinnovamento, un rinnovamento che può e deve essere sviluppato anche nella prospettiva della sostenibilità.
L’incontro, intitolato “Research and innovation for sustainable growth: the case of Bergamo and Brescia ecosystems” e organizzato dalle Università degli studi di Bergamo e Brescia e da Regione Lombardia mercoledì 31 gennaio nella sede della Casa della Lombardia a Bruxelles, era finalizzato ad offrire una dettagliata panoramica di come le nostre province possiedano una spiccata capacità di concepire modelli di sviluppo sostenibile basati sulle diverse specificità territoriali per indirizzare le grandi sfide economiche, ambientali e sociali del nostro tempo.
A partire dagli ambiti e dalle strategie di ricerca dei due atenei, che operano in territori unici in quanto rappresentano il cuore manifatturiero d’Europa e possiedono un enorme patrimonio turistico, paesaggistico e culturale, la conferenza ha anche perseguito l’obiettivo di condividere le competenze e le capacità di ricerca e innovazione delle Università di Bergamo e Brescia all’interno della comunità lombarda stessa, in modo da potenziare la collaborazione regionale per il disegno di iniziative ad alto impatto tra università, enti di ricerca, imprese ed enti pubblici di altri ecosistemi di innovazione europei.
“Lombardia non è solamente Milano ma una regione composta da molte importanti città, ciascuna con le sue specificità e la sua particolare importanza nell’ambito dell’innovazione e della ricerca – ha sottolineato Raffaele Cattaneo, Sottosegretario regionale con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee -. Tra queste sicuramente Bergamo e Brescia, due province che offrono modelli diversi di sviluppo sostenibile: fondamentale è la diffusione di questa diversità anche al di fuori dei confini regionali”.

“Bergamo e Brescia, grazie ad una posizione strategica centrale nell’area del Nord-Italia, rappresentano la piattaforma manifatturiera d’Europa – ha commentato Michele Malvestiti, Head of EU liaison office di Confindustria Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Sondrio -. Queste due province occupano le prime posizioni nella classifica dei territori europei con la più alta vocazione e occupazione nel settore manifatturiero, oltre a rilevare una forte concentrazione di imprese ad alto tasso di specializzazione”.
Un’eccellenza confermata anche dai dati internazionali: Bergamo e Brescia attraggono da sole il 22,5% degli investimenti stranieri in Lombardia e il 7,23% in Italia; le due province sono anche tra le aree italiane che maggiormente commerciano con l’estero. La vitalità del territorio diventa poi evidente nella sua propensione all’innovazione e nelle azioni portate avanti nell’ambito della sostenibilità.
“L’ateneo orobico rappresenta un luogo di insegnamento multi-disciplinare, con numerosi ambiti di studio, 21mila studenti e quasi 500 tra professori e ricercatori – esordisce Mariafrancesca Sicilia, Pro-Rettrice alla Ricerca dell’Università di Bergamo -. L’università ha recentemente approvato il Piano Strategico 2023/2027, sviluppato attorno ai tre pilastri dell’insegnamento, della ricerca e della Terza Missione”.
“Lo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro territorio passa necessariamente da un livello locale ma mira ad imporsi su un piano internazionale – prosegue la Pro-Rettrice -. Nella ricerca gli ambiti di sviluppo sono numerosi: tra i più significativi quello recentemente istituito legato alla Longevità e quello che approfondisce Trasporti e Mobilità, anche in connessione alla presenza dell’Aeroporto di Orio al Serio. Un ambito questo in cui la sostenibilità gioca sicuramente un ruolo importante”.
L’approccio di UniBg all’ecosistema territoriale si manifesta in tre differenti ruoli: il primo è la volontà di diventare un faro per il territorio, luogo di dibattito accademico e di ideazione di innovative soluzioni; il secondo è legato al desiderio di rappresentare una comunità che riunisca e coordini le diverse entità che giocano un ruolo nella crescita sostenibile della provincia. Infine l’ultimo aspetto è connesso alla generazione di competenze transdisciplinari.
A Bruxelles nel corso della conferenza sono intervenuti alcuni ricercatori e ricercatrici delle due Università per presentare i numerosi progetti di ricerca che negli ultimi mesi sono stati portati avanti. Per l’ateneo orobico hanno preso la parola Fabiana Pirola, con una presentazione di un progetto di ricerca riguardante l’ambiente manifatturiero e la possibilità di applicare ad esso un modello sostenibile a 360 gradi, e Federica Burini, la cui ricerca mira invece alla valorizzazione del territorio e si basa su tre principali assets: la valorizzazione culturale e geo-storica del nostro heritage, la pianificazione urbana e regionale e la rigenerazione turistica della provincia.
All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti della Commissione Europea e di network e associazioni internazionali, quali Errin, Unilion, Eua e Vanguard, che hanno offerto spunti di riflessione su sfide, vantaggi e opportunità della cooperazione internazionale basata sulla specializzazione intelligente e sulle specificità territoriali alla luce dell’evoluzione delle politiche di ricerca e innovazione europee.
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